Il Catanzaro è pronto a voltare pagina per iniziare un nuovo ciclo tecnico dopo la straordinaria parentesi di Alberto Aquilani, volato al Sassuolo. La dirigenza giallorossa, guidata dal direttore sportivo Ciro Polito, ha valutato diversi profili giovani e promettenti. Al termine di questa selezione, il nome in cima alla lista è quello di Marco Turati, individuato come l'uomo giusto per ereditare una panchina ambiziosa e pesante, il prescelto per sostituire Aquilani.
Turati arriva a questa opportunità dopo una lunga e solida carriera da difensore centrale vissuta principalmente tra Serie B e Serie C. Durante il suo percorso agonistico ha vestito maglie prestigiose come quelle di Verona, Cesena, Modena e Ancona, accumulando un bagaglio di esperienza che ha rappresentato le fondamenta per la sua evoluzione come allenatore. Forte fisicamente e temibile nel gioco aereo, ha concluso l'attività da calciatore proprio a Siracusa nel 2019, diventandone anche il capitano.
Oltre alle competenze sul piano tecnico-tattico, il Turati allenatore ha dimostrato una straordinaria capacità di gestione umana, dote emersa chiaramente durante i momenti più critici della sua esperienza siciliana. In un’annata segnata da pesanti inadempienze societarie e penalizzazioni, il classe 1982 ha saputo compattare il gruppo nelle difficoltà.
Turati si è rapidamente guadagnato la stima degli addetti ai lavori come uno degli allenatori emergenti più interessanti del panorama nazionale, venendo descritto come un allenatore moderno e preparato. La sua visione di gioco mette al centro l'organizzazione e la qualità della manovra, elementi che lo hanno reso un profilo appetibile per club ambiziosi.
Dalla scuola di Vincenzo Italiano al "miracolo" sfiorato a Siracusa
Il DNA calcistico di Turati è profondamente influenzato dalla parentesi professionale con Vincenzo Italiano. Per anni è stato suo collaboratore tecnico, seguendolo prima allo Spezia, dove ha vissuto la storica promozione in Serie A, e poi alla Fiorentina, partecipando al raggiungimento di finali di Coppa Italia e Conference League. Questa esperienza gli ha permesso di assimilare metodologie di lavoro moderne e una mentalità votata all'attacco.
Nel 2024 ha deciso di mettersi in proprio accettando la sfida del Siracusa in Serie D, dove ha centrato subito la promozione al primo tentativo. L'ultima stagione in Serie C, pur conclusasi con la retrocessione, ha messo in luce la sua capacità di gestione umana: la squadra ha dovuto infatti fronteggiare una pesante penalizzazione per vicende amministrative. Nonostante il risultato sportivo finale, il suo Siracusa ha espresso un calcio propositivo e coraggioso, doti che hanno convinto definitivamente Polito a puntare su di lui.
Identità tattica e filosofia: il 4-2-3-1 per accendere il "Ceravolo"
Dal punto di vista tattico, Turati è un fautore del 4-2-3-1, un sistema che predilige per sviluppare un gioco dinamico fondato sul possesso palla e sulla costruzione dal basso. Le sue squadre si distinguono per un'aggressione costante e una forte pressione alta, cercando di valorizzare il talento dei singoli all'interno di un equilibrio collettivo rigoroso. Questa filosofia potrebbe sposarsi bene anche con le caratteristiche della rosa attuale del Catanzaro, garantendo una transizione fluida dal lavoro svolto dai suoi predecessori.
L'eventuale approdo in Calabria rappresenta per Turati la grande occasione per affermarsi definitivamente nel calcio che conta. La sfida è ambiziosa: raccogliere il testimone di Aquilani e dare continuità alle ultime stagioni dei calabresi, che dal ritorno in Serie B hanno sempre raggiunto i playoff. Con la fame di chi vuole emergere Turati è pronto a trasformare la pressione del "Ceravolo" nel carburante per un nuovo, entusiasmante capitolo dei giallorossi.
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