Certe piazze non si dimenticano, restano addosso, entrano nella pelle e tornano a farsi sentire ogni volta che il calendario riporta lì. Per Mandorlini non è una semplice trasferta, Ascoli è casa, memoria, identità. L’attuale allenatore del Ravenna ha parlato con emozione del legame che lo unisce alla città marchigiana, un filo che va oltre il calcio giocato. “Sono ascolano d’adozione, conosco bene quella piazza e so cosa può dare a livello emotivo. Ci torno sempre con grande emozione. Lì sono diventato giocatore, padre e uomo. Ho vissuto anni importanti, ho tanti amici e ricordi fantastici. È una piazza che mi ha dato tanto e ci tengo a fare bene anche per questo”. Parole che raccontano appartenenza vera, non di circostanza.

Nel capoluogo piceno, Mandorlini non ha costruito soltanto una tappa della propria carriera, ma un pezzo fondamentale della sua vita privata. Suo figlio Davide è nato proprio lì, dettaglio che rende il ritorno ancora più personale. Nel suo ricordo c’è spazio anche per una figura simbolo della storia bianconera: “Nell’occasione ricordo il compianto Carlo Mazzone”. Un omaggio sentito a Mazzone, bandiera dell’Ascoli Calcio e maestro di calcio e umanità per intere generazioni.

Prima della panchina e delle esperienze da allenatore in Italia e all’estero, Mandorlini ha scritto pagine importanti della sua carriera proprio con la maglia dell’Ascoli. Difensore roccioso, leader silenzioso, arrivò nelle Marche negli anni Ottanta diventando rapidamente un punto di riferimento della retroguardia bianconera. Con l'Ascoli ha vissuto 3 stagioni intense di Serie A, alla prima l'impresa dello storico sesto posto finale in classifica. In un calcio fatto di stadi caldi, marcature dure e identità fortissime, vestì 90 volte la maglia bianconera realizzando anche 6 reti. Anni che hanno contribuito a formare il calciatore prima e l’uomo poi, come raccontano le sue parole di oggi.

Il ritorno al Del Duca non è mai una partita come le altre. È un cerchio che si chiude e si riapre, tra ricordi che pesano quanto i novanta minuti. E Mandorlini lo sa bene, certe radici non si spostano, anche quando la carriera ti porta lontano.

Sezione: Girone B / Data: Lun 09 marzo 2026 alle 10:00
Autore: Matteo Mattei
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