La voglia è quella di ripartire, guardando al futuro con fiducia ma senza perdere di vista i principi che da sempre accompagnano il Crotone: progettualità, lavoro e basi solide sulle quali costruire, passo dopo passo. Un percorso che non sarà privo di ostacoli, anche alla luce dei sei punti di penalizzazione da scontare in questa stagione sportiva, ma che il club è pronto ad affrontare con determinazione e con quello spirito combattivo che lo ha sempre contraddistinto.

L’obiettivo è dare forma, giorno dopo giorno, a una nuova pagina della storia rossoblù, mantenendo ben saldi quei valori e quell’identità che hanno accompagnato il Crotone nel corso degli anni. A raccontare il nuovo corso è stato il direttore generale Raffaele Vrenna, intervenuto ai microfoni de LaCasadiC.com, dove ha affrontato diversi temi: dal mercato alla scelta del nuovo allenatore, fino alle prospettive in vista del campionato.

“Quando finisce una stagione devi rimboccarti le maniche perché ne inizia subito una nuova”. Ripartire, dunque, senza rinnegare il percorso appena concluso: un’annata che la società ha più volte definito in linea con gli obiettivi prefissati, pur dentro un contesto diventato particolarmente complesso. Vrenna aggiunge:L’inizio è sempre difficile, però già aver scelto un allenatore per tempo e vedere che la squadra inizia a prendere forma sicuramente rassicura. Una ripartenza che passa inevitabilmente anche dal mercato, affrontato dalla società con attenzione e con l’obiettivo di tutelare gli equilibri del club. “Abbiamo dato priorità alle uscite per salvaguardare la società”. Una scelta dettata anche dalla complessità delle operazioni in uscita, come sottolinea Vrenna:Il mercato in uscita è sempre più difficile di quello in entrata”.

Il lavoro, in realtà, era già iniziato da tempo, lontano dai riflettori: “Abbiamo fatto trattative sottotraccia a giugno e luglio, per poi tesserare i giocatori ad agosto”. La rosa ha già accolto sei nuovi elementi, ma il direttore generale lascia intendere che il processo di costruzione non sia ancora concluso: Sono entrati già sei elementi e, molto probabilmente, ne mancano altrettanti. In alcuni ruoli siamo molto avanti, mentre in altri dobbiamo ancora raggiungere i nostri obiettivi”. Un quadro ribadito anche nella conferenza stampa del 19 agosto. Il mercato resta in pieno movimento e la rosa dovrà essere completata con altri sei o sette elementi: la priorità riguarda la difesa, poi il centrocampo, con attenzione a profili duttili e senza escludere calciatori di maggiore esperienza o provenienti dal mercato internazionale. La linea, però, resta chiara: eventuali partenze non dovranno tradursi in un indebolimento della squadra, ma essere accompagnate da innesti adeguati.

Crotone, il dg Vrenna: “Siamo una delle poche squadre che riesce a vendere i giocatori”

Il progetto del Crotone passa anche dalla capacità di valorizzare i propri giocatori e creare valore attraverso il mercato. Un aspetto sul quale il direttore generale Raffaele Vrenna pone particolare attenzione, sottolineando il lavoro portato avanti dalla società: “Siamo una delle poche squadre che riesce a vendere i giocatori dopo qualche anno con noi”. Tra le operazioni più significative c’è quella che ha portato Guido Gomez al Bari. L’attaccante ha rappresentato una figura importante nel recente percorso rossoblù e, come spiega Vrenna, era difficile non cogliere l’opportunità: “Guido ha fatto tanti anni con noi, ha disputato campionati importantissimi. Non si poteva non dargli questa occasione ed era difficile che non venisse qualcuno a chiederlo. Parliamo di un attaccante andato in doppia cifra per quattro anni consecutivi: è stata una cessione importante”.

Una strategia che non si limita alle singole operazioni, ma rientra in una precisa idea di gestione: “Anche ragazzi presi a zero all’epoca sono stati rivenduti. Questo significa che è stato fatto un buon lavoro da parte della società, ma anche dai giocatori stessi. Da questo punto di vista siamo soddisfatti, perché significa che, al di là dei risultati sportivi – vincere è difficile – il calcio è anche mantenere un equilibrio tra acquisti e cessioni”.

A confermare questa capacità di scoprire, valorizzare e creare patrimonio ci sono alcune operazioni diventate negli anni emblematiche del modello Crotone. Da Junior Messias, arrivato dal calcio di provincia e portato fino alla Serie A prima del trasferimento al Milan, a Simy, cresciuto in rossoblù fino a diventare protagonista nella massima serie e poi ceduto alla Salernitana. Senza dimenticare intuizioni di scouting come Moussa Diaby, arrivato giovanissimo dal Paris Saint-Germain quando era ancora lontano dall’affermazione internazionale. Percorsi diversi, ma accomunati dalla stessa filosofia: individuare talento prima degli altri, farlo crescere e trasformarlo in un patrimonio tecnico ed economico per la società.

