Una sconfitta difficile da digerire, soprattutto per come è maturata. La Reggiana cade 4-3 sul campo dell'Atalanta U23, al termine di una partita dai due volti, nella quale i granata hanno alternato momenti di grande difficoltà a una reazione importante, senza però riuscire a portare a casa punti. Dopo un avvio positivo, la squadra di Attilio Tesser ha progressivamente lasciato spazio all'iniziativa dei nerazzurri, chiudendo il primo tempo sotto di due reti e dovendo fare i conti anche con diversi problemi fisici.

Nel post partita, Attilio Tesser ha analizzato la prestazione dei suoi, senza nascondere la delusione per il risultato e, soprattutto, per la mancanza di continuità mostrata nell'arco dei novanta minuti. 

Il primo aspetto su cui si è soffermato l'allenatore granata riguarda proprio l'andamento della partita. Una prestazione divisa in due momenti distinti, con una prima frazione complicata e una ripresa decisamente più convincente: "Come un po' ci capita nelle ultime partite, la prestazione del primo tempo è stata estremamente negativa, mentre nel secondo c'è stata una bella reazione, in cui siamo riusciti a riprenderli sul 3-3 dopo un nostro calcio piazzato".

Tesser non ha nascosto le difficoltà incontrate nella prima parte di gara: "Nel primo tempo siamo stati passivi, subendo l'iniziativa dei giocatori dell'Atalanta, e nel finale abbiamo praticamente regalato il terzo gol. Lì si poteva chiudere la gara, invece fortunatamente c'è stata una forte reazione caratteriale".  Una reazione che ha permesso alla Reggiana di rimettere in piedi la partita, senza però evitare la beffa finale: "Nella ripresa, infatti, credo siamo stati più in partita di loro, considerando la totalità dei 50 minuti di gara. Peccato però aver preso un gol dalla linea di fondo a pochi minuti dallo scadere". 

I quattro gol subiti e la mancanza di cattiveria

Tra gli aspetti che preoccupano maggiormente l'allenatore c'è la fragilità difensiva. Per Tesser, però, il problema non riguarda il modulo o il numero di uomini schierati nella linea arretrata, quanto piuttosto l'atteggiamento mostrato dalla squadra nei momenti decisivi. "Non è una questione di linea difensiva a tre o a quattro: bisogna avere più cattiveria. Un pallone non può rimbalzare più volte in area in quella maniera. Questi sono errori che purtroppo ci portiamo dietro".  Tesser ha poi insistito sulla necessità di mantenere alta l'intensità per tutta la partita, senza limitarsi a reagire quando la situazione diventa complicata: "Non so se sia una questione di insicurezza o di poca cattiveria, però personalmente quello che mi fa rabbia è vedere che ne abbiamo da dare: lo abbiamo dimostrato negli ultimi cinque minuti del primo tempo e in tutta la ripresa. Lì ho visto intensità e aggressività di gioco, però purtroppo non possiamo andare a momenti". 

Un problema che, secondo l'allenatore, si era già manifestato nella precedente sfida contro la Sambenedettese: "L'abbiamo fatto anche venerdì scorso contro la Sambenedettese, in una situazione analoga. Peccato perché anche il vantaggio iniziale ci doveva dare forza, fiducia e maggiore aggressività, invece siamo stati lì a subire l'Atalanta, che ha dimostrato di essere una squadra di buona qualità. Nonostante il loro valore, siamo noi ad aver sbagliato". 

La reazione nella ripresa e le occasioni per completare la rimonta

La Reggiana ha cambiato volto dopo aver incassato il terzo gol. La squadra ha aumentato l'intensità, modificato il proprio assetto e trovato maggiore compattezza, riuscendo a rientrare in partita prima dell'intervallo e a completare la rimonta nella ripresa. "Abbiamo giocato due partite. Nella prima si era messa subito bene per noi, ma con due infortuni in pochi minuti e con il loro gol abbiamo subìto le loro iniziative. Hanno preso in mano la gara, mentre noi siamo stati bassi e scollegati. Abbiamo cercato un paio di ripartenze, ma è stato troppo poco. Siamo stati poco cattivi e poco intensi in entrambe le fasi".  Poi la svolta: "Abbiamo preso il terzo gol, che abbiamo un po' regalato, ma da lì è scattata un'altra partita. Li abbiamo aggrediti e ci siamo messi con la difesa a quattro, aumentando l'intensità in mezzo al campo, e abbiamo trovato il 3-2 prima dell'intervallo. Nel secondo tempo abbiamo trovato il 3-3 e abbiamo cercato di segnare un altro gol". 

Tesser ha sottolineato anche le opportunità avute dalla sua squadra per completare il sorpasso: "Loro hanno avuto una sola occasione con Diao, che ha tirato fuori sul primo palo, mentre noi abbiamo avuto una grossa opportunità con un tiro di piatto di Henry. La partita, comunque, l'abbiamo fatta noi".  Resta, però, il rammarico per una squadra che continua a mostrare qualità senza riuscire a esprimerle con continuità: "È purtroppo qualcosa che ci portiamo dietro e che chiaramente non va bene. Questa squadra dimostra di avere qualcosa di importante da proporre, ma non lo fa con continuità e ha dei momenti in cui si perde con troppa facilità". 

