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Catania, febbre d’Amor(o)

Quando il signor Michele Giordano da Novara fischia l’inizio delle ostilità, al Massimino si respira un odore misto.

La gioia palpabile di molti riguardo il ritorno a casa, coincide infatti tristemente con la solita incertezza che, ormai da diverso tempo, aleggia sulla testa di quell’elefantino imprigionato dentro le sabbie mobili della C ma incapace di trovare una vera via di uscita.

Tra i continui riferimenti al periodo d’oro in Serie A, però, non si fatica di certo a raccogliere l’entusiasmo dei presenti.
Perché già al minuto otto il Catania é in vantaggio.
Basta un recupero in mezzo al campo.
La solita palla messa con il contagiri, per il solito, grande inserimento con tanto di corsa palla al piede.
Luca Moro é speciale.
Ve l’avevamo già raccontato non troppo tempo fa, (qui nuotavamo attraverso il suo mondo rendendoci complici dell’Odissea).

Luca Moro é speciale, dicevamo.
Ma per comprenderne il valore effettivo, occorre prima seguire il suo linguaggio, rimpolpato ed infine tradotto dallo spunto ricco d’acume generoso , che prima s’immola sull’esterno e poi manda in porta Russini al minuto 15.
Questo però, é solo l’antipasto
Perché corre, lotta e sgomita l’attaccante di proprietà del Padova, arrivato in Sicilia a seguito delle esperienze tra Padova, appunto, Torino, Genoa e SPAL.

Nonostante la doccia gelata targata Eusepi, capace, tra il 25’ e il 29’ minuto di mandare all’aria ogni schema e rimettere in corsa gli uomini dell’ex Novellino.

Nonostante una difesa barcollante e un centrocampo molto spesso titubante all’ultimo passaggio.
E allora eccola lì, la grandezza di chi vola in alto.
Lo stampo naturale della classe che sa di esistere ancor prima di poter divenire.
Mischia in area, minuto 64.
Controllo, conclusione, rete.
Ancora lui.
L’uomo del momento.

La gioventù che sceglie ,in una frazione di secondo e rapisce, per forza e convinzione nei propri mezzi.

Doppietta, Massimino in festa e… una richiesta tutta da ridere, dopo la comprensibile euforia siciliana

“È forti, forti appiddaveru, nnummuru unu, vogghiu a magliettina, menomale ca c’è iddu”.
(È forte, forte veramente, voglio la magliettina, menomale che c’è lui).

Chissà se ascolterà, il talento dal tocco fatato.
Immerso quasi certamente tra mille dipinti, pronti a proiettarlo in paesaggi stupendi.
Ma il vulcano, tuttavia già sa apprezzare.
Riconoscere dagli occhi, i virtuosi meritevoli d’attenzione.

E se le dichiarazioni al miele di coach Baldini in settimana (a proposito della grande generosità mostrata sia dentro che fuori dal campo) non bastassero, dalla parte del “wonderkid”, arrivano altri due fattori.

I numeri: 6 gol in 8 partite tra campionato e coppa.
La…storia.

Perché la glacialità del bomberino nato a Monselice ha subito stimolato la mente dei nostalgici, portandola dritta dritta, tra le ali del “Gabbiano” ,Gionatha Spinesi (indimenticato bomber rossazzurro, anch’egli numero 24, celebre soprattutto per la promozione in massima serie datata 2006).

Altra storia, altra corsa.
Ma la fantasia, si sa, fa sempre parte del cuore che batte ed accoglie ,felice, il nuovo idolo da sostenere.

L’amor(o) è roba semplice, mai razionale.
Garantisce Luca.

Per tanti, piccolo grande spiraglio.
Tramite il quale poter sognare.

Di risorgere dalle ceneri.

A cura di Damiano Tucci