Chiamatelo dottor Faedo: l’incredibile storia del difensore della Virtus Verona

Nell'intervista esclusiva concessa a LaCasadiC, Faedo ci racconta la sua storia: dall'Eccellenza alla Virtus Verona, passando per la laurea

28 Settembre 2021

Redazione - Autore

Gli esami non finiscono mai…forse. Ma per Carlo Faedo, difensore della Virtus Verona, parecchi sono stati già messi alle spalle. Il giovane calciatore, nato nel 1999 e con due presenze all’attivo in questa stagione, ha festeggiato nei giorni scorsi la sua laurea (nella foto Carlo con mamma, papà e fratello minore) in “Ingegneria chimica e dei materiali”. Un altro tassello, dopo l’esordio tra i professionisti arrivato nelle scorse settimane. “Il momento più importante ed emozionante è stato quello della discussione della tesi – racconta a LaCasadiC.com – ero un pochino in ansia, ma una volta superata la discussione poi è fatta e resta soltanto la proclamazione”.

Ai nostri microfoni lo stesso Carlo (pardon, il dottor Faedo) ci racconta emozioni e stati d’animo di uno dei giorni più importanti della sua vita. “E’ stata una giornata bellissima, c’erano i miei parenti con me perché si è tenuto tutto in modalità telematica. Eravamo a casa mia, è stato un momento bellissimo perché pensi a tutto quello che hai passato nei tre anni di studi: difficoltà, gioie, anche perché non è sempre andato tutto liscio. Ma alla fine sono molto soddisfatto, si è chiuso un percorso importante”. Presto, però, sarà già tempo di inaugurarne un altro: “Sì, non voglio fermarmi e continuerò con la Magistrale: mi sono già iscritto ad Ingegneria chimica dei processi industriali, all’università di Padova“.

Carlo Faedo festeggia la laurea in compagnia di mamma, papà e fratello minore

Faedo, dall’Eccellenza alla C senza mai perdere di vista lo studio

Per me non è stato assolutamente un problema conciliare le due cose: il calcio è una passione e non mi pesa affatto allenarmi o andare in giro per l’Italia per giocare. Certamente è impegnativo, il tempo a disposizione non è tantissimo. Ma senza sacrifici non si va da nessuna parte, sono contento di averne fatti tanti e che sia andato tutto nel migliore dei modi. Guardando indietro, posso dire di essere felicissimo delle scelte fatte. Sono andato avanti sempre abbastanza spedito, provando a fare del mio meglio”. E, fidatevi, c’è da credergli.

Basta spulciare la sua storia per capire che Carlo è uno di quei ragazzi che non si arrende mai. Fino alla scorsa primavera era in Eccellenza veneta, al San Martino Speme. Il resto è storia abbastanza nota: “Giuro che io pensavo mi prendessero in giro quando mi è stato detto della possibilità di andare alla Virtus Verona. Sono stato felicissimo, si tratta di un’opportunità che è maturata sul finire dello scorso campionato. E’ successo tutto velocemente, non me l’aspettavo assolutamente. Sono stato un mese in prova, poi è arrivata la conferma ufficiale da parte della società.

Faedo la Virtus Verona avanti insieme, allora. Scelta definita come “una grandissima opportunità per me, in un palcoscenico importantissimo. Spero di riuscire a ripagare la fiducia di tutta la società. Inoltre, ai giovani come me che hanno voglia di mettersi in gioco, dico che mai nulla è compromesso. Bisogna tener duro, lavorare, mettersi in mostra sempre e spingere al massimo. Se non ti accontenti mai, se alzi sempre l’asticella e ti diverti, prima o poi raggiungi tutto. Certo, c’è chi magari è precoce e arriva prima in determinati contesti e chi magari ha bisogno di maggior tempo. Ma col duro lavoro arriva tutto. Come è capitato a me può capitare a tutti”. Fidatevi del dottor Faedo.