Rapahel Odogwu apre il borsone. Dentro ha sei anni di emozioni che porterà sempre con sé. Ci stanno tutte, dalla prima all'ultima. Dalle rincorse in Serie C fino al sogno di vivere la Serie B e scorgere, per un folle istante, addirittura la A. Con la stessa maglia, con gli stessi colori: quelli del Sudtirol. Il club che gli ha dato un nome e un perché. E che, probabilmente, gli ha fatto davvero capire quanto potesse dare al calcio. Dopo anni di fatica, di gavetta, di strade asfaltate e di ombre, tante ombre ad accompagnarne il cammino. Oggi, invece, ha luci, tante luci addosso. E il cammino si è fatto prospero, ricco, bello. Sono le speranze di Treviso e del Treviso, che lo ha appena messo sotto contratto affidandogli la missione-salvezza. Come raggiungerla? Ovviamente, a suon di gol. Specialità della casa.

Ripartirà dunque dalla terza serie, il viaggio del classe '91. Il borsone è sempre lo stesso, fedele compagno di avventure. Dal 2008 sulla spalla destra, sinistro alla diffidenza. Quanti ricordi. Nasce a Verona (nigeriano da parte di padre) e alla Virtus lega momenti intensi: esplode in lui la consapevolezza che si può. Segna 12 reti nella Serie D 2012/2013, conquista la C2 con il rossoblù e poi spicca il volo verso la Lega Pro. Real Vicenza, poi Renate: non incide, arranca, quindi si ferma e fa un passo indietro. Torna a correre tra i dilettanti, il suo angolo di paradiso. Un limite? No. Al contrario, un paio d'ali sulle quali imparare a volare. Sempre più su. Felicemente.

La scelta paga. Rafforza ogni suo passo, definisce ogni suo tratto, ne mette alla prova stimoli e doti. Tra le fila dell'AltoVicentino segna 17 reti in 33 partite. Trasloca ancora, ma segna sempre: all'Arzignano lascia 38 firme in un triennio. Ed è quello che riaccende una miccia. Aprendo porte e portoni. Alla fine, dopo un breve ritorno alla Virtus Verona (8 gol in C nel 19/20), si addentra a vele spiegate nell'universo del Sudtirol, riabbracciando i professionisti. Chi ci avrebbe creduto? Probabilmente nessuno. Eppure Odogwu c'è e risponde presente. Non teme il salto e non si guarda più indietro.

Il resto è storia. Maiuscola come i suoi 191 centimetri, che lo trascinano sullo stesso livello dei giganti. Nel 2022, sotto la guida di Javorcic, prende parte alla mitica cavalcata-promozione dei bolzanini, che agguantano la B subendo solo 9 reti. Raphael segna 5 gol in campionato e strappa il pass per il grande calcio. Che onora alla sua maniera, lievitando come il buon pane. Un sorso di vita e via, verso l'eternità: alla primissima stagione in B, a 31 anni segna 9 gol volte e raggiunge la semifinale-playoff per la Serie A. Non contento, mantiene alte le percentuali anche nell'annata successiva: 8 centri. Poi diventati 5, poi ridotti a 3 (con annesse salvezze). Ma poco importa, sono solo numeri. L'attaccante, anche sotto la pioggia, ha lottato per una sola bandiera. Non verrà certo dimenticato, ora che quella bandiera, sporca di sogni e fatica, sarà piantata su un altro suolo.

Un purosangue per Treviso

La lunga Odissea di Odogwu è la prima pietra del Nuovo Cinema Treviso. Che si è assicurato un attaccante ancora performante (nell'ultimo quinquennio ha sempre superato le 30 presenze) e altresì incisivo nei pressi del bersaglio. In carriera conta qualcosa come 543 partite e ha ampiamente superato i 100 gol (è a 136). Saranno anche statistiche desuete, ma per la Serie C valgono tantissimo.

Lo scorso anno ha salvato il Sudtirol dal baratro. In carriera ha inalato dosi di grande calcio. Sa cos'è la pressione e soprattutto sa come ci si divincola da essa. Con la testa e con il fisico: ha 35 anni, eppure promette presenza. Senza dimenticarci che, a Bolzano, ha messo insieme ben 200 presenze. Tonde tonde.

Lui, nel frattempo, si è presentato così.

Le sue prime parole venete non lasciano dubbi. Ha fame, molta fame: "Sono molto contento di essere in una società storica come il Treviso FBC, spero possa essere un’annata positiva per me e per la squadra: ci sono aspettative e vogliamo fare un gran campionato".

Ultime postille sulla C e su quello che il calcio gli ha insegnato: "La categoria la conosco, ma sono quattro anni che non la affronto e sicuramente diverse cose saranno cambiate, io cercherò di dare sempre il massimo. Al Südtirol ho imparato la cultura del lavoro, lo spingersi oltre il proprio limite e il cercare sempre di inseguire i propri sogni: lascio la mia seconda casa, ma tutto ha un inizio e una fine, sono sicuro che sarò soddisfatto di quello che troverò a Treviso e porterò i miei valori in questa nuova avventura". Prendere nota: Odogwu è pronto a iniziare l'ennesima vita sportiva del suo cammino.

Sezione: News / Data: Dom 09 agosto 2026 alle 12:30
Autore: Edoardo Gatti
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