Giuseppe Mangiarano, direttore generale della Ternana Calcio, è intervenuto nel corso della trasmissione “Ternana Time”  per fare il punto della situazione sul club rossoverde. Che intanto il 22 maggio vivrà un'altra giornata cruciale, con la seconda asta fissata dal Tribunale di Terni. Intanto, come annunciato dallo stesso sindaco Bandecchi, si fa largo anche un'altra ipotesi, legata all'acquisizione del titolo sportivo dell'Orvietana, club della provincia di Terni attualmente in Serie D

Temi delicati, che il dirigente rossoverde ha affrontato così, secondo quanto riportato da ternananews.it: “Oggi la Ternana è una società appetibile da un punto di vista economico. Abbiamo i conti trasparenti e la certezza che non ci saranno sorprese. Dal primo luglio 2028 la Ternana avrà zero euro di contratti in essere”.

Mangiarano è poi tornato sul sacrificio compiuto da dipendenti, dirigenti e calciatori, che hanno rinunciato a una parte cospicua degli stipendi: “C’è stato un grande sacrificio economico da parte di tutti, rinunciando a una parte delle loro spettanze hanno permesso di abbassare il monte debiti di quasi 1,5 milioni di euro. È una situazione unica in Italia: si può dire che i dipendenti si sono ‘ricomprati’ l’azienda”.

L'ex Reggina si è quindi soffermato sul valore economico e sportivo della società: Il valore di una squadra di Serie C come la Ternana non è assolutamente inferiore ai 2,9 milioni di euro richiesti come base d’asta. Per acquistare il Livorno in Serie D servono non meno di 3 o 4 milioni di euro, a cui aggiungere i debiti sconosciuti. Il Cosenza ha un debito accertato di 8 milioni e una valutazione totale di circa 12 milioni, pur non avendo un progetto stadio o impianti di allenamento di proprietà”.

Mangiarano: "Mi chiedo se il calcio a Terni interessi davvero”.

Il direttore generale ha affrontato anche il tema stadio, e non è mancata una riflessione sull'interesse da parte del territorio: Posso dire con certezza che lo stadio si farà: la convenzione di 44 anni per l’abbattimento, la costruzione e la gestione dello stadio è in vigore. Il Tribunale Amministrativo Regionale dell’Umbria non ha bocciato il progetto in toto, ma ha giudicato sbagliata la procedura di accreditamento. Negli ultimi anni a Terni sono stati spesi milioni di euro dalle proprietà precedenti, eppure oggi emerge un totale disinteresse dell’imprenditoria locale di fronte a una società con i conti trasparenti e certificati. Questo mi fa chiedere se il calcio a Terni interessi davvero”.

Prosegue: "Chi pensa di far fallire il club per ripartire dal basso non calcola che costerebbe milioni di euro vincere campionati come l’Eccellenza o la Serie D per tornare tra i professionisti".

“Campionato portato a termine solo grazie al Tribunale di Terni"

Mangiarano ha poi riavvolto il nastro sugli ultimi mesi vissuti in casa Ternana: “I problemi e i mal di pancia sono iniziati lo scorso 16 dicembre, quando la proprietà stava valutando l’opportunità di proseguire o meno il suo impegno. Se la Ternana ha terminato il campionato lo si deve unicamente al Tribunale di Terni. Dopo l’assemblea dei soci che aveva decretato la liquidazione volontaria, ho chiesto personalmente all’allora amministratore unico Forti di revocare la delibera che avrebbe portato alla cancellazione della Ternana”.

Sul futuro: “Entro le ore 12:00 del 21 maggio è necessario depositare il 10% della base d’asta. Se a quell’ora non dovessero esserci offerte depositate, l’asta del giorno dopo andrà tecnicamente deserta. Se dovesse accadere ciò, il 26 maggio potrebbe terminare l’esercizio provvisorio concesso dal tribunale. Quindi il 28 maggio la Federazione revocherebbe l’affiliazione della Ternana, determinando la fine immediata dell’attività agonistica di tutte le squadre, comprese le giovanili. So che le normative federali consentono la possibilità di acquisire un titolo di Serie D di un club del territorio, ma è uno scenario che nemmeno guardo. Il mio unico e solo obiettivo è quello di tutelare e provare a salvare la Ternana". 

Sezione: News / Data: Mar 19 maggio 2026 alle 15:00
Autore: Gabriel Macis
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