La Scafatese parte con il piede giusto e lo fa su un campo prestigioso. La squadra di Giovanni Ferraro ha superato 2-1 la Salernitana all'Arechi, conquistando il passaggio del turno in Coppa Italia Serie C grazie alle reti di Ciro Palmieri e Lucas Dambros. Al termine della gara, l'allenatore gialloblù ha analizzato la prestazione dei suoi ragazzi.
Ferraro ha commentato così il successo: "Penso che oggi abbiamo fatto una prestazione importante contro una squadra importante come la Salernitana. Credo che con questa vittoria prendiamo un po' di consapevolezza del campionato che affrontiamo, perché alla fine è un campionato difficile. Però ho visto i ragazzi con voglia, stavano in palla e soprattutto, anche nei momenti di sofferenza, siamo stati bravi a soffrire".
L'allenatore si è poi soffermato sulle scelte tattiche: "Siamo partiti con un 4-3-3, poi ci siamo messi con un 3-5-2 per andare proprio sui riferimenti della Salernitana, perché all'inizio Dambros si è abbassato troppo sul quinto. Faccio i complimenti ai ragazzi: siamo da 40 giorni in ritiro, abbiamo fatto diverse amichevoli. Questa vittoria non ci deve far alzare la testa, perché alla fine abbiamo ottenuto un passaggio del turno in Coppa Italia. Sono contento per la prestazione, per i tifosi, per il presidente e per la squadra. Vincere oggi a Salerno è davvero un bel successo e un grande orgoglio".
Ferraro ha quindi analizzato le situazioni che hanno permesso alla Scafatese di mettere in difficoltà i granata: "Avendo Palmieri e Dambros, due giocatori che nel duello sono molto bravi, con loro che giocavano con una difesa a tre, quando Villa accompagnava potevamo affrontare il centrale nell'uno contro uno. Però non credo che la Salernitana abbia punti deboli, credo che sia stato merito della Scafatese. Oggi abbiamo fatto la partita che dovevamo fare: una partita attenta, con applicazione. Quando abbiamo preso il 2-1, la Salernitana poteva fare il 2-2, hanno avuto sette o otto calci d'angolo. È stata una partita viva".
Ferraro: "Questa vittoria deve essere un punto di partenza"
Il successo dell'Arechi non cambia però gli obiettivi dell'allenatore: "Penso sia giusto parlare della Scafatese per i ragazzi che hanno ottenuto questa vittoria importante. C'era tanto pubblico arrivato da Scafati e abbiamo un presidente che è al primo anno in questa categoria. Questa vittoria deve essere un punto di partenza, perché non è che uno vince a Salerno e pensa di aver risolto qualcosa. Questa vittoria viene fatta, viene accantonata e poi comincia il campionato. Sono partite diverse e lì contano davvero i punti".
"Bisogna guardare soprattutto alla prestazione, perché c'era un caldo terribile e non è facile per i ragazzi, a questo punto della preparazione, esprimersi già così. Per quanto riguarda il mercato abbiamo un direttore, Fusco, che è sempre attento. Se qualcuno viene a rinforzare la rosa, ben venga. Il nostro presidente è una persona ambiziosa nella vita ed è giusto che lo sia, perché questo suo modo di vedere il calcio ci dà una spinta in più".
Ferraro mantiene però ben chiara la priorità per la stagione: "Penso che l'obiettivo della Scafatese sia quello di raggiungere la salvezza il prima possibile. Una volta raggiunta la salvezza, poi si fanno tutti gli altri ragionamenti. Queste vittorie a volte possono farti perdere di vista l'obiettivo. Per me, invece, bisogna volare bassi e stare concentrati, perché le partite sono diverse da affrontare. Oggi abbiamo fatto una partita attenta, di sofferenza, e siamo stati bravi nelle ripartenze. Forse nel primo tempo, se non sbagliamo un paio di scelte nell'ultimo passaggio, possiamo fare anche il terzo gol e sarebbe stata una partita diversa".
Ferraro: "I cinque cambi possono cambiare l'aspetto di una partita"
L'allenatore ha poi spiegato la scelta di sostituire tutti e tre gli attaccanti nel corso della ripresa: "Ho tolto i tre attaccanti perché, dopo un'ora di partita e una pressione così, ho messo altri tre attaccanti per cercare di dare vivacità all'attacco e soprattutto per mantenere un po' la palla. In una squadra come la nostra, gli interni di centrocampo e i tre attaccanti sono i giocatori che fanno più metri e più distanze. Avere una panchina importante è fondamentale ed è giusto che a mezz'ora dalla fine si facciano dei cambi per mettere dentro persone che hanno ritmo e possono mantenere la palla".
"Già l'anno scorso e anche in passato ho sempre fatto cambi in avanti, non perché uno giochi bene o male. Penso che dopo 60 minuti, se hai fatto una prestazione importante, sia giusto avere una panchina che possa darti soluzioni diverse. I cinque cambi oggi possono cambiare proprio l'aspetto di una partita. È importante avere un gruppo, fare delle rotazioni e dare a tutti la possibilità di rendere al proprio massimo".
Ferraro: "La Serie C? Le etichette ce le mettiamo noi"
Infine, Ferraro ha parlato dell'opportunità di misurarsi nuovamente tra i professionisti: "Quest'anno è un campionato diverso, è un campionato di Serie C. La Scafatese mi ha dato la possibilità di potermi confrontare in questo campionato, anche se due anni fa sono subentrato a Sorrento per 13-14 partite, raggiungendo una salvezza importante. Nel mio passato, sia a Catania quando ho vinto il campionato sia a Giugliano quando ho vinto il campionato, l'anno dopo non ci sono stati i presupposti per continuare un progetto. Devo ringraziare il direttore e il presidente che mi hanno dato questa possibilità e io ci metterò tutto per cercare di fare bene".
E conclude: "Gli allenatori vengono sempre giudicati dal risultato. Siamo quelli che sbagliano il modulo, la tattica, i cambi, perché siamo sempre sotto gli occhi di tutti. Però credo che, se lavoriamo con umiltà, con lo staff e tutti insieme, un obiettivo si possa raggiungere. In Serie C non si gioca con due palloni. A volte diamo delle etichette alle persone: 'questo è un giocatore di categoria', 'questo è da Serie D', 'questo è un allenatore da Serie D'. Ma sono etichette che ci mettiamo noi, perché poi bisogna dare alle persone la possibilità di confrontarsi con la categoria e dimostrare se sono adatte oppure no".
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