Antonio Floro Flores e Aniello Cutolo hanno saputo reinventarsi dopo una brillante carriera da calciatori. Nel 2026 il primo è diventato allenatore del Benevento e ha dominato il girone C di Serie C, riportando i giallorossi in Serie B. Aniello Cutolo, invece, ricopre il ruolo di direttore sportivo ad Arezzo: la piazza in cui ha incantato da calciatore tra C e B a suon di prodezze. Ha intrapreso questo ruolo nel 2022 e ha un contratto valido fino a giugno 2028. Da dietro la scrivania ha saputo regalare a Bucchi la squadra ideale per vincere il campionato al foto finish.
Lo storico procuratore dei due, da calciatori, Paolo Palermo ha raccontato il loro percorso a LaCasadiC.com. Ci ha tenuto a precisare che al suo fianco c'è stato anche l'avvocato Mario Fogliamanzillo. Questa storia inizia a Napoli, Floro Flores e Aniello Cutolo sono amici sin dall'infanzia, cresciuti nello stesso quartiere (il Rione Traiano) con un solo obiettivo: diventare calciatori. Il percorso calcistico di Floro Flores comincia tra le giovanili del Posillipo, dove viene seguito attentamente da Paolo Palermo che al tempo era il direttore sportivo del club campano. "Sin da piccolo era un giocatore fuori dal comune. Si parlava di contatti con il Genoa ma alla fine non si convinsero, poi lo portammo al Napoli. Era il suo sogno giocare per la squadra per cui ha sempre fatto il tifo".
Giocare nel Napoli è sempre stato il sogno di Floro, desiderio nel cassetto che aveva in comune anche l'amico Aniello. La vera storia inizia qui. Paolo Palermo diventa procuratore e fa le veci di Floro Flores, nelle giovanili del club azzurro c'è un altro ragazzo più che promettente. Il capitano del Napoli: Aniello Cutolo. Tra i due nasce subito un grande rapporto anche in campo e Palermo prende sotto la sua ala protettiva anche Cutolo. "Nello è stato in Primavera ma non ha esordito in Serie A, il Napoli non ci ha creduto purtroppo. Lo volevo portare in Serie D a 17 anni ma c’era il Benevento in C1 di Spatola che credeva parecchio nei giovani". Poi, l'aneddoto: Il procuratore gli propose di andare a Benevento e lui gli disse “Che devo fare con questo Benevento?”.
Alla fine però Cutolo si convinse e si trasferì al Benevento, al tempo denominato come Sporting Benevento. In maglia giallorossa si mette in mostra e nel frattempo Floro Flores fa anche il suo esordio tra i grandi. Debutta all'Olimpico contro la Roma, mentre la sua prima gara da titolare in maglia Napoli avverrà al Maradona (al tempo San Paolo) contro il Milan. "Quando Floro è esploso in Serie A con il Napoli a 17 anni, mi sono dovuto impegnare molto per gestire un calciatore di quel talento". I tre sono stati da sempre legati da un rapporto che è andato oltre quello professionale. Sono diventati quasi come una famiglia. "Ho avuto tanti calciatori ma come loro mai nessuno, eravamo inseparabili".
L'arezzo per Cutolo e Floro Flores
Un pizzico di rammarico nella carriera di Cutolo, però, c'è stato. "Nello non ha giocato in A ma è stato tra i più forti della B negli ultimi 10 anni, al giorno d' oggi giocherebbero insieme in Nazionale lui e Floro". Dopo il Napoli, Cutolo e Floro Flores si sono poi ritrovati ad Arezzo. Quella piazza rimarrà sempre speciale per entrambi, con loro Floro ha avuto modo di esprimersi sempre ad alti livelli. Per Cutolo, invece, il percorso è stato molto più lungo. La prima parentesi ad Arezzo non andò come previsto. "L’Arezzo mi aveva chiamato per Cutolo, che aveva fatto 14 gol da gennaio alla Lodigiani. Io decisi di portarli entrambi, in Serie A c’era la Lazio che aveva chiesto Floro ma giocava con il 4-4-2 ,con due attaccanti, e c’erano già Rocchi e Tare. Forse non avrebbe giocato. Ad Arezzo invece fece 15 gol con Antonio Conte in panchina. Si realizzò il mio desiderio di vederli insieme ma Nello non giocava titolare e a gennaio mi chiamò il Verona e si separarono".
Cutolo, però, di certo non si arrese. Nel 2017 è poi tornato ad Arezzo da calciatore dove ha fatto benissimo sia in Serie C che in Serie B. Il club toscano è stato l'ultimo in cui abbia militato come calciatore e il suo percorso "dietro le quinte" ha avuto inizio proprio ad Arezzo. Nel 2026 è stato protagonista della promozione che ha visto il club amaranto lottare punto a punto contro l'Ascoli. Ad averla vinta però sono stati i ragazzi di Bucchi, in casa, nell'ultima gara della regular season.
Gli elogi di Palermo
Paolo Palermo ha poi elogiato i due per il loro modo di approcciare a queste nuove esperienze. "Cutolo ha fatto un lavoro incredibile, è un enciclopedia umana e conosce tutti i calciatori. Io gli ho sempre detto di fare il ds dopo. Floro invece non sapeva che avrebbe voluto fare l’allenatore ma ha fatto benissimo. Deve comunque dimostrare ancora, per come gioca la squadra è stato bravissimo. Come ho visto il Benevento, mi sembrava di vedere una squadra di Serie A. Per come affrontano gli spazi e come giocano sono già una squadra di Serie A, è una bella storia. È un segno del destino che abbiano vinto entrambi insieme dopo aver smesso, gli auguro una carriera ancora più brillante e possono arrivare in Serie A".
Conclude: "Non lascio andare via i giovani perché sono quelli che ti lasciano più soddisfazioni. Crescono e mettono in atto nelle interviste e nei modi di fare ciò per cui possono migliorare. Abbiamo una serie di giovani molto interessanti e stiamo facendo di tutto parallelamente alle proprie società per farli diventare calciatori. La mentalità da calciatore non si può acquisire a caso. Bucchi ha detto che i calciatori arrivano in Serie A per un motivo cognitivo, non tanto per qualità. C’è chi apprende prima e chi dopo ma è molto più soddisfacente". Futuro insieme in Serie A? "Sarebbe riprendere il mio desiderio, speriamo possa succedere perché loro due si stimano e si vogliono bene. Magari al Napoli".
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