La Serie C cambia. Giovani, ricavi, attrattività: perché dire sì al nuovo format

reggiana cesena
29 Ottobre 2022

Redazione - Autore

Un nuovo format, una nuova Serie C. Quello annunciato dalla Lega Pro si appresta a essere un “appuntamento storico”, come lo ha definito il presidente Francesco Ghirelli. Una nuova formula che il consiglio direttivo ha già presentato. Ora le società avranno un mese per valutare la proposta, prima di riunirsi nell’Assemblea di fine novembre per gli ultimi dettagli. Se ci sarà l’approvazione definitiva da parte del consiglio federale, il nuovo format potrà partire già dalla prossima stagione. Un cambiamento importante. E ogni cambiamento porta in sé novità, incognite, nuove prospettive. Un cambiamento frutto di una scelta. E scegliere, se fatto coscientemente, significa avere la consapevolezza di lasciare e rinunciare a qualcosa per aprirsi ad altro. Abbandonare anche delle certezze, per intraprendere una nuova direzione. Una direzione fatta di idee, progetti e azioni concrete per cercare di migliorare e migliorarsi. L’innovazione che si innesta nella tradizione. L’attrattività, i giovani, gli investitori e la sostenibilità economica. Perché dire sì a questo nuovo format della Serie C.

I giovani e l’attrattività: il nuovo format della Serie C

Uno l’obiettivo principale che muove l’azione e il pensiero di questa Lega Pro: mettere al centro i giovani. E come calciatori e come tifosi e pubblico. Ed è in questa direzione che si muove questa nuova formula. Cercando di portare le emozioni e l’adrenalina propria dei playoff all’interno di tutta la stagione, l’obiettivo è quello di avvicinare i giovani e le nuove generazioni alla Serie C e di riconquistare i tifosi delusi persi in questi anni. Stimoli, entusiasmo, sensazioni nuove. Come negli ultimi playoff. Una maggiore competitività e attrattività in luogo di uno schema più monotono e piatto. Un campionato che si ispiri ai principi e alle caratteristiche di realtà come l’NBA e la Formula Uno. Spettacolo e intrattenimento. Una attrattività pensata non solo nell’ottica del pubblico, ma anche di sponsor e nuovi fondi. Questo nuovo format, infatti, potrebbe rendere la Serie C un prodotto più interessante per possibili investitori.  Questo senza dimenticare le radici e la tradizione. Unire l’innovazione alla storia peculiare e unica della Serie C, dando importanza alle realtà locali e alla territorialità propria di questo campionato.

ghirelli lega pro

Ricavi, sostenibilità economica e l’essenza dell’anticipare 

Altro importante solco su cui si muove e si aziona questa formula è rappresentato dalla sostenibilità economica, pilastro fondamentale della Lega Pro. L’obiettivo è che il calcio italiano possa tornare a produrre ricavi. Per il sistema e per i club. Se tagliare i costi è stato il focus in questi mesi, e continuerà a essere un obiettivo, con la modifica del format si punta ad aumentare i ricavi. Questo anche sfruttando il fatto che a giugno 2023 andranno in scadenza i contratti di distribuzione televisiva dei match di Serie C. La nuova formula della Serie C permetterà di avere a disposizione un prodotto nuovo, avvincente e unico da sfruttare in fase di trattativa. La nuova Serie C sarebbe così contraddistinta dall’originalità di un prodotto diverso e attrattivo. Una realtà distinguibile, diversa, unica. Per le tv, per i tifosi, per le aziende che cercano innovazione e originalità.

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Credits: Ufficio Stampa Lega Pro

Inoltre, l’inizio di questo format potrebbe costituire una spinta e un esempio anche per il sistema calcio italiano. Un cambiamento che si innesti in una riforma generale dei campionati. Un modo per anticipare e costituire un riferimento. Idee e cambiamenti necessari a livello di sistema. Perché una riforma e un cambiamento reali sono possibili solo se sarà la testa collettiva a seguire questa visione”.  Anticipare per innovare. Innovare per crescere.