La Pianese espugna il campo della Juventus Next Gen con un netto 0-2 ed elimina una delle squadre più in forma del girone, continuando così la propria corsa nei playoff promozione di Serie C. Un risultato che vale molto più del semplice passaggio del turno, perché racconta l’ascesa di una realtà minuscola capace di trasformare organizzazione, entusiasmo e identità in un’arma devastante.

La squadra di Piancastagnaio, piccolo comune in provincia di Siena, era arrivata a questa sfida con l'obbligo di vincere. La Juventus Next Gen, infatti, quinta classificata del Girone B, poteva contare su due risultati su tre grazie al miglior piazzamento ottenuto nella regular season. Solo tre punti separavano però le due squadre in classifica, un dettaglio che la Pianese ha trasformato in motivazione. Sul campo, infatti, non si è vista alcuna differenza di status: i bianconeri toscani hanno giocato con personalità, maturità e una feroce convinzione nei propri mezzi.

Dietro questa impresa c’è inevitabilmente la figura di Alessandro Birindelli. Per l’allenatore della Pianese non era una partita qualunque. Undici anni con la maglia della Juventus, decine di battaglie vissute da protagonista, i trionfi nazionali, le due finali di Champions League perse e soprattutto quella stagione in Serie B, affrontata da vicecapitano e simbolo di appartenenza. Una figura rimasta profondamente legata al mondo juventino, al punto da essere considerata ancora oggi parte integrante della storia recente del club.

Eppure il calcio ama anche questi intrecci quasi cinematografici. Birindelli, arrivato alla Juventus nel 1997 dall’Empoli grazie alla segnalazione di Luciano Spalletti, è stato proprio l’uomo che ha interrotto il percorso playoff della Next Gen. Per il secondo anno consecutivo il progetto bianconero si ferma al secondo turno, stavolta davanti a una squadra che ha saputo interpretare la partita con lucidità e coraggio, senza mai lasciarsi intimidire dal peso della maglia avversaria.

Il metodo Pianese: organizzazione, idee e lavoro quotidiano

Ridurre tutto alla favola romantica, però, sarebbe ingeneroso verso il lavoro costruito in questi mesi. La Pianese non è soltanto entusiasmo provinciale: è una squadra preparata, allenata e strutturata con grande attenzione. Uno dei segreti del percorso toscano è infatti Luca Trucchi, preparatore atletico dello staff di Birindelli. Un nome poco noto al grande pubblico ma molto rispettato nell’ambiente, soprattutto per l’esperienza maturata accanto a Gian Piero Gasperini all’Atalanta, culminata con la vittoria dell’Europa League nel 2024.

L’intensità mostrata dalla Pianese nei playoff porta anche la sua firma. La squadra corre, aggredisce, resta compatta e mantiene lucidità nei momenti decisivi. Dettagli che in Serie C fanno spesso la differenza più dei singoli talenti. È qui che emerge il valore del lavoro quotidiano di uno staff che ha saputo trasferire mentalità e ambizione a un gruppo partito senza particolari riflettori addosso ma cresciuto settimana dopo settimana fino a diventare una delle sorprese più credibili della stagione.

Obiettivo: non smettere di stupire

Adesso la Pianese si prepara alla fase nazionale dei playoff con la leggerezza di chi ha già superato ogni aspettativa e con la fame di chi non vuole smettere di stupire. Essere il comune più piccolo rappresentato in questi playoff rende ancora più straordinario il percorso di una società capace di competere con realtà economicamente e strutturalmente molto più grandi. Per una manciata di abitanti la Pianese soffia lo scettro di "comune più piccolo" al Renate, autore del miglior piazzamento della propria storia nel girone A dietro Vicenza e Union Brescia e che entrerà in corsa nel turno nazionale come Ravenna e Salernitana, le rispettive terze dei gironi B e C. Stando all'ultimo censimento: 3850 abitanti per Piancastagnaio, mai come in questo momento capace di sognare a livello nazionale.

Per Birindelli, alla sua prima stagione da allenatore professionista, questo cammino ha già il sapore della consacrazione. Playoff conquistati, piazzamento di alto livello e ora una fase nazionale da vivere senza limiti. Ma soprattutto la sensazione di aver costruito qualcosa che va oltre il risultato: una squadra con identità precisa, spirito collettivo e una mentalità che non teme confronti. La Pianese continua a correre. E a questo punto nessuno vuole più smettere di sognare.

Sezione: News / Data: Gio 07 maggio 2026 alle 11:45
Autore: Gabriel Macis
vedi letture