15 febbraio 2010. Una vita fa. Era l'anno della Spagna campione del mondo e dell'Inter campione di tutto. Nel consueto appuntamento annuale con il torneo di Viareggio, invece, fu la Juventus a trionfare. Per la settima e penultima volta, in finale contro l'Empoli. Nel segno di Ciro Immobile (dice niente?), un esotico Iago Falque e...Manuel Fischnaller. Nessun errore.
Sì, avete capito bene. L'attuale bomber del Ravenna, ben sedici primavere fa, rincorreva il sogno di tutti in maglia bianconera. Senza nemmeno sfigurare: nel corso della trionfale rassegna segnò due reti: una al Vicenza, una al Livorno. Due squadre che successivamente incrocerà in Serie C, ma questa è un'altra storia. Prima, infatti, bisogna quantomeno ripercorrere le tappe salienti della sua carriera.
Figlio di sportivi (la mamma era preparatrice atletica e il papà allenatore) e fratello di Hannes, anch'esso calciatore, Manuel ha iniziato la sua carriera nel Sudtirol (da buon bolzanese, questo e altro). Club con il quale esordisce in Lega Pro, prima di approdare a Torino e di tastare la Serie B con la Reggina. Tornato in seguito ai biancorossi (che lo riprendono alle buste nel 2014), sfoggia una nuova versione di sé: quella bomber ormai fatto e vincente.
Totalizzerà 16 gol in C, prima di vivere tre stagioni (con tanto di iconica semifinale di Coppa Italia) in maglia Alessandria e un'esperienza al Catanzaro. Poi l'ennesimo ritorno nel suo Sudtirol nel 2019/20 per altre tre stagioni (prima del passaggio alla Fermana) con una promozione in Serie B in bacheca. Obiettivo, che sfumato alla Torres, cercherà adesso di centrare con la maglia del Ravenna. Dove si è ambientato discretamente bene: arrivato a gennaio dal Trapani (9 gol nel primo trimestre, non male), ha già colpito 7 volte in 13 presenze. I giallorossi ringraziano.
Ultime tre partite, cinque gol. Su un totale di 7...
Insomma, numeri da top del gioco. Del resto, parliamo di uno che vive di questo. Di gol a sangue freddo, di presenza a mente calda, di muscoli quando la palla pesa e di tocco quando scotta. E le ultime prove sono una conferma lampante: il classe '91 si è preso l'attacco romagnolo. Con due doppiette (rifilate a Gubbio e alla Torres storica ex), con una firma rifilata al Livorno (incrociato e punito già in quel Viareggio lì), con una serie di prestazioni in solido crescendo. Niente fuori posto.
Il bello? Tutto questo è arrivato dopo le sere nere contro Pianese e Ascoli, dopo il gol della speranza contro l'Arezzo, dopo l'altro centro alla Juventus Next Gen proprio all'esordio del nuovo allenatore Andrea Mandorlini. Cinque dei sette gol totali sono stati dispensati solo negli ultimi 270 minuti di battaglie. E i giallorossi, adesso, hanno un po' meno paura di volare: il terzo posto è cosa fatta, l'Ascoli è ancora a pochi punti. Di partite ne mancano tre. Perché temere?
I prossimi incroci del Ravenna
Le partite mancanti sarebbero dovute essere quattro, ma l'esclusione del Rimini ha tolto un turno finale. Quindi, come detto, saranno tre le sfide che separano il Ravenna dalla fine del girone B. La prima è un'opportunità per allungare ulteriormente: al Benelli arriva il Pineto, quarto in classifica ma a -15 dai romagnoli.
Poi, tempo di ottimizzare. E senza troppi patemi, insidie permettendo: chiuderanno la stagione del club gli impegni contro Vis Pesaro e Pontedera. Partite che dovranno necessariamente dare slancio e imprinting al finale del Ravenna. Perché, diciamocelo: con questo Fischnaller (arrivato a 16 centri totali, a 35 anni) è impensabile non sognare qualcosa di grande.
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