Batistuta, la Lazio e il Bernabeu: chi è Sebastiano Siviglia, il nuovo allenatore del Potenza

L'allenatore arriva per la prima volta in Serie C

13 Giugno 2022

Redazione - Autore

Novità in casa Potenza: dopo la fine dell’era Caiata, il club è passato sotto il controllo di Donato Macchia. Il nuovo presidente ha messo subito le mani sulla squadra nominando prima il nuovo direttore sportivo, ovvero Natino Varrà, e poi l’allenatore, che è Sebastiano Siviglia. L’ex Ternana e Carpi è stato annunciato da Macchia nelle scorse ore nella conferenza stampa di presentazione. Convinto dal progetto e dalla piazza calorosa, Siviglia è pronto a tornare a Potenza dove era stato in una delle sue prime esperienze da allenatore. 

La Serie C mai giocata con il Carpi e l’attenzione per i giovani

Infatti l’allenatore, dopo il ritiro dal calcio giocato nel 2010, ha prima allenato il Monterotondo in Serie D per un breve periodo, per poi approdare al Potenza nel 2011. Un’esperienza poco fortunata per il calabrese che ha allenato la squadra per appena una partita. Infatti i lucani, iscritti al campionato di Eccellenza Basilicata, si sono ritirati dal torneo dopo la prima giornata date le difficoltà economiche della società. Problemi che portarono al fallimento della squadra nel 2012.

sebastiano siviglia allenatore

Da lì poi si è dedicato alle formazioni giovanili tra Nocerina, Lazio e Ternana. Da sottolineare gli ottimi risultati ottenuti con la Primavera del Lecce con la quale ha raggiunto i playoff promozione per la Primavera 1. Dopo l’esperienza salentina, nel 2021 era stato ingaggiato dal Carpi. Purtroppo però la stagione non è mai partita dato che la squadra che non è stata iscritta al campionato di Serie C. Da quel momento non ha più allenato non trovando il progetto giusto. Ora però Siviglia è pronto a riprendersi quella C che gli è stata levata un anno fa ed ha trovato nel piano di Macchia l’opzione migliore da cui ripartire. 

La carriera da calciatore di Siviglia

Cresciuto nel vivaio della Ravagnese, il difensore centrale passa al Parma nel 1990 e rimane con i gialloblù per 3 anni senza però mai giocare con la prima squadra. Da lì riparte con la Nocerina di Luigi Delneri, dove conquista la promozione in C1 e sfiorala B nella sua ultima stagione in Campania. Nel ‘96 esordisce in Serie A con la maglia dell’Hellas Verona contro la Fiorentina. Il suo primo attaccante da marcare? Gabriel Omar Batistuta, non il più facile dei clienti. Con i veneti si afferma nella massima serie anche nella stagione seguente dove segna un gol in Coppa Italia contro la Roma dei vari Totti, Candela e Delvecchio, guidati da Zeman. 

La stessa Roma con cui gioca nella stagione 2001/2002, l’anno dopo lo storico scudetto. Infatti dopo tre anni con l’Atalanta e una promozione in Serie A, Siviglia viene ingaggiato dai giallorossi di Capello. Vince subito la Supercoppa Italiana, senza però scendere in campo e debutta anche in Champions League da titolare contro l’Anderlecht. Nella stessa partita esordisce in UCL anche Daniele De Rossi. La Roma hconcludea concluso quella stagione al secondo posto, dietro alla Lazio, la squadra dove paradossalmente Siviglia segna la sua carriera.  

Dopo Parma, Atalanta e Lecce, il difensore centrale torna nella Capitale, stavolta però sponda biancoceleste, nel 2004. È uno dei primi acquisti dell’era Lotito e diventa un perno dei laziali.  Con loro vince la Coppa Italia nel 2009 nella finale contro la Sampdoria di Pazzini e Cassano e la Supercoppa Italiana nello stesso anno. Tante soddisfazioni tra cui anche il ritorno in Champions League nel 2007 dove affronta il Real Madrid di Casillas e Raùl al Bernabeu.