Le difficoltà extra, una classifica insormontabile sin dagli albori del campionato, la consapevolezza - amara - che nemmeno la gioia del campo avrebbe potuto raddrizzare lo spirito della piazza e del gruppo. Quella di Trieste, quello della Triestina. Che, al culmine di un percorso molto controverso (tra penalizzazioni e smottamenti interni), è retrocesso in Serie D con sei giornate di anticipo, salutando la C dopo nove anni di permanenza.

Fatale, per la squadra biancorossa, la partita contro la Pro Vercelli, che ha matematicamente condannato il club alla discesa negli inferi. Inevitabile, date le circostanze, ma comunque tortuosa da ricostruire e raccontare. Il campionato, infatti, perde una realtà di spicco. Nonché un altro capoluogo di regione. Quindi il focus si sposta: di quali colori è permeata la geografia del calcio nostrano?

Una domanda, le relative curiosità e la componente, storica, che ci trasla nel passato. Il Friuli, infatti, non è l'unica regione ad aver perso un riferimento sportivo tra professionisti. Anzi: eccetto per Milano, Torino e il Lazio, ciascuna delle fantastiche 20 ha avuto la sua squadra di punta nei dilettanti. A partire dall'Abruzzo. L'Aquila 1927, attualmente, milita in Serie D. Ma nella sua storia ha affrontato anche la Serie B e, fino a dieci anni fa, stazionava regolarmente in Serie C. Decorso opposto per il Potenza, che erige i valori della Basilicata tra i pro da oramai sette anni. Ultima comparsata dilettante? Nel 2018. Oggi, invece, si giocherà persino una finale di Coppa Italia.

A proposito di Sud, di aria candida e di sole ruggente. La Calabria, oggi, ha nel Catanzaro un capostipite calcistico. Brama i vertici della Serie B, sì, ma ha saputo affrontare in mare aperto le impervie della C1 e della C2. Per tanto tempo. Precisamente, a cavallo tra il 1986 e il 2007. Poi, nel 2008, l'emergere della Lega Pro ne ha rivisto lo status. E il Campobasso? Dopo l'esclusione dalla C nel 2022, i rossoblù hanno cambiato denominazione e sono ripartiti dall'Eccellenza. Nella primavera del 2024, il ritorno nei professionisti come parte di un processo che, adesso, punta ancora più in alto.

Bari, Palermo e...Napoli: quando un'eccellenza perde il suo status

Ci anche casi in cui una storia apparentemente intoccabile torni ad essere un libro aperto. Da riscrivere totalmente, capitolo dopo capitolo. Esempi pratici? Il Napoli pre-De Laurentiis. Fallito nel 2004, ripartito dalla C1 e capace di dominarne subito le logiche. Il resto è storia. Come per il Bari: regredito in D nel 2018, ha vinto il campionato e, nel 2022, è subito tornato in Serie B (sfiorando la Serie A al primo colpo). E come per il Palermo: retrocesso per inadempienze nel 2019, è prontamente rientrato in C. E, dalla C, è prontamente rientrato in B. Manca solo l'ultimo tassello...

Quello che Bologna, Genoa e Fiorentina sono riusciti a fare proprio. I felsinei sono stati dilettanti per l'ultima volta nel 1982/83: da lì, altalena di emozioni forti. I rossoblù, invece, hanno affrontato la C1 nel 2005/2006 prima di tornare a volare. I gigliati, complice il fallimento incassato nel 2002, hanno ricostruito il proprio charme proprio dalla C2. Anche il Cagliari è stato dilettante: l'ultima volta nel 1988/89.

Da Ancona a Trento e Venezia: anche loro sono state dilettanti

Ultimi step. Partiamo dalla Valle D'Aosta. Quindi...dall'Aosta. Che non è mai stata pro, ma che ha alle spalle una lunga storia di campionati dilettanti. Tra Serie D, Interregionale ed Eccellenza. Oggi, invece, è in Seconda Categoria. Il Trento, dalla sua, è in Serie C e, da oramai qualche partita, sembra aver preso coscienza della sua forza. C'è stato un tempo, però, in cui anch'esso arrancava giù: l'ultima volta nel 2021, al culmine di un lungo processo di rebuilding.

Anche il Perugia ha raschiato il Pianeta D, dopo il fallimento incassato nel 2010 e prima di iniziare la scalata al potere con Serse Cosmi al timone. Simil discorso per il Venezia, che prima di ambire costantemente alla Serie A si è ben calata nella succitata dimensione. Ha vinto la D nel 2016 e, da quel momento in poi, ha scalato gradualmente la piramide. Chi, invece, non scorge i pro da un po' è l'Ancona: un passato in Serie A, un presente in D. Ma l'ultima C è oramai datata 2024. Una delle tante rifondazioni ne ha ulteriormente rivisto i piani.

Sezione: Girone A / Data: Dom 15 marzo 2026 alle 16:40
Autore: Edoardo Gatti
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