Nella giornata odierna si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del nuovo allenatore del Foggia, Gaetano Auteri (manca ancora l'ufficialità in attesa della riammissione in Serie C). L'ex Benevento ha affrontato diversi temi, dall’importanza di allenare in una piazza come quella pugliese ai primi passi da compiere in vista del nuovo campionato.

Auteri esordisce spiegando cosa significhi per lui allenare il Foggia: "Il Foggia è una piazza con una storia importante. A mio avviso è tra le prime venti realtà calcistiche italiane per tradizione e prestigio, e per me è motivo di grande orgoglio poter allenare qui. Il mio nome non deve essere uno specchietto per le allodole: il mio compito è lavorare, valorizzare anche i gruppi più giovani e cercare di ottenere sempre il massimo. Quando è arrivata la chiamata del Foggia non ho avuto dubbi e mi sono precipitato ad accettare. Nel corso della carriera tutti possono cadere, ma l’importante è rialzarsi dopo le cadute. Sicuro siamo nell’anno zero: è una delle prime volte nella mia carriera in cui ho chiesto un biennale perché ho intenzione di iniziare un percorso. C’è una foggianità che nel recente passato mancava e tutti insieme possiamo fare tanto per ripartire e arrivare il più in alto possibile”.

Sulla pressione: "Senza dubbio, ma era un aspetto che conoscevo già. Al di là degli obiettivi, so bene quanto sia forte il calore della piazza e la fiducia che i tifosi ripongono nella squadra, e questo non può che farci piacere. Le responsabilità non ci spaventano, perché il nostro modo di rispondere è lavorare ogni giorno sul campo. L’obiettivo è costruire, con il contributo di tutti, un’identità calcistica forte e una mentalità vincente, indipendentemente dai risultati immediati. Sono venuto a Foggia per dare il mio contributo alla rinascita di una piazza che ha una storia importante nel calcio italiano. Mi piace immergermi nell’ambiente in cui lavoro e credo che le responsabilità vadano affrontate, mai temute”.

Sul rapporto con la piazza e i tifosi: "Ho già detto che speravo di arrivare a Foggia, perché è una realtà particolare, una piazza dove si vive di pane e pallone. Per quanto riguarda eventuali screzi, con i tifosi non ne ho mai avuti. Anzi, ho sempre guardato con un pizzico di invidia i colleghi che hanno avuto la possibilità di allenare qui, perché conosco il valore e il calore di questa piazza. Tatticamente dobbiamo vedere che rosa riusciremo a comporre, ma abbiamo le conoscenze e la competenza di essere competitivi anche se partiamo un po’ in ritardo. Tatticamente la squadra deve essere brava ed equilibrata in fase offensiva, e feroce in fase difensiva: ma dipenderà tutto dalla rosa che allestiremo”.

Auteri: "L'obiettivo è riportare questa piazza a essere protagonista"

Il Foggia con Auteri dovrà riparitre da zero dopo la retrocessione maturata al termine dell'ultima stagione: "Il foglio bianco dobbiamo riempirlo nel modo giusto, con contenuti e argomenti importanti. L’unico piccolo svantaggio è che il ripescaggio arriverà in una data lontana, altrimenti avremmo già iniziato questo percorso. Per quanto riguarda la tifoseria, li ringrazio per il modo in cui mi hanno accolto: sono molto stimolato e sento grande entusiasmo. Quello che posso garantire non sono i risultati, perché nel calcio nessuno può prometterli, ma sicuramente un percorso serio, con crescita costante e tanto lavoro. L’obiettivo è costruire un progetto biennale che possa riportare questa piazza a essere protagonista nel calcio che conta”.

Continua: "Metteremo entusiasmo, conoscenza, competenza, passione e senso di appartenenza. Tutto quello che sarà possibile. I calciatori hanno bisogno di linee guida, se mancano queste diventa più difficile. Non mi esprimo sul passato, ma spero di essere stato chiaro su ciò che andremo a fare in futuro. Dobbiamo essere proiettati sul nostro percorso che dovrebbe essere continuo. Ci saranno momenti in cui si perderà qualche partita, ma bisognerà lavorare tutti insieme”.

Auteri: "Come giocherà il Foggia di Auteri? Vedremo più avanti"

Nel corso della sua carriera, l’ex Benevento ha guidato diverse squadre del Sud: "Sono tutte realtà diverse, perché se non hai un progetto con grandi investimenti, bisogna orientarsi ad un calcio sostenibile. Questo non vuol dire che giocheremo per non vincere le partite, ma credo che in tutte le categorie in cui ci sono poche squadre che punta alla vittoria del campionato, in queste categorie non è così scontato. Sarà il campo a decidere. Come giocherà il Foggia di Auteri? Vedremo più avanti, il calcio è fatto di movimenti”.

In conclusione: "Foggia è una piazza che vive di calcio, mi capiterà di incontrare i tifosi, soprattutto nei momenti difficile, perché in quelli belli mi piace mettermi da parte”. E sul Salary Cap: "Il Girone C si differenzia rispetto agli altri, perché ci sono tante realtà calcistiche piccole che hanno ottime società e comunità calcistiche che permettono di realizzare squadre toste. Mi aspetto un campionato difficile, dove ci saranno partite equilibrate e nessuno vincerà in partenza”.

Sezione: News / Data: Mar 21 luglio 2026 alle 20:20
Autore: Martin Shira
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