Il Benevento è a un passo dalla Serie B: nonostante il pareggio contro il Cosenza, la squadra di Floro Flores guida con 8 punti di vantaggio sul Catania. Il weekend di Pasqua potrebbe essere già decisivo, e a sostenere i giallorossi è intervenuto anche il presidente Oreste Vigorito durante Ottogol.
"La mia telefonata ha uno scopo principale, quello di fare gli auguri ai tifosi, alla città e a tutti coloro che ci sono attorno". Questo l'inizio del presidente che poi prosegue: "Avrei voluto farlo ieri pomeriggio, ma impegni che avevo su Napoli mi hanno costretto ad andare via velocemente. Ho sempre fatto gli auguri ai tifosi, sia a Natale sia a Pasqua, e quindi non volevo sfuggire a questo. Ringrazio i tifosi che dicono che dobbiamo stare uniti. Essere uniti quando si vince non era difficile".
E sulle difficoltà presenti: "È stato più complicato in altre occasioni, ma questi tifosi hanno dimostrato di essere legati alla squadra anche quando abbiamo perso. Le proteste di qualcuno sono state dettate dall'affetto per questi colori. Non è facile vincere, soprattutto un campionato del genere che è infernale. Forse i ragazzi stanno sentendo il peso o l'emozione di dare questa gioia alla città. Mi faccio interprete dei loro pensieri. Ringrazio chi incita a dare un contributo di presenza e di vicinanza, oltre a quelli che accoglieranno questo invito".
Nelle difficoltà bisogna capire quelle che sono le esigenze, e lo stesso presidente afferma: "Cercherò di essere vicino alla squadra in questa settimana, come fatto nei miei venti anni di presidenza. La vicinanza è anche farsi sentire, intervenire apprezzato: sono il primo tifoso come numero di presenze. Vado in trasferta anche quando si gioca in casa, quando si va lontano e resto sul campo a prendere freddo".
Benevento, Vigorito: "Ma se avessero estromesso il Trapani, allora sarebbe stata una grave ingiustizia"
Il presidente ha poi analizzato anche la situazione che sta vivendo la Serie C e in particolare il girone C legata al Trapani: "A volte rinuncio ad andare nei posti riscaldati perché credo che si debba soffrire con la squadra, a volte per giusta causa ma con la capacità di capire che l'affiatamento e la partecipazione avviene sempre, quando si è vicino e quando si è lontano. Mi auguro che questa volta, quando torneremo da fuori, non dico che si possa festeggiare, ma che si possa essere più sereni, soprattutto dopo la notizia della mancata esclusione del Trapani. Se dovessimo suicidarci, non potremmo prendercela con nessuno. Ma se avessero estromesso il Trapani, allora sarebbe stata una grave ingiustizia".
Il presidente si è soffermato anche poi sulla questione Serie B: "Solo chi non mi conosce pensa che possa essere al di fuori della realtà. Non sono migliore o peggiore, ma credo di avere un pensiero diverso. Non faccio mai nulla che non penso di poter raggiungere. Sono convinto che lo meritiamo tantissimo. L'anno scorso è stata una delusione perché eravamo al primo posto alla fine del girone d'andata, ma occorre ricordare che quando siamo retrocessi ho detto che saremmo tornati in Serie B nell'arco di tre anni. Ciò non è detto che ci sarei riuscito, ma che avrei provato in tutti i modi di ottenere questo traguardo. Quando qualcuno mi scippa qualcosa, provo a riprenderlo ancora una volta e questa volta ci sono riuscito con l'aiuto di tutti. Sentirsi dire 'ci ha portato indietro' non è stato bello. Il 'vattene' di una volta per me è stato un 'torna e portaci su', altrimenti diciotto calciatori non arrivano in meno di un mese. Non si può dire che Vigorito lasci qualcosa o che non molla. Invito tutti, soprattutto i giovani, a non mollare mai. Continuamo a giocare a calcio, a sorridere e a fare la nostra parte per dare serenità".
"Questa squadra è sempre molto rispettosa"
Il presidente sottolinea di aver vissuto la retrocessione insieme ai tifosi, affrontando critiche e dolori, ma con determinazione e orgoglio sannita. Esprime soddisfazione per l’attaccamento dei supporter e la serietà della squadra: "Come presidente ho sofferto la retrocessione come gli altri, ma a differenza degli altri sono stato criticato come se fossi il responsabile. Non mi ricordo gli stessi elogi quando ho vinto. I dolori sono sempre dolori, la capacità è quella di sopportarli. Tutti cadiamo. Noi sanniti ci rialziamo sempre. Voglio vedere la gente attorno a me come contro il Catania. Uscire dallo stadio con i bambini che sorridono e la gente che ti dà la pacca sulla spalla, questo è il motivo che mi porta a venire al campo e a spendere qualche soldo. Questa squadra è sempre molto rispettosa".
A conclusione, il presidente evidenzia anche le qualità di Scognamillo, giocatore serio e ironico, e la necessità di far crescere Carfora come ragazzo e calciatore: "Scognamillo è uno che scherza un po' in più, ha una grandissima serietà e anche uno spirito ironico che gli dà l'essere mezzo napoletano e mezzo sovietico. Poi c'è Carfora che deve maturare come ragazzo e come calciatore. Non si mette fuori, ma si aspetta che maturi".
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