Il gruppo Arenacuri e l'AC Perugia Calcio trattano la cessione del club e, mentre si definiscono le cifre e i dettagli dell'intesa, l'indiscrezione lanciata da Grifotube sul possibile ritorno di Alessandro Gaucci riaccende i riflettori su una famiglia ben nota al popolo del grifone. L'obiettivo dell'operazione è chiaro: riportare all'interno del club i nomi e volti conosciuti, ristabilendo valori e ideologia attraverso i canali del fondo che sta per chiudere l'acquisto.

Il rapporto tra la famiglia Gaucci e il Perugia affonda le radici in un modello di gestione seria e affidabile, basata su ruoli per prestabiliti, fissi e decisi. Negli anni d'oro infatti, la cabina di regia biancorossa era interamente in mano al nucleo familiare Gaucci: se il padre Luciano manteneva la presidenza e la rappresentanza legale del club, la macchina operativa quotidiana vedeva in prima linea Alessandro nel ruolo di amministratore delegato. Al suo fianco Riccardo, il fratello, a cui faceva capo la gestione del settore giovanile e del Catania come club satellite. Un controllo diretto e familiare, ricco non solo di una gestione affidabile e seria, ma soprattutto pieno di passione per i colori ormai incisi sulla pelle di un''intera famiglia. 

Questo impianto societario si traduceva in investimenti mirati e in una programmazione incentrata non solo sulla prima squadra ma anche sul vivaio. Un riscontro pratico di questo metodo di lavoro fu la realizzazione del convitto vicino allo stadio. Con l'obbiettivo di ospitare i giovani convocati in prima squdra infatti, la struttura rappresentava già negli anni 90 un'esempio di organizzazione logistica e necessita di crescita giovanile per un club storico come il Perugia. 

La gestione della famiglia mirava al controllo totale della filiera, dai trasferimenti internazionali alle sponsorizzazioni. Dalle trattative di mercato condotte in prima persona fino alla gestione contrattuale, ogni singolo ingranaggio rispondeva a una linea di comando diretta che ha permesso al Perugia di rimanere competitivo e stabile nella massima serie.

Le operazioni di mercato e il colpo Nakata

Sotto la gestione di Alessandro Gaucci, il Perugia punta con decisione su mercati esteri, all'epoca anocra poco battuti dai club italiani. Nel 1998 l'operazione simbolo dell'intera gestione del mercato: l'acquisto di Hidetoshi Nakata. Sette miliardi di lire e un'operazione che porta in Umbria flussi di sponsorizzazioni, giornalisti giapponesi e una notevole visibilità mediatica internazionale intorno all'idolo nipponico.

Quella mossa andò ben oltre il campo da calcio: il ritorno d'immagine fu immediato, spalancò le porte a contratti di sponsorizzazione dall'Asia, moltiplicò gli accreditamenti internazionali e proiettò la piccola realtà umbra in una dimensione globale. Era il frutto di un lavoro sul campo fatto di contatti diretti, gestione dei diritti d'immagine e un'esposizione costante nei mercati esteri che nessuno, all'epoca, aveva il coraggio di esplorare.

La nascita della Galex e la gestione del brand

La strategia imprenditoriale della famiglia comprendeva anche il controllo diretto del merchandising e della produzione tecnica. Nel 1995 nasceva la Galex, un marchio di abbigliamento sportivo creato per vestire i biancorossi e gestire in autonomia le forniture ufficiali.

Forte della visibilità in Serie A, il marchio uscì dai confini regionali, rifornendo tra gli anni Novanta e i primi anni Duemila diverse società professionistiche attraverso una rete commerciale strutturata. Oggi, con l'inserimento del fondo Arenacuri nella trattativa per l'acquisto del Perugia, quel modello fondato su gestione familiare e controllo diretto del brand, torna al centro dell'attualità sportiva.

Sezione: Interviste e Storie / Data: Mar 28 luglio 2026 alle 17:00
Autore: Francesco Sarubbi
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