Valori, senso di appartenenza e passione, Riccardo: “L’Entella in B vale come mille Champions”

“Gozzi come Maldini per i tifosi del Milan”. Le parole ai nostri microfoni del tifoso biancoceleste di ritorno dalla trasferta di Sassari

24 Dicembre 2022

Redazione - Autore

“Sono appena tornato a casa dalla trasferta di Sassari”. Inizia così la nostra intervista a Riccardo Sivori. Sono le ore 14 di sabato 24 dicembre. Piena vigilia di Natale. Nell’aria c’è frenesia per la grande festa e fervono i preparativi per il cenone. Non per tutti, perché prima la passione e lo stesso Riccardo ha dimostrato di averne tanta per seguire la sua squadra del cuore, la Virtus Entella.

Entella tifoso

Un’occhiata al calendario e… “ho cercato subito il modo per andare a Sassari. L’aereo costava troppo, così ho preso quelli della nave”. L’abitudine a spostarsi coi mezzi anche per lavoro e così la partenza per un viaggio infinito: “La chiamerei odissea”. Dal traghetto alla camminata per andare verso lo stadio e presentarsi davanti ai cancelli da unico tifoso nel settore ospite. “Mi sono chiesto se fossi pazzo io ad essere lì o gli altri a non essere venuti. Ho fatto davvero un bel viaggio”. Storie di sport e di calcio raccontate in prima persona da chi ha vissuto una giornata per certi versi storica.

Da Sassari al Barbera, Riccardo e i chilometri per la sua Entella

Trasferta più lunga? Sono stato al Barbera per i playoff. Non so se più lontano ma sicuramente quella di Sassari è stata più faticosa” (ride n.d.r.). Un altro viaggio fantastico condiviso con la fidanzata e altri 21 supporters biancocelesti. “Eravamo in 23 in uno stadio da 38 mila posti. Emozione unica”, forse anche la più bella vissuta nei suoi 29 anni. “Meglio rispetto alla partita dell’Olimpico in Coppa Italia”. Ricordi che riaffiorano ed emozioni percettibili dall’altro lato della cornetta. 

A Palermo l’Entella ha sfiorato l’impresa. All’80’ il risultato sul tabellone segnava 0-2 e “ho pensato potessimo fare l’impresa eroica, ma quelle le facciamo ogni domenica. Perché per la piccola città che siamo avere giocatori come Morosini e Ramirez è davvero qualcosa di speciale. Mi sento un po’ come il Chievo di una volta. Dai campetti dell’Eccellenza di Sestri Levante o di Lavagna fino a giocare in Serie B o al Barbera: “Nella testa ho ripensato a tutte le partite che ho visto sin qui”. Ricordi impressi nella mente e non solo: “Conservo tutti i biglietti delle trasferte fatte. Adesso pure quelli della nave (ride n.d.r.)”. Il biancoceleste cucito addosso come una seconda pelle. 

Riccardo e il legame con Chiavari e l’Entella

La passione per la sua squadra del cuore non è difficile da intuire e nemmeno da ipotizzare. Per chi è nato a Chiavari il colore bianco e celeste è parte integrante di usi e costumi della città. Il bianco delle case che si riflette sull’azzurro del mare, una cartolina da Chiavari. “E’ piccola ma calorosa”. Non è caotica e tutti, ma proprio tutti si conoscono, compresi i calciatori: L’Entella la senti tua, vedi le immagini della città, incontri tutti i tifosi per strada, con i giocatori ci parli

Non c’è altro al di fuori dell’Entella, d’altronde è una passione tramandata di generazione in generazione: Mio papà mi ha sempre portato allo stadio perché abito lì vicino. Ho visto lo stadio nascere praticamente”. Ma oltre all’Entella? “Da piccolo quando mi chiedevano che squadra tifassi rispondevo sempre e solo Entella. Perché vederla dal vivo mi ha sempre fatto emozionare più che vedere la Serie A in Tv”

Gozzi, il caffè con Caputo e le maglie del Barbera

L’amore per l’Entella che va di pari passo con quello verso il presidente: “Gozzi ha un senso di appartenenza fuori dal comune per l’Entella e si dedica alla causa come se fosse la sua famiglia. Si vede nel rapporto che ha con tutti. Per me lui è come Maldini per un tifoso del Milan. Può succedere di tutto ma c’è una figura che ti rappresenta”. Arrivato ai tempi dell’Eccellenza e ha portato la squadra a un passo dalla Serie A: “Emozioni che non valgono mille Champions”. Poi… “ricordo la trasferta di Vercelli in D quando a fine partite venne a salutarci uno per uno perché per lui ogni tifoso è un valore

Passi significativi di un’amore passionale. In lungo e in largo per tutta Italia con maglia e sciarpa al seguito per far notare a tutti i colori bianco e celeste. Tra presente e passato anche un simpatico retroscena con Caputo: “Una volta lo fermai per un autografo e mi offrì un caffé”. Situazioni surreali quasi “fuori dal comune”, ma che fanno capire una volta di più il legame di Chiavari con l’Entella. 

Andata e ritorno

Il triplice fischio. L’emozione per la vittoria e il regalo dei giocatori: Faggioli e Morosini sono venuti a darmi la loro maglia e parlare con me” poi quel messaggio di Volpe: “Una persona meravigliosa che mi ha fatto emozionare davvero tanto. Questo mi ha fatto capire ancora una volta che tutto ciò che fai per la tua squadra del cuore ha un valore più alto. Come quella volta al Barbera Dopo Palermo la società ha regalato ai 23 tifosi presenti le maglie con il proprio nome. Questo ti fa veramente sentire parte del gruppo e non solo un semplice sostenitore”. Ma le emozioni non le regala soltanto l’Entella: “Nel viaggio di ritorno mi si è avvicinato il presidente della Torres facendomi i complimenti. Insieme a lui abbiamo parlato del campionato e guardato un pezzo di Pontedera-Olbia. Non me lo aspettavo”. 

Il nostro viaggio insieme tra ricordi e aneddoti è giunto al termine. Certo non è stato un’odissea ma ci ha fatto capire una volta di più i grandi valori di questo sport. Senso di attaccamento, passione, amore. Sentimenti di Riccardo verso quei colori che da sempre lo accompagnano in ogni viaggio. Da Sassari al Barbera perché “di te non mi stanco mai”, ormai un motto oltre a un ‘secondo nome’. 

A cura di Simone Brianti