Non si ferma il trend negativo del Gubbio, che con lo 0-2 contro l'Atalanta trova la quinta sconfitta consecutiva in campionato. Duro, nel post partita, l'allenatore degli umbri Piero Braglia. "Al di là di tutto, io spero e penso che questa squadra possa fare meglio di quanto visto oggi. Bisogna cercare di capire velocemente tante situazioni, perché poi le partite determinano la classifica e la classifica, in questo momento, inizia a essere pericolosa visto che le altre continuano a fare punti.

Sull'atteggiamento durante la partita: "Dobbiamo rimboccarci le maniche, confrontarci e trovare la soluzione migliore per questa squadra. Onestamente, anche sullo 0-0, mi aspettavo qualcosa in più dai ragazzi. È vero che c'è chi è rientrato da poco e chi non è ancora al meglio, ma questi sono alibi e a me degli alibi non interessa nulla. Abbiamo perso una partita che potevamo evitare di perdere.

La delusione dell'allenatore è palpabile: "La verità è che sono rimasto deluso, perché dagli allenamenti avevo avuto la sensazione che fossimo più avanti nel percorso. Evidentemente non è così. Dobbiamo lavorare, trovare la quadra e tirarci fuori dai guai il prima possibile, senza perdere tempo". Sulla gestione dei momenti decisivi, Braglia ammette: "Sul gol decisivo abbiamo concesso un contropiede dopo che per tutta la settimana avevamo lavorato proprio su quel tipo di situazione. Quando certi giocatori partono in campo aperto non li prendi più: o li fermi prima o ti fanno male. Gli abbiamo lasciato cinquanta metri di campo e ci hanno punito. In quel momento bisognava anche avere la lucidità di spendere un fallo e gestire gli ultimi minuti". 

Braglia parla anche di cosa è mancato alla squadra durante i novanta minuti: "Per come si era messa la partita, a sei o sette minuti dalla fine sono mancati attenzione e furbizia. Se poi allarghiamo il discorso, è mancato anche altro: bisogna interpretare meglio le gare, metterci più forza, più convinzione e più qualità. A volte giochiamo troppo all'indietro. Io credo che il calcio richieda coraggio". Continua Braida: "Però bisogna anche essere realistici: quando arrivi in una squadra non puoi pensare di cambiare la testa dei giocatori in dieci giorni. Per questo dobbiamo capire chi sta bene e chi può darci determinate garanzie in questo momento, valorizzando chi è pronto e recuperando chi ancora non riesce a esprimersi al meglio".

"Ora bisogna stare zitti e lavorare. Tifosi? Hanno contestato solo dopo la partita"

Sulla scelta di avere tanti uomini nella porzione offensiva del campo: "L'idea iniziale era proprio quella di avere più presenza offensiva e portare più uomini vicino alla porta. Però poi abbiamo cambiato assetto e abbiamo preso gol. Questa è la realtà. Pensavo di ottenere determinati vantaggi, ma quei vantaggi non si sono concretizzati. Anzi, è successo il contrario. Io credo che giocare a calcio sia la cosa più bella del mondo, ma bisogna farlo senza paura." Sulle proteste dei tifosi, Braglia ammette: "I tifosi hanno espresso il loro disappunto soltanto alla fine della partita; durante la gara nessuno aveva messo pressione ai ragazzi. Più tranquillità di così è difficile trovarla. Per questo dico ai giocatori che devono avere più coraggio, devono smettere di pensare troppo all'errore e prendersi dei rischi.

Per l'allenatore, la chiave è giocare senza paura: "Gliel'avevo detto anche dopo Spezia: facciamo troppi calcoli. Dobbiamo giocare con personalità e con l'ambizione di fare male agli avversari. Siamo arrivati diverse volte nei pressi dell'area e alcune occasioni le abbiamo avute. Penso, ad esempio, a quella di Zallu: se davanti al portiere riesce a superarlo, forse la partita prende un'altra direzione. Però con i 'se' e con i 'ma' non si fanno punti. Adesso bisogna stare zitti, lavorare e pedalare. Altre soluzioni, sinceramente, non ne conosco".

"Basta entrare nello spogliatoio per capire lo stato d'animo. Devo capire tante cose, altrimenti la mia presenza è inutile"

Sull'importanza di non uscire sconfitti da queste partite: "Sono convinto che quando non riesci a vincere una partita, almeno non devi perderla. Venivamo da quattro sconfitte consecutive e adesso sono diventate cinque. A Spezia la squadra era rimasta dentro la partita fino alla fine. Oggi, in casa, avevamo l'occasione quantomeno di interrompere questa serie e portare a casa un punto. Sarebbe stato importante per il morale e per la classifica. Invece basta entrare nello spogliatoio per capire lo stato d'animo che c'è in questo momento".

Infine, un monito per la gestione futura, con l'allenatore che chiude con un messaggio forte: "Non serve né la carota né la frusta. Io devo trovare una strada che ci permetta di fare risultati sia in casa sia in trasferta. Del calendario, sinceramente, mi interessa poco. Se giochiamo in un certo modo possiamo fare risultato contro chiunque. Se invece continuiamo a commettere gli errori che si vedono in alcuni momenti delle partite, i risultati non arriveranno. Ci sono tante cose da capire e devo essere soprattutto io il primo a capirle in fretta, altrimenti sarebbe inutile la mia presenza qui".

Sezione: Girone B / Data: Lun 19 ottobre 2026 alle 15:30
Autore: Luca Ottaviano
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