La vittoria contro il Team Altamura per il Cosenza non è solo l’ennesimo tassello di un mosaico che si sta componendo alla perfezione, ma il manifesto programmatico di una squadra che ha deciso di riprendersi ciò che la storia recente le aveva tolto. La squadra di Buscè ha conquistato la terza vittoria consecutiva, la quinta nelle ultime sei partite: un ruolino di marcia impressionante che proietta i calabresi al terzo posto in solitaria a quota 56 punti, 2 in più della Salernitana.
Eppure, il cammino non è sempre stato lastricato d’oro. I Lupi avevano iniziato infatti la stagione con il freno a mano tirato. Solo 5 punti nelle prime 5 giornate avevano fatto scricchiolare le certezze di una piazza che sognava l'immediato ritorno in cadetteria. Quell'unico squillo, il roboante 4-1 rifilato al Catania a inizio stagione, sembrava destinato a restare un lampo isolato in un autunno di nubi fitte.
Dopo una ripresa autunnale da "top class", il Cosenza ha dovuto affrontare un nuovo demone: il mese di gennaio. Quattro gare che hanno rischiato di mandare in frantumi i sogni di gloria: un solo punto conquistato e tre sconfitte sanguinose contro Monopoli, Crotone e Catania. In quel momento, la zona nobile della classifica distava parecchi punti, con i calabresi scivolati nel limbo di una graduatoria che non rendeva giustizia al valore della rosa.
La metamorfosi, però, ha una data precisa sul calendario: il 7 febbraio. La pesante sconfitta per 3-0 contro il Giugliano di Eziolino Capuano è stata la batosta necessaria per innescare la reazione chimica. Da quel giorno, Buscé ha blindato la difesa, trasformandola in un fortino quasi inespugnabile (solo 3 gol subiti in 6 match). Ritrovata la solidità, i Lupi hanno ripreso a correre, risalendo la china con la ferocia di chi non ha più intenzione di voltarsi indietro.
Il "Fattore Beretta" per lo sprint finale
In questa rincorsa forsennata, splende la stella di Giacomo Beretta. Arrivato da svincolato ad ottobre, l'attaccante classe '92 ha portato con sé il pedigree di chi ha respirato l'aria della Serie A con la maglia del Milan (esordio nel maggio 2011 contro il Bologna). Dopo un periodo di ambientamento fisiologico, si è preso la scena, diventando il perno centrale della manovra offensiva dei lupi.
Beretta è l'uomo del momento: due gol nelle ultime tre gare, compresa la zampata decisiva che ha steso l'Altamura nell'ultimo turno. La sua capacità di dar peso all'attacco, unita a un'esperienza maturata tra i campi di B e C, sta colmando quelle lacune realizzative che avevano frenato i calabresi nei momenti bui. Non è solo una questione di gol, ma di leadership: Beretta lotta, pulisce palloni e trascina i compagni, rivelandosi decisivo nell'ultimo periodo.
Occhio Catania, la caccia al secondo posto è aperta
Con il sorpasso definitivo ai danni della Salernitana di Serse Cosmi, apparsa in crisi d'identità con una sola vittoria nelle ultime cinque uscite, il Cosenza ha ora un nuovo obiettivo nel mirino. La classifica parla chiaro: la vetta è ormai irraggiungibile, ma il secondo posto occupato dal Catania di Mimmo Toscano dista ora soltanto 5 lunghezze. Un distacco colmabile se il ritmo rimarrà quello forsennato delle ultime settimane.
In un Girone C equilibrato e spietato, la continuità è l'unica moneta che conta. Il Cosenza ha imparato dai propri errori, ha superato le crisi invernali e ora sembra avere la maturità necessaria per continuare la rincorsa, con il sogno della Serie B è tornato prepotentemente d'attualità: con una difesa d'acciaio e un Beretta in stato di grazia, nulla è precluso per i rossoblù.
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