Emozione, umiltà e divertimento: nel mondo di Marco Imperiale

La nostra intervista al difensore della Carrarese

1 Marzo 2024

Gian Maria Abelli - Autore

“Sono stato quasi tutta la giornata a pensare cosa mi avreste chiesto. Non sono abituato a queste interviste, è la prima volta che mi capita”. Emozione ed umiltà ai nostri microfoni, determinazione in campo. Un viaggio nel mondo di Marco Imperiale, braccetto di sinistra classe 1999 che sogna con la fascia da capitano la Serie B con la Carrarese: “La fascia da capitano è una bellissima sensazione e anche una grande responsabilità, è il primo anno che la indosso, mi dà soddisfazione, è emozionante”.

credit: Carrarese – Riconoscimento per 100 presenze con Carrarese

La stagione con la Carrarese, la fascia da capitano e la svolta dall’arrivo di Calabro

Partiamo dalla fine. Contro il Sestri Levente Marco Imperiale ha segnato il suo terzo gol in carriera tra i professionisti. Il secondo in più di 100 presenze con la Carrarese. Il classe 1999 con l’umiltà che lo contraddistingue lo ammette: “Non sono un goleador. Dopo la partita sono arrivate le classiche battute dai compagni: ‘Hai fatto gol per sbaglio, neanche tu sai come hai fatto'” Questo ci fa capire la bell’atmosfera che si respira all’interno dello spogliatoio della Carrarese. Soprattutto da quando è arrivato Calabro le cose sono cambiate. 5 vittorie e 2 pareggi in 7 partite, risultati che parlano da soli ma Imperiale ci vuole raccontare cosa ha portato il nuovo allenatore: “Ci sta dando tanto sotto molti punti di vista. Dalla mentalità al lavorare con serietà in ogni minima cosa, nella cura del dettaglio in qualsiasi momento dell’allenamento e soprattutto della partita. Nella fase difensiva ed in quella offensiva, affrontare tutto quello che si fa a partire dall’allenamento fino a riportarlo in partita. Ci sta dando una grossa mano, i risultati parlano da soli e aiutano a mantenere questo bello spirito all’interno dello spogliatoio”. I risultati hanno portato anche a un pizzico di spensieratezza nello spogliatoio azzurro. La musica non manca mai e gli da la carica giusta per affrontare allenamenti e partite al massimo: “C’è sempre della musica in spogliatoio. I risultati aiutano a mettere quel pizzico di spensieratezza  in più durante la settimana per preparare ed affrontare le partite al meglio. Il nostro dj è Cicconi. Ascoltiamo musica movimentata da aperitivo.”

credit: Carrarese

La stagione con Antonio Di Natale e le statistiche dell’attuale

Imperiale a Carrara è stato allenato anche da un campione del calibro di Antonio Di Natale: “Con lui abbiamo passato una bellissima stagione. Come ogni allenatore ha lasciato qualcosa nel mio bagaglio. Essendo stato un grandissimo giocatore anche livello mondiale essere stato allenato da lui mi ha portato gioia. Tra l’altro quella è stata la stagione dove a numeri ho reso meglio”. Infatti nella stagione 21/22 Marco ha fornito 5 passaggi vincenti per i compagni. Ma le statistiche parlano per lui anche in questo campionato. Imperiale ha più del 75% di azioni riuscite, l’86% dei passaggi va a buon fine, vince il 70% dei duelli difensivi e recupera in media 12 palloni a partita nella metà campo avversaria.

Credit: Carrarese

Gli inizi di Imperiale

I primi calci al pallone Marco li inizia a tirare con gli amici nella sua città natale ovvero Partinico, in provincia di Palermo. Le prime esperienze tra i dilettanti e poi la chiamata del Catanzaro. Con i giallorossi esordisce in Serie C ai soli 17 anni. Traguardo che convince una delle migliori società italiane nel calcio giovanile a prenderlo con sè, ovvero l’Empoli, squadra con la quale esordirà pure in Serie B: “Empoli, crede fortemente nel settore giovanile, ai ragazzi fa fare un percorso importante dai giovanissimi fino alla Primavera. Puntano forte sui giovani. Questo poche società di Serie A lo fanno seriamente. L’Empoli riesce a far crescere dei giovani per poi portarli a giocare nei massimi livelli dei campionati. Quando giocavo con gli azzurri avevamo un bellissimo gruppo. Anche essendo arrivato a gennaio mi hanno accolto a braccia aperte. Non è sempre semplice inserirsi in un gruppo che già si conosce, ma qui non ho trovato nessun problema, mi hanno aiutato, sono stati dei grandi. Prima di essere grandi giocatori sono persone splendide. La rosa era di altissimo livello, la maggior parte ora gioca in Serie A o addirittura la Champions League, ad esempio Di Lorenzo e Bennacer. Ed è stato proprio il capitano del Napoli ad impressionarlo: “Unico giocatore che fin dal primo momento ho capito che era fatto di un’altra pasta. Sublime vederlo giocare”. Tra gli avversari invece è stato Kargbo del Cesena a metterlo più in difficoltà: Giocatore forte che ha delle caratteristiche di corsa, velocità e fisico che mi hanno dato parecchi problemi durante la partita”. Ricordiamo che Imperiale oltre ad essere umile è anche un ragazzo determinato: “Voglio aggiungere che non ho mai sperato di non rincontrare nessun attaccante. Me la posso giocare con tutti.

credit: Carrarese

Il miglior ricordo di Marco Imperiale e il futuro

Dopo Empoli arrivano i primi prestiti per fare esperienza per Imperiale. Prima Siena poi Piacenza, città che ricorda con affetto: Piacenza è la piazza della quale ho il ricordo più bello. Coi biancorossi ho segnato il mio primo gol tra i professionisti, emozione indelebile. Questo è un legame in più con la piazza di Piacenza. Ricordo anche bene la partita dell’anno prima quando il Piacenza era obbligato a vincere contro il mio Siena per conquistare la Serie B. Non nego che inizialmente arrivato in Emilia mi sia arrivata qualche critica”. Critica dei tifosi piacentini che Marco è riuscito a tramutare in applausi data le ottime prestazioni con gli emiliani. Dopo l’esperienza in biancorosso arriva la chiamata dalla Carrarese. Con i toscani firmerà poi un contratto fino al 2026: “Il contratto è lungo ma nel calcio tutto può sempre succedere da un momento all’altro. Spero di riuscire a conquistare la Serie B con la Carrarese, ma se dovesse succedere di andarci da solo non lo rifiuterei. È una delle mie tante ambizioni. Non voglio precludermi nulla, infatti valuterei anche l’estero, anzi potrebbe essere la mia prima scelta”. Ancora una volta Marco dimostra la sua determinazione ed ambizione. Infine ci ha voluto salutare con un consiglio per i più giovani: “Per arrivare bisogna lavorare, lavorare e lavorare. Sì, lo ripete più volte questo concetto Imperiale ma aggiunge che: “Bisogna sempre divertirsi, alla fine il calcio è un gioco, il divertimento è alla base”. Emozioni, umiltà, determinazione e divertimento: questo è il calcio di Marco Imperiale.