Il calendario del Girone B non concede il lusso di un avvio morbido. La prima giornata regala subito uno scontro diretto ad altissima tensione che possiamo definire, sotto certi aspetti, un vero e proprio derby: da una parte la Reggiana, dall'altra il Ravenna. Due piazze distanti geograficamente ma separate da pochi chilometri di storia e animate da stati d'animo opposti.

Per i padroni di casa la parola d'ordine è una sola: ripartire. La discesa dalla Serie B richiede una reazione d'impatto immediata, per far capire al campionato che la permanenza in terza serie vuole essere solo un breve passaggio di transizione. Il pubblico del Città del Tricolore chiede risposte chiare dopo un'estate complessa e pretende, da subito, un segnale di forza.

Dall'altra parte si presenta un Ravenna spinto da un'inerzia emotiva straordinaria. L'arrivo di Ronaldinho ha acceso improvvisamente i riflettori mediatici sul club romagnolo, scatenando un'ondata di entusiasmo contagioso intorno a tutto l'ambiente.

Un clima elettrizzante che la formazione giallorossa vuole convertire in punti pesanti sul rettangolo di gioco, trasformando la visibilità internazionale in spinta agonistica per un avvio di stagione da protagonisti.

Panchine d'autore e corsi storici: il duello Tesser-Mandorlini

Il fascino della sfida si accende soprattutto nell'incrocio tra i due allenatori. Attilio Tesser, autentico specialista quando si tratta di riportare una piazza nella categoria superiore, si trova di fronte a un ravennate doc come Andrea Mandorlini. Il bilancio tra i due allenatori sorride a Mandorlini, ancora imbattuto nei tre precedenti diretti con Tesser e forte di quattro successi complessivi in sei incroci contro la Reggina.

Un trend che si scontra però con la tradizione recente della sfida. La storia degli ultimi confronti recita infatti sei affermazioni consecutive della Reggiana ai danni dei romagnoli tra campionato e coppe di categoria. Un vero e proprio tabù statistico che il Ravenna intende sfatare sfruttando il momento di forma, mentre la Reggiana fa leva sul peso della propria tradizione casalinga per proteggere il fortino.

Risposte da coppa e assetti tattici: le scelte per la prima

Le uscite ufficiali di metà agosto hanno offerto indicazioni contrastanti. La Reggiana è reduce dal 3-1 subito in Coppa Italia sul campo contro il Livorno, che potrebbe presto convertirsi in una vittoria a tavolino (il livornese Mancini ha giocato e segnato senza che il suo tesseramento fosse attivo). Nonostante questo la prestazione ha spinto Tesser a registrare da subito i meccanismi tra i reparti per trovare la giusta quadratura. L'allenatore lavora sul 4-2-3-1 e punta sull'inventiva di Portanova e Jonsson alle spalle del riferimento centrale Sipos.

Nonostante la sconfitta per 5-3 contro il Benevento, la società è subito corsa ai ripari sul mercato piazzando il colpo Zaro in difesa per rinforzare il reparto. Mandorlini riparte dal collaudato 3-5-2: densità a centrocampo con l'inserimento di Tenkorang e la spinta delle corsie esterne, pronti ad alimentare il tandem offensivo composto da Fischnaller e Maggio. Due filosofie a confronto per novanta minuti che valgono già molto più dei tre punti in palio.

Sezione: Girone B / Data: Gio 20 agosto 2026 alle 17:50
Autore: Francesco Sarubbi
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