In casa Livorno è tempo di parole. Quelle di Cristiano Lucarelli che, in sala stampa, ha di fatto iniziato la sua nuova avventura alla guida del club toscano. A introdurre la conferenza è il presidente Joel Esciua, che ha espresso tutta la sua gioia per l'arrivo dei fratelli Lucarelli: "Quando le cose nascono dal profondo dell'anima e sono sostenute dall'abbraccio di un'intera città che ha fortemente voluto questo momento, allora ci credo fino in fondo. Ieri abbiamo accolto Alessandro, oggi diamo il benvenuto a Cristiano. Questo significa ricomporre una storia che poche città in Italia, per passione, amore e appartenenza al calcio, possono dire di aver vissuto. Poterla ricostruire oggi ci trasmette un grande senso di serenità, ma allo stesso tempo ci carica di un'enorme responsabilità. È un obbligo morale, una vera missione. Poter riunire i fratelli Lucarelli, insieme a una dirigenza di grande livello e a uno staff tecnico che Cristiano presenterà nei prossimi giorni, rappresenta un momento storico. Vogliamo rendere questa stagione una stagione storica. Faremo tutto ciò che è nelle nostre possibilità. La società darà all'area tecnica tutto il supporto necessario per costruire qualcosa di importante. Lo faremo insieme. Per Livorno."
A prendere la parola, finalmente, ecco Cristiano Lucarelli: "Sarebbe stato sicuramente meglio essere annunciato come nuovo centravanti del Livorno, però devo dire che anche essere nominato allenatore della squadra del cuore non è affatto male. Rispetto all'ultima esperienza, quando probabilmente arrivò il tifoso Lucarelli, oggi arriva l'allenatore Lucarelli. Quindi scusatemi se qualche volta sarò anche un po' cattivo, ma il mio compito è fare l'allenatore e prendere le decisioni migliori per il Livorno". Non manca il pensiero a Protti: "Quest'anno, almeno per me, ma penso anche per molti di voi, rappresenta uno spartiacque. Se a livello religioso si parla dell'anno prima di Cristo e dopo Cristo, per me questo è l'anno dopo il nostro Cristo, e sappiamo tutti di chi sto parlando.Questa stagione nasce con la voglia di onorare una persona che è stata un punto di riferimento per tutti noi, non solo dentro il campo, ma soprattutto fuori dal campo. Tutte le energie, da parte di tutti noi, devono essere rivolte a ciò che lui desiderava più di ogni altra cosa: il bene e i risultati del Livorno Calcio".
Proesgue Lucarelli: "Io, di base, l'ho sempre detto: avrei preferito svolgere la mia professione lontano da Livorno. Per una serie di motivi. Per me questa città era il luogo dove tornare la domenica e il lunedì, stare con gli amici, parlare di tutto e, quando possibile, venire a vedere il Livorno. Questa era la mia idea. Fino al 12 giugno, alle nove e mezzo del mattino, tornare ad allenare il Livorno non era minimamente nei miei pensieri. Poi quello che è successo in città ha cambiato completamente tutto. Ha ribaltato ogni prospettiva. Dopo quel 12 giugno, quando ho capito determinate cose, sono stato io a fare il primo passo. Ho mandato un messaggio dicendo: «Se vuoi, tendo la mano a te e al Livorno». L'ho fatto perché un amico me lo ha chiesto. E, davanti a una richiesta così, non potevo voltarmi dall'altra parte".
Sulla stagione: "Intanto mi devo abituare all'idea che, in questa esperienza, mio fratello sarà il mio direttore sportivo. Vi assicuro che non è facile da metabolizzare. C'è anche un po' di scaramanzia, perché le uniche due volte che abbiamo lavorato insieme le cose sono andate molto bene: una volta io sono stato capocannoniere in Serie A e lui ha stabilito il suo record di gol in una stagione, l'altra abbiamo vinto un campionato insieme. Diciamo che i precedenti sono positivi. Poi, rispetto agli altri direttori sportivi, con lui ho anche un vantaggio: se non mi prende i giocatori giusti, almeno so con chi prendermela. A parte gli scherzi, è una bellissima esperienza. Devo però dire con sincerità che siamo in ritardo. Lo sappiamo tutti: lo sa Alessandro, lo sa il presidente, lo sappiamo tutti. Siamo in ritardo su tante cose, ma stiamo lavorando davvero ventiquattr'ore su ventiquattro. Loro sono continuamente al telefono per contattare i giocatori che rientrano nei parametri che ci siamo dati. Se avessimo avuto la possibilità di muoverci con parametri diversi, probabilmente la squadra sarebbe già stata completata da giorni. Invece dobbiamo rispettare determinati limiti e questo rende tutto più complicato".
