Da "guardiano" a playmaker della squadra, com'è cambiato il ruolo del portiere nel mondo del calcio negli ultimi anni.
Il portiere è da sempre l'unica vera sentinella del calcio, l'uomo con la maglia diversa, l'estremo difensore che vive una partita di solitudine e attimi di eroica lucidità. Per decenni, il suo ruolo è stato codificato in modo semplice: parare e bloccare. I grandi del passato come l'italiano Dino Zoff, campione del Mondo a 40 anni nel 1982, e il tedesco Sepp Maier, noto come "il Gatto di Anzing", incarnavano perfettamente questa figura: riflessi felini, senso della posizione impeccabile e un carisma rassicurante tra i pali. Erano maestri nell'arte di rendere l'impossibile una parata di routine.
La vera rivoluzione tattica arrivò con una modifica regolamentare epocale: il divieto di prendere con le mani il pallone su un retropassaggio con i piedi nel 1992. Questa norma trasformò la figura del portiere da puro "parapalloni" a un vero e proprio calciatore aggiunto. Da quel momento, essere abili con i piedi non fu più un optional, ma una necessità vitale. Il portiere dovette imparare a gestire la pressione e a partecipare attivamente alla costruzione della manovra, diventando il primo regista della squadra.
Figure come Iker Casillas e Gianluigi Buffon hanno traghettato il ruolo in questa nuova era. Buffon, in particolare, ha unito la tradizione, fatta di una potenza fisica straordinaria e una continuità di rendimento eccezionale, con la modernità, affinando il gioco con i piedi e la leadership. Il suo soprannome "Superman" era il riassunto perfetto della sua figura dominante, in grado di compiere parate decisive e al contempo guidare l'intera difesa.
Oggi, l'archetipo del portiere moderno è rappresentato da un calciatore completo, che non solo difende la porta, ma che opera come un vero e proprio libero. Il tedesco Manuel Neuer ne è stato il pioniere, interpretando il ruolo con un'aggressività e una propensione all'uscita fuori area mai viste prima, al punto da meritarsi l'appellativo di "sweeper-keeper". Questo modello ha influenzato tutti i numeri uno attuali, dal belga Thibaut Courtois, eccellente per altezza e reattività, al nostro Gianluigi Donnarumma, "Gigio", che a dispetto della giovane età ha già dimostrato leadership e capacità di parata fuori dal comune.
I miti immortali del guanto e l'erede italiano
Non si può parlare di portieri senza onorare l'unico estremo difensore ad aver conquistato il Pallone d'Oro: Lev Yashin, il "Ragno Nero". L'icona sovietica, premiata nel 1963, è stata una figura rivoluzionaria non solo per le sue parate spettacolari e la sua agilità, ma perché fu tra i primi a rompere l'isolamento tra i pali, guidando la difesa e uscendo dall'area per anticipare gli avversari, anticipando di decenni il concetto di portiere moderno. Insieme a lui, Ricardo Zamora è spesso citato per aver elevato il ruolo a un'arte negli anni '20 e '30. L'Italia, fucina di talenti nel ruolo, vanta in Donnarumma l'erede di questa gloriosa storia. Dopo aver raccolto il testimone da Buffon in Nazionale, Gigio si è affermato come un punto fermo del calcio europeo. Il suo trionfo a Euro 2020 con l'Italia, dove è stato eletto miglior giocatore del torneo, ha cementato la sua posizione tra i grandi contemporanei.Latina, Porro come Palacio e Walker
Nel match di Coppa Italia tra Arezzo e Latina, Porro è diventato l’eroe inaspettato e indiscusso della partita calandosi perfettamente nel ruolo più importante e nel momento più delicato della gara. Infatti il centrocampista è stato scelto per sostituire il portiere Basti, espulso al 91esimo della gara proprio prima dei calci di rigore. Con il rigore parato a Righetti, il centrocampista si è regalato una notte da sogno, portando il Latina ad accedere ai quarti di finale della Coppa Italia Serie C. Prima di lui però ci sono stati dei precedenti. Altro giocatore di movimento finito tra i pali, e con un passato all’Inter, è Felipe Melo che, durante la sua esperienza al Galatasaray, finì nel cuore dei tifosi per una grande prestazione contro l’Elazigspor. Il brasiliano prese il posto di Muslera, espulso, e respinse il rigore di Turkdogan: 1-0 finale per il Galatasaray e grande festa dei compagni. Tra gli eroici portieri “improvvisati” un posto d’onore spetta sicuramente a Di Michele. L’ex Udinese, nel corso del ritorno degli ottavi di Coppa Italia contro il Lecce, si offrì di prendere il posto di Handanovic, espulso al 90′ per fallo da rigore. Dagli undici metri si presenta Vucinic che però si fece ipnotizzare dall'attaccante italiano.Altre notizie - News Calcio
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