In prossimità delle elezioni federali previste per lunedì 22 giugno, Gabriele Gravina, intervistato dai colleghi del "Corriere dello Sport" si è espresso su varie tematiche inerenti anche la Serie C: "Il sistema è in ottima salute e con una progettualità avanzata, nonostante le tante aggressioni subite che mortificano non solo il lavoro di una governance con il 98,7% di consensi, ma anche gli 1,4 miliardi di gettito fiscale assicurati dal calcio al Paese. Sulla questione mondiale, continuiamo a pagare un conto salato, anche con la sfortuna. Ma come ha detto il presidente del Coni, Buonfiglio, un risultato sportivo non crea i presupposti per un commissariamento".

Gravina ha poi affrontato la tematica della riforma dei campionati, esprimendosi così sull'ipotesi della riduzione delle squadre: "La riduzione è una delle soluzioni. Connessa ai meccanismi di promozione e retrocessione. Ogni stagione 9 club passano dai dilettanti ai professionisti. Tra questi, 7 ora rischiano di non avere uno stadio. La B cambia 7 squadre ogni volta, è il 35% dell’organico.

Bisogna ripartire dalla Serie A e dalla B a 18. E poi dalla creazione di una B2, cioè una zona cuscinetto del professionismo dove potrebbero convergere tutte le seconde squadre. La Lega Pro dovrebbe confluire nei dilettanti e avrei riformato anche quest’ultimo mondo. Con il diritto di veto, però, si può fare ben poco".

Infine Gravina ha espresso amarezza riguardo alla mancata riforma arbitrale: "È un rimpianto. Mi dispiace che il Collegio abbia bloccato quello che avevamo in mente per riscrivere i regolamenti. È un’associazione che ha cambiato 4 presidenti in 4 anni e che vive di lotte intestine. Ora assisteremo all’ennesimo spargimento di sangue a discapito degli arbitri in campo, che restano delle eccellenze. L’Aia va rivoluzionata. La giustizia sportiva è un modello. Abbiamo un codice all’avanguardia e magistrati di alto profilo, l’autonomia, lo garantisco, non è stata mai intaccata".

Sezione: News / Data: Gio 18 giugno 2026 alle 09:44
Autore: Francesco Spina
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