All’interno di questa filosofia, un ruolo centrale è affidato alla valorizzazione dei giovani, da sempre uno dei tratti distintivi del Crotone. Il calcio è una parabola: si sale e si scende, poi si spera di salire di nuovo, sottolinea Vrenna, ribadendo la volontà del club di continuare a investire sulla crescita dei ragazzi. “Il Crotone è una società nata per questo, ha sempre valorizzato tanti giovani nella sua storia. Siamo stati una delle prime società a far giocare i Primavera, da Bernardeschi a Cataldi”.

Una scelta che affonda le proprie radici nella storia recente del club e che oggi rappresenta anche una precisa necessità: “Siamo arrivati in Serie A con un budget piccolissimo e ci siamo salvati, poi ci sono state annate sfortunate. Siamo tornati in Serie C, abbiamo perso un campionato sfortunato e da lì abbiamo deciso di ritornare alle origini e valorizzare i giovani, anche per salvaguardare la società”. Un percorso che, nelle intenzioni del direttore generale, non riguarda soltanto il Crotone, ma può diventare una risorsa per l’intero movimento: Questo è un lavoro che dovrebbero fare tutti per il calcio italiano, che dovrebbe cercare di lavorare di più sui giovani”. È proprio sul concetto di sostenibilità che Vrenna è tornato con forza anche davanti alla stampa. Valorizzare e, quando ci sono le condizioni, cedere non significa smobilitare: le offerte devono essere coerenti con il valore dei calciatori e permettere al club di reinvestire. È il principio richiamato per Marco Zunno e Antonino Musso: nessuna partenza a tutti i costi, ma soltanto operazioni che abbiano senso dal punto di vista tecnico ed economico.

“Puntiamo alla salvezza. Tutto quello che verrà sarà un di più”

Ogni progetto, però, ha bisogno della sua guida. Dopo la separazione con Emilio Longo, il Crotone ha individuato in Leandro Greco il profilo giusto per raccogliere il testimone e accompagnare la squadra in questa nuova fase. Una scelta maturata attraverso la conoscenza dell’allenatore e le referenze ricevute nel tempo, come racconta il direttore generale Raffaele Vrenna: “Era un profilo che conoscevo da tempo, sia da quando allenava la Primavera del Frosinone, poi ho avuto delle ottime referenze da tanti amici direttori e per il modo di intendere il calcio”.

La scelta di Greco si inserisce inoltre nella volontà di proseguire nel solco di un’identità precisa, fatta di idee e di un calcio propositivo: “Mi piacciono gli allenatori che hanno un’idea di calcio propositiva. È stata questa l’idea di proseguire con la nostra mentalità, perché al di là del risultato deve esserci anche il gioco”. Una filosofia che guarda anche alla nuova generazione di allenatori: “È un allenatore giovane, quindi volevo lavorare con una persona giovane, anche perché il calcio sta andando verso questa direzione. Lo dimostra il fatto che anche in Serie A si siano scelti tanti allenatori giovani. Hanno delle idee importanti e sono risorse da sfruttare”.

La nuova stagione, però, si presenta subito in salita. Il Crotone dovrà infatti fare i conti con i sei punti di penalizzazione da scontare in classifica, una difficoltà ulteriore all’interno di un campionato che si preannuncia particolarmente competitivo. Ma l’ostacolo non cambia l’atteggiamento del club, che vuole affrontare il percorso con ambizione e senza rinunciare alla propria identità. “Il Crotone punterà alla salvezza, visto il campionato difficile, anche se parliamo di una piazza abituata molto bene considerando anche gli anni in Serie A. Dal Crotone ci si è sempre aspettato tanto, non ricordando i sacrifici fatti”.

E proprio per questo, Vrenna preferisce lasciare spazio al campo e a ciò che la squadra riuscirà a conquistare strada facendo: “Tutto quello che verrà sarà un di più. Lavoreremo per proporre un ottimo calcio, far divertire la gente e cercare di sorprendere. Non ci sono degli obiettivi, tutto quello che verrà sarà un di più. Abbiamo i nostri sogni nel cassetto e li teniamo lì”.

Accanto agli aspetti tecnici ed economici, nella conferenza del 19 agosto Vrenna ha insistito anche sull’identità della squadra: costruire un gruppo attaccato alla maglia, capace di rappresentare il club e di affrontare la stagione con responsabilità. “Io ci sono e ci metto la faccia, non mi sono mai nascosto. Potrei fare altro, invece sto qui”. Un messaggio che completa la linea del nuovo corso: sostenibilità, valorizzazione, identità e volontà di restare competitivi, senza proclami ma senza rinunciare all’ambizione e ai sogni.

Sezione: News / Data: Ven 21 agosto 2026 alle 09:00
Autore: Alessia Albani
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