Novità importanti arrivano sul fronte San Vito-Gigi Marulla. Il Comune della città calabrese ha infatti depositato una relazione che cambia gli scenari: dal documento emerge che le attività di cantiere per la riqualificazione dell'impianto sono incompatibili con lo svolgimento delle gare.

Per questa ragione è stata proposta la sospensione della convenzione che regola l'utilizzo dello stadio da parte del Cosenza: non si esclude anche l'ipotesi della revoca.

Diversi i punti rilevanti messi in evidenza dal documento tecnico che elenca una serie di elementi che renderebbero impossibile garantire l’agibilità dell’impianto durante i lavori. Tra i punti più rilevanti: 



Compromissione vie di esodo: in tutte le macrofasi sono previste chiusure parziali di tribune e curve che riducono la larghezza dei percorsi di fuga sotto i minimi di legge.
Presenza di mezzi d’opera: il transito di macchinari pesanti nelle aree adiacenti ai settori in uso aumenterebbe i rischi per gli spettatori.
- Riduzione non programmabile della capienza: con possibile alterazione del sistema settoriale e rischio di commistione tra tifoserie.
Rischi fisici: polveri, vibrazioni, rumore e potenziale caduta di materiali dalle zone di lavorazione.
Presìdi di sicurezza non garantiti: difficoltà nel mantenere sempre accessibili antincendio e primo soccorso.
Problemi di ordine pubblico: recinzioni di cantiere e modifiche ai percorsi di accesso/deflusso genererebbero tensioni e criticità operative per le Forze dell’Ordine.

Le macrofasi dei lavori

A rendere ancor più difficile la convivenza tra lavori e attività sportiva, ci sono anche le macrofasi dei lavori:
costruzione delle nuove Curve Nord e Sud con strutture prefabbricate;
riconfigurazione della Tribuna Est per ospitare il settore ospiti;
- riduzione della capienza da 21.116 a 15.557 posti al termine della Fase 1.

Le macrofasi operative, secondo la relazione, incidono direttamente su settori utilizzati dal pubblico, vie di fuga, aree di servizio e zone adiacenti al campo. La proposta è chiara: sospendere integralmente l’attività sportiva nello stadio per tutta la durata dei lavori. La relazione aggiunge che non è esclusa la revoca della convenzione approvata nel 2023. A quel punto si aprirebbe il tema - inevitabile - di una sede alternativa per le gare interne.

Sezione: Girone C / Data: Mar 09 giugno 2026 alle 09:55
Autore: Carmine Rossi
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