53 presenze da calciatore, poi un anno da vice dell'allenatore Giuseppe Marino. Matteo Ciofani ha legato a Trieste e alla Triestina i suoi ultimi quattro anni di vita, tra campo e area tecnica. Un legame che nemmeno le recenti turbolenze societarie affrontate dal club hanno saputo incrinare, come testimoniano le parole rilasciate dall'ex calciatore a "Il Piccolo".

Il classe '88 ha così commentato l'ultima stagione sportiva, culminata con la retrocessione della squadra in Serie D"Era una situazione decisamente complessa per la quale sarebbe servito un vero e proprio miracolo. Nonostante l'esito fosse scritto abbiamo trovato un gran gruppo di ragazzi che ci ha comunque permesso di fare bene". Filosofia? Chiara: "Abbiamo cercato di vedere sempre il bicchiere mezzo pieno. Mi sono confrontato e aperto con giocatori che, un tempo, erano miei compagni. La soddisfazione è essere stato capito". 

Il ritorno di Giuseppe D'Aniello nel ruolo di Direttore Generale e Presidente del CDA triestino? Ciofani la pensa così: "Ne sa di calcio, sicuramente si dà una svolta al passato con l'idea di dare continuità e struttura. Per la D servirà inserire gli under giusti e responsabilizzare i ragazzi della Primavera, che spesso vengono spinti dai procuratori a cimentarsi subito nel professionismo. La Serie D, invece, è un bel trampolino di lancio".

Chiosa finale sul rammarico, più che comprensibile, nel vedere la Triestina arrancare tra i dilettanti: "Per questa città non dovrebbe esistere la Serie D. Vorrei tornasse a scorgere un minimo di speranza. I tifosi meritano altro".

Sezione: News / Data: Mar 21 luglio 2026 alle 10:05
Autore: Edoardo Gatti
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