Si chiude un'era del calcio italiano, fatta di gioie e sofferenze che nell'ultimo periodo avevano caratterizzato il percorso delle rondinelle. Nella giornata di martedì 28 luglio, infatti, il Tribunale di Brescia ha decretato la liquidazione giudiziale del club sotto il controllo di Massimo Cellino, proprio nel giorno del suo 70esimo compleanno. Arriva dunque la parola "fine" su una storia calcistica lunga 114 anni.

Soltanto poche settimane fa il club aveva riattivato la matricola 7810, che avrebbe permesso al Brescia di ripartire dalla Terza Divisione e di percepire quanto previsto dalla FIFA per il contributo di solidarietà dopo il passaggio di Sandro Tonali al Tottenham. Invece, il calcio bresciano dovrà ripartire con un percorso diverso da quello che ha compagnato gli ultimi decenni.

Dopo quanto sancito dal Tribunale lombardo, lo stesso patron Massimo Cellino ha commentato così ai colleghi di Italpress: "Spero sia ancora una decisione reversibile, perché c'è un grosso errore di interpretazione ed è un danno che va evitato per interesse dei creditori". Spuntano quindi i presupposti per un possibile ricorso contro quanto deciso nella giornata del 28 luglio: "Ricorso? Penso proprio di sì, perché c'è un grosso errore di comunicazione nella pratica, in quanto non siamo riusciti a chiarire bene. Perciò c'è una grossa possibilità".

Sezione: News / Data: Mar 28 luglio 2026 alle 18:45
Autore: Luca Ottaviano
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