Dall'illusione della prima giornata alla brusca realtà nel giro di tre settimane. L'avvio di stagione del Pescara, che aveva acceso l'entusiasmo con il successo casalingo contro la Vis Pesaro, ha subito un brusco arresto nelle successive tre uscite. Un solo punto raccolto tra Forlì, Ravenna e Atalanta U23 rappresenta un bottino risicato, che accende i riflettori sulle prime vere criticità della gestione di Antonio Buscè.

La sconfitta di misura contro l'Atalanta U23 certifica ancor di più le difficoltà attuali degli abruzzesi, mostrando una squadra che dopo essere andata in vantaggio tende a disconnettersi al primo contraccolpo, subendo la rimonta avversaria e provando a reagire soltanto nel finale con la forza della disperazione.

A fare davvero rumore è il dato complessivo della tenuta difensiva: 8 reti incassate in tre partite costituiscono un passivo pesante per una formazione con ambizioni di vertice. Più che la produzione offensiva, a preoccupare Antonio Buscè è una palese fragilità di gruppo, con la squadra che perde le distanze tra i reparti non appena gli avversari alzano l'aggressività a centrocampo.

Passare dalle parole ai fatti è diventato un passaggio obbligato per evitare che la flessione di risultati intacchi la fiducia dell'ambiente. Per la formazione abruzzese si tratta di un vero test di maturità: ritrovare compattezza e continuità per tutti i novanta minuti è l'unica strada percorribile per dimostrare che questo avvio complicato è stato solo un passaggio a vuoto temporaneo.

L'amarezza di Buscè e Valzania: "Sconfitta inspiegabile, è un problema mentale"

Nel post-partita di Caravaggio, le dichiarazioni rilasciate da Antonio Buscè hanno restituito con crudo realismo la fotografia dello spogliatoio. L'allenatore non ha cercato alibi tattici o episodi arbitrali, puntando il dito direttamente sulla gestione dei momenti chiave: "È una sconfitta inspiegabile, sono senza parole. Avevo chiesto maggior cinismo e coraggio per chiudere la partita dopo il vantaggio. Invece, una volta andati sull'1-0, siamo letteralmente scomparsi dal campo. Chi va sul terreno di gioco deve mettere mano a una situazione che ormai è più mentale che tecnica: non esiste prendere subito il gol del pareggio dopo essere andati avanti, è la prima volta che mi succede».

Un'autocritica severa a cui hanno fatto eco le parole di Luca Valzania, ex dell'incontro e tra gli elementi di maggiore esperienza della rosa. Il centrocampista ha confermato come la squadra tenda a staccare la spina nei momenti cruciali: "In questo momento abbassiamo la tensione, come se una volta in vantaggio la partita fosse finita. Invece dobbiamo farla finire noi con il secondo gol. Una squadra con la nostra struttura non può farsi rimontare in questo modo; al momento dobbiamo essere onesti e dire che non siamo ancora squadra come dovremmo essere per tutti i novanta minuti".

La ricetta tattica per invertire la rotta

Le diagnosi arrivate dai diretti interessati indicano con precisione il piano di lavoro per le prossime sedute di allenamento. Per interrompere la striscia negativa e dare sostanza alla classifica, la priorità tattica di Buscè non riguarda solo fase d'attacco, che le sue occasioni continua a crearle anche se servirà maggior concretezza, ma il coordinamento delle marcature preventive e la protezione del centro del campo. Quando l'intensità della pressione avversaria sale, il filtro della mediana tende ad assottigliarsi, esponendo la linea difensiva ai tagli e agli inserimenti centrali.

L'imminente turno infrasettimanale di mercoledì contro il Gubbio offre al Pescara l'occasione immediata di scendere di nuovo in campo per voltare pagina e cancellare le scorie dell'amara trasferta lombarda. Un banco di prova fondamentale per Buscè e i suoi ragazzi, chiamati a trasformare la rabbia del momento in solidità collettiva per scacciare i dubbi e ricominciare la corsa verso il vertice.

Sezione: News / Data: Dom 13 settembre 2026 alle 12:20
Autore: Francesco Sarubbi
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