Ancora esultante per la promozione in Serie B conquistata, a Rai Radio 1 il patron del Vicenza Renzo Rosso, ha commentato la stagione trionfante dei suoi: "La festa dopo la vittoria del campionato? Sì, ma naturalmente al mattino ricomincio sempre alle 5, quindi purtroppo la mia vita è un po’ segnata da grandi impegni, il calcio è una cosa molto bella e quando posso vado a vedere la partita quando gioca in casa e questo mi dà grande gioia.

Noi abbiamo impostato la squadra di calcio come una delle nostre aziende. C’è il mio amico Scaroni che dice: Renzo, il Vicenza è gestito forse come una delle migliori società di Serie A. Noi abbiamo portato tutto il nostro know-how a livello manageriale, ci avevamo messo un po’, abbiamo fatto qualche errore, ma la cosa bella, secondo me, è che abbiamo capito che si vince solo quando veramente c’è un team, quando c’è qualcosa di molto coeso dove non ci sono le prime donne.

Negli ultimi due anni avevamo probabilmente la squadra più forte del campionato e siamo arrivati sempre secondi. Perché? Perché c’erano prime donne che facevano i gruppetti, quindi questo crea un po’ di tensione. E invece adesso sapere che siamo più uguali, che gioca uno che gioca l’altro, e che la panchina dal primo all’ultimo può portare valore aggiunto.

Il pubblico è eccezionale, una città veramente speciale. Abbiamo avuto poi due grandi uomini che hanno fatto la storia di questa società: uno è Paolo Rossi e un altro è Roberto Baggio".

Rosso: "Ho sempre pensato ai giovani. Se tutti i club lavorassero così..."

Patron che tocca anche il tema legato ai giovani: "Diciamo che il mio investimento personale nel calcio italiano è stato fatto fino all’inizio, è stato fatto a scopo sociale, perché sono partito da Bassano quasi trent’anni fa, e l’ho fatto per 22 anni. Ho sempre pensato ai giovani, quindi a tutti i settori giovanili, prendere questi ragazzi, tirarli via dalla strada, dargli da fare dello sport professionale tre o quattro volte a settimana

E penso che a Vicenza poi, fra le altre cose, siamo riusciti a fare qualcosa di molto bello. Pensate che siamo collegati con tutti i piccoli paesi della provincia di Vicenza, abbiamo 4.000 ragazzi che sono affiliati alla società Vicenza, e a tutte queste piccole società, a questi paesi diamo aiuti, contributi tecnici, e portiamo a fare un calcio già molto più moderno. E poi ovviamente i ragazzi, quelli più bravi, ce li portiamo nel Vicenza. Nel settore giovanile abbiamo cinque giocatori che giocano in nazionale. Ecco, questo mi rende orgoglioso. Perché se tutte le società lavorassero in questo modo, potenzialmente non sarebbe l’Italia che per tre campionati del mondo viene estromessa, se noi potessimo lavorare molto di più sulle risorse, saremmo un’altra Italia".

Sezione: Girone A / Data: Sab 11 aprile 2026 alle 12:13
Autore: Carmine Rossi
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