Intervistato qui a LaCasadiC.com, Eddy Lanzi ha raccontato la sua storia. Partito dal settore giovanile della Cremonese, ha poi salito tutti i gradini necessari: dalla Promozione all’Eccellenza, passando per la Serie D e arrivando infine in Serie C con il suo Arzignano. Un percorso fortemente voluto, in cui il classe 2004 ha sempre creduto fin da piccolo e che lo ha portato fino a oggi. Pochi giorni fa, l’esterno ha messo a segno un vero e proprio eurogol nella gara vinta dai suoi contro il Carpi, siglando la rete dello 0-3 dalla propria metà campo: "È stata una giocata d’istinto. Mi sono girato, ho visto il portiere un po’ fuori e ho deciso di provarci. Fortunatamente è andata bene. Mi è rimasto impresso il silenzio incredibile dello stadio quando ho calciato".

Una rete che ha sorpreso anche i compagni e che trova spazio tra le più belle della sua carriera: "Erano tutti contentissimi, mi hanno detto che un gol del genere si vede raramente. Ne avevo già fatto uno da quella distanza, ma questo è più bello perché il pallone è arrivato direttamente in porta, senza rimbalzare prima. Insieme a una rovesciata di due anni fa, è uno dei gol più belli della mia carriera".

Giocate che rispecchiano il suo modo di interpretare il calcio: "Gli amici mi hanno detto che sono un pazzo, ma ormai mi conoscono: queste giocate mi vengono da dentro. In campo esce la mia natura".

Dalla Promozione alla Serie C in 13 mesi, Lanzi ha scalato le categorie fino a realizzare il sogno che aveva da bambino: "Ho sempre voluto fare il calciatore professionista. Partire dalla Promozione e arrivare in Serie C è un’emozione unica. Sono contento di essere arrivato qui, passando per Eccellenza e Serie D, perché fare un gradino alla volta non è facile. Dico sempre, però, che sono soltanto all’inizio: non sai mai dove puoi arrivare".

Sacrifici "invisibili" per grandi risultati

Dietro questa crescita c’è anche il lavoro individuale con il preparatore Giulio Sembinelli: "Oltre agli allenamenti con la squadra, devi lavorare tanto anche da solo, soprattutto sugli aspetti nei quali ti senti più carente. Per me ha fatto davvero la differenza. Sono migliorato soprattutto a livello mentale: lavorare sulla testa mi fa molto bene, perché in campo conta tantissimo".

Al secondo anno all’Arzignano, l’attaccante si sente sempre più inserito nell’ambiente: "Conosco già alcuni compagni e so meglio come muovermi, sia in campo sia nei rapporti con le persone. Mi trovo davvero molto bene, con la squadra e con la società. Adesso stanno arrivando anche i risultati: siamo contentissimi e dobbiamo continuare a giocare spensierati, come sappiamo fare". Il ricordo torna poi alla scorsa stagione, conclusa con la qualificazione ai playoff dopo un periodo difficile: "Avevamo attraversato un momento brutto, con parecchie sconfitte e partite senza fare punti. Ci siamo detti che eravamo una squadra e che dovevamo farcela: il nostro obiettivo era salvarci. Abbiamo lottato con tutte le nostre forze e, oltre alla salvezza, abbiamo raggiunto i playoff. Passare dal terzultimo posto a quel traguardo non è semplice né da tutti. Per una realtà come Arzignano è stata una grande gioia".

Un percorso netto

Un traguardo che Lanzi ritiene possibile raggiungere nuovamente: "Quest’anno abbiamo cambiato un po’ di giocatori. Siamo tanti ragazzi giovani, alcuni alla prima esperienza con i grandi, ma anche i nuovi hanno voglia di mettersi in gioco e danno un grande ritmo agli allenamenti. Se manteniamo questo entusiasmo, secondo me possiamo farcela". Sul proprio avvio di stagione e sul rapporto con Di Donato: "Sto ritrovando minutaggio e condizione dopo l'infortunio. In Coppa ho giocato, segnato e indossato la fascia da capitano: per un ragazzo come me è stata una bella emozione. Sento la fiducia dei compagni e del mister, che mi ha dato la fascia, un gesto per nulla scontato. Con lui ho un bellissimo rapporto, conosce le mie potenzialità e le mie capacità".

Nell'avvio stagionale, è arrivata anche la fascia da capitano, che ha rappresentato una grande responsabilità sulle spalle: "Fare il capitano è stata un’esperienza nuova e penso di essere riuscito a gestire quella responsabilità. Sono al terzo anno tra i professionisti e, anche se ho soltanto 22 anni, sapere che i ragazzi alla prima esperienza possono contare su di me è una bella sensazione". Sugli obiettivi personali, l’ambizione è quella di continuare a crescere: "Voglio fare bene con questa squadra. È un mio obiettivo, non voglio fermarmi qui. Una cifra di gol in testa ce l’ho, ma cerco di non pensarci".

Infine, sul calciatore al quale si ispira, Lanzi non ha dubbi: "Cristiano Ronaldo, c'è l'ho tatuato sulla gamba. Il 7 è per lui". Quello di Lanzi è un viaggio appena iniziato, ma con già tanta esperienza alle spalle. I sogni ci sono e sono grandi, la mentalità non è quella di un ragazzo, ma di un campione, pronto a lavorare ogni istante su se stesso per raggiungere i propri obiettivi. Ad attenderlo ci sarà dunque un futuro tutto da scrivere, anzi, un futuro che è già stato scritto.

Sezione: Interviste e Storie / Data: Gio 01 ottobre 2026 alle 09:30
Autore: Martin Shira
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