Tesser: “Questa squadra non può fare ogni volta due tempi diversi”

La domanda sulla natura delle difficoltà della Reggiana resta centrale. L'allenatore ha riconosciuto di non riuscire ancora a individuare una spiegazione precisa a un andamento che si ripete, nonostante il buon lavoro svolto durante la settimana. "Purtroppo il 4-3 subìto a pochi minuti dalla fine ti fa vedere ancora più nero di quello che è stato. La partita è stata doppia, con un primo tempo decisamente non all'altezza. Detto questo, non riesco proprio a capire. Questi ragazzi lavorano molto bene e vengono da una settimana ad alto livello, in termini di allenamento, intensità e qualità". 

Secondo Tesser, alla squadra è mancata la personalità necessaria per gestire il vantaggio iniziale e affrontare con maggiore convinzione le iniziative avversarie: "Forse, dopo aver trovato il gol all'inizio, avremmo dovuto anche trovare maggiori energie per giocare con personalità e fiducia, e questo purtroppo non l'abbiamo fatto, se non quando siamo rimasti in dieci e ci siamo messi con il 4-3-2. Da lì abbiamo giocato come se non ci fosse più nulla da perdere e abbiamo dimostrato di avere maggiore intensità, come è successo venerdì scorso con la Sambenedettese. Penso che abbiamo giocato un secondo tempo importante". 

Il modulo e il lavoro sulla fase difensiva

Tornando sui quattro gol incassati, Tesser ha ribadito che il problema non può essere ricondotto esclusivamente alla disposizione tattica. La differenza, a suo giudizio, è soprattutto nell'atteggiamento individuale e collettivo all'interno dell'area di rigore. "Non è un problema di giocare dietro a tre o a quattro. Secondo me è mancata la giusta cattiveria. Siamo stati troppo rinunciatari e poco aggressivi, soprattutto nella prima parte della partita. Quando sei poco aggressivo in area di rigore può succedere quello che è successo. Quando la palla cade lì, devi essere più cattivo e noi non lo siamo stati, venendo puniti". 

L'allenatore ha poi riconosciuto anche le proprie responsabilità nella gestione della fase difensiva: "L'essere piatti come squadra contribuisce a stare bassi, a non dare intensità e a subire l'avversario. Purtroppo non siamo stati capaci di arginare bene e questo è un fattore abbastanza inspiegabile. Se si trattasse di una squadra inesperta, lo potresti anche mettere in conto, ma qui in questo gruppo c'è tanta esperienza e personalità: questa squadra non può fare ogni volta due tempi diversi". 

Sul lavoro da svolgere in settimana, Tesser ha spiegato che non esiste una soluzione esclusivamente tattica per risolvere il problema: "Non c'è un lavoro specifico, se non quello di lavorare sulla fase difensiva, dando indicazioni e consigli. Tralasciando la tattica, la cattiveria è un fattore personale. Io posso dare letture tattiche, ma quando la palla cade lì in area la cattiveria la devi tirare fuori".

L'allenatore ha comunque evidenziato le differenze tra i due assetti utilizzati nel corso della gara, assumendosi la responsabilità delle scelte: "Su come deve difendere la squadra, quello è compito mio e io sono il maggiore responsabile, visto che sono io che alleno e do loro indicazioni. Se, per esempio, parliamo di scalare male, oggi a cinque abbiamo fatto molta più fatica a scalare ed è giusto prendersi le proprie responsabilità. A quattro, invece, siamo stati molto più intensi e abbiamo coperto meglio il campo. Ad ogni modo, sul piano individuale, quando cade la palla in area bisogna essere più cattivi e reattivi".

Gli infortuni e le vicende societarie: “Non ci sono alibi”

Nel corso della conferenza stampa, Tesser ha affrontato anche il tema degli infortuni, che hanno condizionato le possibilità di gestione della partita. L'allenatore ha chiarito, invece, che le vicende societarie non hanno avuto alcuna influenza sulla prestazione della squadra. "Assolutamente no. Non ci sono alibi: la squadra è serena e ha tutto per lavorare bene, anche perché non ci fanno mancare niente per fare bene il nostro lavoro. Le vicende societarie non possono entrare in queste situazioni". 

L'allenatore ha poi spiegato quanto gli infortuni abbiano complicato le scelte durante la gara: "Mi spiace solo vedere tutti questi infortuni, soprattutto nei momenti in cui vorresti fare qualche cambio. In questo caso non sono alibi, ma letture reali. Si è fatto male Rover dopo un minuto e poco dopo si è fermato anche Ponsi, che è ancora all'ospedale sotto osservazione. In pochi minuti sei costretto a fare due cambi e da lì ti rimane uno slot per arrivare in fondo alla partita. Detto questo, non ci sono alibi". 

Sezione: Girone B / Data: Dom 08 novembre 2026 alle 10:00
Autore: Alessia Albani
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