Amarezza, forte autocritica e la presa di coscienza che il Catania debba invertire la rotta nel minor tempo possibile. Al termine della sconfitta casalinga per 2-1 maturata contro la Scafatese, l'allenatore Emilio Longo non ha cercato alibi, assumendosi in prima persona la responsabilità di un avvio di stagione complicato e al di sotto delle aspettative iniziali.
L'analisi dell'allenatore si è aperta con una riflessione trasparente sulle difficoltà palesate nell'approccio alla gara e sul bilancio complessivo della prestazione: “Non si possono nascondere le preoccupazioni. C'è una parte di preoccupazione che riguarda i primi venti minuti. Guardando quello che è successo in campo, penso che non meritassimo di perdere: abbiamo creato più degli avversari e nel secondo tempo abbiamo subito due tiri, uno solo nello specchio, quello dell'eurogol di Toscano. Il secondo tempo è migliore di quello fatto contro il Cosenza, ma la preoccupazione non può diventare angoscia. Sono infelice per il risultato, ma non posso neanche giustificare quello che abbiamo fatto nei primi venti minuti”.
Il passaggio a vuoto iniziale ha condizionato la tenuta della squadra, che ha sofferto il ritmo imposto dagli avversari capitolando in occasione della rete siglata su rigore da Emmausso. Emilio Longo ha evidenziato la fragilità emotiva emersa nei momenti di massima pressione: “Abbiamo permesso agli avversari di schiacciarci e abbiamo concesso un calcio di rigore evitabile. Capisco la mortificazione e capisco che nessuno possa essere contento, non mi aspettavo una partenza del genere. A me sembra che la squadra, quando entra in difficoltà, non abbia ancora la forza di reagire come dovrebbe. La forza di una squadra deve essere tramutata in atteggiamento propositivo per superare gli ostacoli. Il campo ci dice che dobbiamo essere più reattivi e più cattivi: l'atteggiamento, se non è accompagnato dalla cattiveria agonistica, non produce. Tocca a me trovare le soluzioni”.
La reazione mostrata nella ripresa, favorita dall'ingresso di Bruzzaniti e dal momentaneo pareggio firmato da Russo, ha offerto spunti importanti sul piano del gioco, vanificati poi nel finale anche dalla sfortuna sulla traversa colpita da Insigne. Emilio Longo ha tracciato la rotta per trovare continuità nei novanta minuti: “Nel secondo tempo ci siamo rialzati, siamo andati sull'uno contro uno e abbiamo rischiato pochissimo. La soluzione è riuscire a portare per novanta minuti tutto quello che facciamo bene soltanto in alcuni momenti. In questo momento il vento non è favorevole, ma l'aereo decolla controvento: dobbiamo forgiarci proprio nelle difficoltà. La squadra è molto pensante, sceglie poco e ha bisogno di troppo tempo per scegliere una giocata. Abbiamo avuto dei limiti nelle decisioni, ma tutto questo è allenabile e l'allenamento è l'unica strada che abbiamo per migliorare”.
"Non cerco scuse. Dobbiamo alzare il livello delle prestazioni"
Il focus dell'analisi si è poi spostato sul giudizio personale e sul rifiuto di cercare giustificazioni legate al tempo di lavoro a disposizione. Emilio Longo ha rimarcato la necessità di alzare l'asticella delle prestazioni individuali e collettive: “Non cerco scuse. Ho avuto tempo e modalità per lavorare bene. Io sono in difetto, non voglio alibi: con la squadra che ho avrei dovuto fare meglio. Abbiamo ancora spazio per correggere tutto, ma devo essere io per primo ad alzare il livello di quello che sto facendo. Dobbiamo alzare tutti il livello delle nostre prestazioni, tutti dobbiamo dare il 100%, allenatore e giocatori. Se vogliamo primeggiare dobbiamo fare prestazioni da dieci: siamo noi gli artefici del nostro destino”.
La consapevolezza dell'importanza della piazza rossazzurra impone risposte immediate sul campo, senza poter fare affidamento su concessioni a lungo termine. L'allenatore ha ribadito la propria visione sulla continuità del progetto tecnico: “Io non posso e non voglio elemosinare il tempo, ma ne ho bisogno. Il tempo non devo chiederlo: devo pensare alle soluzioni per migliorare una squadra che oggi deve ancora sistemare diversi dettagli se vuole ambire a qualcosa di importante. La società mi fa lavorare bene, i risultati arriveranno, ma ci giochiamo tutti, partita dopo partita, la possibilità di avere quel tempo”.
Le scelte tattiche e la condizione dei singoli
Nell'ultima parte della disamina si è discusso delle scelte di formazione iniziali e dell'impiego di alcuni elementi dell'organico ancora alle prese con problemi di natura fisica. Emilio Longo ha fatto il punto della situazione sulle opzioni difensive a disposizione della rosa: “La difesa a tre era una possibilità che avevamo già considerato. Di Gennaro è ancora sulla via del ritorno, mentre Allegretto non è ancora nelle condizioni di essere una prima scelta a causa dell'infortunio alla mano”.
Il percorso di crescita dei rossazzurri passerà inevitabilmente dal pieno recupero dei singoli e da una maggiore fluidità nelle rotazioni durante i prossimi impegni ufficiali. La capacità di mantenere elevata l'intensità di gioco e di velocizzare il possesso palla rappresenterà l'asse portante su cui lo staff lavorerà nei prossimi giorni di allenamento.
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