La Triestina retrocede in Serie D. Questo è il verdetto della classifica, un epilogo amaro per una stagione segnata da difficoltà che erano già presenti ancor prima dell’inizio del campionato.

Lo scorso anno la squadra aveva concluso la regular season ai playout contro il Caldiero Terme: un doppio confronto a reti bianche che, grazie al miglior posizionamento in classifica, aveva permesso alla formazione allora allenata da Tesser di restare in Serie C.

Ma il 2025 ha portato nuovi colpi durissimi: il 29 maggio il presidente viene inibito e la squadra penalizzata di 9 punti per violazioni amministrative, e il 2 luglio si annuncia che al via del campionato 2025-26 la Triestina partirà con ben 13 punti di penalità. Un risultato difficile da colmare. Il 1° agosto, all’inizio del ritiro, solo due calciatori si presentano in un quadro societario ancora confuso e con stipendi di giugno non saldati, mentre il presidente Rosenzweig cerca disperatamente di rimettere ordine.

Il campionato parte tra nuovi deferimenti e tensioni societarie: il 5 settembre Rosenzweig si dimette, e la penalità di 13 punti resta. Nei giorni successivi il club si presenta con il nuovo presidente Zelenovic e annuncia House of Doge come principale azionista, segnando un momento storico per il calcio italiano. L’autunno non porta serenità: a ottobre il direttore generale Menta e l’amministratore delegato Stella lasciano, il ricorso contro il -13 viene respinto e la società prova a dare una scossa cambiando allenatore, esonerando Marino e richiamando Tesser, l’uomo che aveva salvato la squadra l’anno precedente. La scossa, però, non arriva: neanche a un mese la società valuta la posizione di Tesser per poi confermarlo, e solo a gennaio, con il ritorno di Marino, la squadra riesce finalmente a togliere il segno meno dalla classifica, ritornando alla vittoria contro il Lumezzane dopo quattro sconfitte consecutive. Una piccola svolta che ridà fiducia e morale.

Tra calcio giocato e situazione extra campo

Fuori dal campo, però, i problemi continuano a tormentare il club. Il 5 febbraio la Guardia di Finanza perquisisce la sede della società, insieme a residenze e luoghi di lavoro di 15 persone, nell’ambito di indagini su presunti reati societari e riciclaggio. La Triestina ribadisce la piena collaborazione con le autorità e sottolinea di non avere alcun legame con la precedente gestione, mentre i nuovi proprietari cercano di garantire la regolarità dei pagamenti e la ristrutturazione del debito. Le difficoltà non si limitano ai conti: il Comune di Trieste segnala ritardi nei pagamenti per la concessione dello stadio Nereo Rocco e per le utenze, con spese anticipate dall’amministrazione locale, e la manutenzione del manto erboso rimane parzialmente scoperta. Il sindaco invita alla fiducia, ma i problemi pratici restano evidenti.

Nonostante le difficoltà, la squadra non ha mai perso la grinta. Con sette vittorie, sette pareggi e diciotto sconfitte, la Triestina retrocede, conquistando cinque punti in classifica ma 28 “sulla carta”. Ora inizia una nuova avventura in Serie D, un campionato che la squadra aveva affrontato l’ultima volta nella stagione 2016-17. Fu un anno difficile: la società fallì a campionato in corso, ma la squadra venne acquisita dalla nuova Società Sportiva Dilettantistica Unione Sportiva Triestina Calcio 1918. Grazie al secondo posto nel girone C della Serie D, la squadra vinse poi la finale dei playoff e venne ripescata in Serie C, completando così l’organico.

Oggi la Triestina è obbligata a ricominciare, con la stessa determinazione che non ha mai abbandonato i suoi giocatori, consapevole che la passione dei tifosi e il coraggio della squadra possono ancora aprire la strada a un futuro migliore.

Sezione: Girone A / Data: Dom 15 marzo 2026 alle 16:35
Autore: Alessia Albani
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