Due mesi. Sessantaquattro giorni. E ben undici partite senza sorriso sportivo. Un digiuno di spensierata libertà così lungo e assordante, probabilmente, avrebbe scalfito l'entusiasmo di chiunque. Di chiunque, sì...ma non dell'ambiente Foggia. Che (lo sappiamo) ha un cuore differente, una storia unica e una voce tutta sua: difatti, non ne ha mai rivisto i decibel. Al contrario: li ha alzati ancor di più nel momento del bisogno. Spingendo i rossoneri - sul campo - a una riscossa cosmica, arrivata lo scorso 29 marzo contro il Trapani. La salvezza resta cosa difficile, crederci fino all'ultimo, invece, sarebbe cosa buona e giusta.
Da che parte stare? Beh: vestirsi dell'impresa arricchirebbe ulteriormente la storia del club. "Non penso ad altro", aveva detto l'allenatore Michele Pazienza prima del match contro i granata. Chissà che non lo abbia ascoltato particolarmente bene il suo difensore Cornelius Staver. E chissà che non stesse già immaginando come esaudire il desiderio principe del suo condottiero.
Vi riuscirà, ad ogni modo. Sarà lui a mettere la firma decisiva sull'incontro. Girando in rete, da attaccante puro, la sfera della speranza e accendendo il folle orgoglio dello Zaccheria. Finirà così: 1-0 per i pugliesi. Riscatto servito. Ogni tassello è andato al suo posto e i rossoneri hanno scoperto un nuovo volto del gol. Per il difensore moldavo si è trattato infatti del primo sigillo nei professionisti. Non poteva desiderare scenario migliore per dettare legge.
Al classe 2003, quindi, spettano copertine e grandi vetrine del weekend. Una responsabilità che indossa bene e che ha saputo fare sua con il tempo. Vincendo, anche: lo scorso anno si è preso la B con il Pescara. Senza giocare tanto, ma apportando sostanza. Quella che, ora più che mai, serve al Foggia: per costruire certezze, dispensare fiducia e per provare a compiere l'impensabile.
Dalla Moldavia alla Serie C
L'inizio della carriera di Staver è con il Dacia Chisinau, un club moldavo che - tra le tante cose - conta persino una partecipazione in Champions League (i preliminari della stagione 2010/2011) e cinque partite in Europa League. Ma questa è un'altra storia. Torniamo al protagonista del fine settimana, che terminata l'esperienza in patria firmerà proprio con il Pescara.
Semplicemente il club che gli ha dato slancio entro i nostri confini, regalandogli tre gioie distinte: la fatica della trafila nelle giovanili, il sorriso della Supercoppa Primavera (conquistata nel 2019/2020) e il gratificante arrivo in prima squadra. Con tanto di...quarta gioia: la vittoria dei playoff di Serie C, annesso approdo in Serie B. Non male.
Foggia, ora devi dare tutto: l'esempio di Cornelius
Una stagione, quella passata, in cui il ragazzo ha iscritto a referto ben 10 presenze, prima di prepararsi a un nuovo capitolo della sua carriera: la firma con il Foggia della scorsa estate. Dove ha portato quel sano perfezionismo di chi vuole crescere e migliorare. "Sul pari del Pontedera ho sbagliato la posizione del corpo", disse in mixed zone dopo una partita (vinta, per giunta) in maglia Pescara. Rende l'idea?
Sostanza, dicevamo prima. Ne servirà tanta, da parte sua e dei compagni, nelle ultime gare di regular season. I rossoneri, penultimi nel girone C con 26 punti (a -7 dal Picerno sedicesimo), sono attesi da quattro scontri fondamentali. Da dentro o fuori: Cosenza per aprire, Salernitana per chiudere. Nel mezzo, il Monopoli e il Siracusa, attuale fanalino di coda. Su l'elmetto, giù il pedale: guida la retroguardia Staver.
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