Rimini, Lepri non si nasconde: “Sogno l’Inter e un giorno vorrei giocarci”

Il difensore biancorosso: "Studio e mi sono iscritto all'università, sento l'appoggio della mia famiglia"

Rimini Tifosi
9 Febbraio 2024

Manuele Nasca - Autore

“Dico la verità, tifo Inter e sogno un giorno di giocarci”. Parola di Tomas Lepri, difensore del Rimini. In vista del match contro il Cesena, sua ex squadra, il 20enne si è raccontato ai microfoni del Magazine ufficiale del club. Un cuore pieno di sogni ma i piedi ben saldi per terra. La filosofia del giovane centrale biancorosso: “Penso di fare bene nella squadra della mia città anzitutto, poi si vedrà”, ha ammesso. Una questione di cuore: “Ci sono sempre tutti. Anche mamma che di calcio non è una grande intenditrice ma che mi ha permesso di non saltare mai un allenamento“.

Rimini, Lepri: “Ero attaccante e ho fatto anche la mezzala”

Difensore di prospettiva ma ex attaccante. Ciò che forse non tutti sanno della (ancora giovanissima) carriera di Lepri: “Sì, giocavo in attacco e segnavo anche tanto. Un giorno però il mio allenatore, Francesco Troccoli, mi sposto in difesa. Dopo un paio di partite gli dissi che non mi piaceva, volevo tornare a segnare”. E non solo: “Facevo anche la mezzala – ha detto – ma quando sono andato a San Marino nell’Under 16, il mio allenatore Massolini mi fece giocare sempre dietro, al centro della difesa”. Calcio ma non solo; lo studio e la scuola non sono da meno: “Mi sono diplomato e da qualche mese frequento l’università”, ha ammesso il difensore del Rimini. La facolta? “Si chiama International Sport Management, ho sempre voluto fare questo percorso e ringrazio la società per avermi dato la possibilità”. Infatti, il club biancorosso ha offerto ai tesserati la possibilità di iscriversi all’ateneo, con la tesse d’iscrizione a carico del club.

“Penso a fare bene nella squadra della mia città”

Dopo 28 presenze con la primavera del Cesena, Lepri fa le valigie. Destinazione Rimini, dove ha firmato la scorsa estate. Del resto, è la squadra ‘di famiglia’: “Tutti vengono a guardarmi allo stadio, mio padre non ha mai saltato una partita e anche mio fratello Mirko al quale sono legatissimo. Con lui ho iniziato a giocare a calcio. E poi c’è la mia ragazza, Giulia”. Il sogno ha invece un altro nome: “L’Inter, sicuramente. Voglio giocarci un giorno ma per ora penso a fare bene qui (al Rimini, ndr)”