Lucarelli: "Costruiremo una squadra che rispecchi la livornesità, in questi anni troppe chiacchiere".
E ancora: "Sono però convinto che, grazie alla competenza e alle conoscenze di Alessandro, ai suoi rapporti con società importanti e con tanti calciatori, riusciremo, anche se con un po' di ritardo, a costruire una squadra all'altezza. Io voglio una squadra coraggiosa, perché per giocare certi campionati e certi derby serve coraggio. Servono giocatori che abbiano il coraggio di giocare il pallone, di tentare la giocata, l'imbucata, l'uno contro uno. Giocatori che rischiano, perché sono quelli che fanno appassionare la gente. Voglio una squadra cattiva, aggressiva, che rispecchi la livornesità. Ci sono giocatori livornesi che hanno davvero queste caratteristiche, così come ce ne sono altri che, pur essendo livornesi, magari non hanno quella mentalità. Per questo dico che quest'anno rappresenta una grande opportunità. È una stagione importante e particolare. Se c'è qualche ragazzo livornese che sogna di diventare il nuovo Lucarelli, il nuovo Protti o uno dei simboli di questa maglia, questo è il momento giusto per dimostrarlo. Se c'è qualcuno che vuole dare una mano al Livorno, condividendo i nostri principi e i nostri valori, le porte sono aperte".
Lucarelli risponde anche su quella che sarà l'organizzazione: "Devo dire che il presidente, per ora, non mi ha fatto richieste particolari e questo è già importante: significa partire con il piede giusto. Ci siamo confrontati su alcuni aspetti che per me sono fondamentali, soprattutto sotto il profilo organizzativo. Ho chiesto che si eviti qualsiasi forma di confusione e che eventuali problemi vengano gestiti internamente, senza alimentare polemiche. Da tifoso, in questi anni ho sentito troppe chiacchiere e so bene che, quando certe situazioni non vengono controllate, finiscono per creare difficoltà. Per questo ho chiesto particolare attenzione nella gestione del gruppo e dei calciatori. Il presidente mi ha assicurato che farà tutto il possibile affinché l'organizzazione della società sia all'altezza, evitando disordine e tensioni inutili. Per quanto riguarda le garanzie tecniche, credo che siamo soprattutto noi a doverle dare alla società. Il budget è quello che è e non possiamo fare diversamente. Toccherà ad Alessandro, a Doga e a me lavorare con idee, competenza e sfruttando al massimo le relazioni costruite nel mondo del calcio per allestire una squadra divertente, coraggiosa e con quelle caratteristiche che i livornesi si aspettano". Poi aggiunge sul discorso Salary Cap: "Non voglio fare una polemica, secondo me è una riforma intelligente e necessaria, nata per evitare le difficoltà economiche che hanno colpito tante società negli ultimi anni. Per il 90% è scritta molto bene. L'unico limite è che le squadre retrocesse dalla Serie B partono con un vantaggio enorme grazie ai maggiori ricavi. Possono avere un budget di 10-12 milioni di euro, mentre altre società arrivano a circa 1,7 milioni lordi. Per questo, secondo me, sarebbe stato giusto prevedere una clausola che permettesse a tutti di partire dalla stessa linea. Lo dico senza polemica, perché apprezzo questa innovazione, ma su questo aspetto non c'è parità. Quel giorno - ripensando al saluto dello stadio a Protti - non ero nelle condizioni di pensare al mio futuro. Nella poca lucidità che avevo, mi ha colpito soltanto rivedere lo stadio pieno come ai tempi migliori. Con un Armando Picchi così, per noi sarà molto più semplice e per gli avversari molto più difficile fare risultato a Livorno".
Lucarelli: "Chi viene a Livorno deve essere pronto a dare tutto. Ritorno di Pavoletti? Io dico che..."
Prosegue Lucarelli: "Con alcuni giocatori ho già parlato, ma le parole contano fino a un certo punto. Sarà il campo a stabilire chi ha davvero le caratteristiche per far parte del gruppo. Mi interessa vedere come i ragazzi affronteranno allenamenti e partite, con intensità, carattere e voglia di sacrificarsi. Vogliamo proporre un calcio offensivo, quindi serviranno giocatori capaci di sostenere ritmi alti per tutta la gara, ma anche di abbinare qualità tecnica e intensità, come richiede il calcio moderno. Con Alessandro e Doga abbiamo individuato la priorità del mercato: il reparto offensivo. L'esperienza mi ha insegnato che una squadra cresce quando davanti ha giocatori che fanno la differenza e trasmettono fiducia a tutto il gruppo. Prima costruiremo uno zoccolo duro e un'identità, poi completeremo la rosa. Il maggiore investimento sarà destinato all'attacco: negli altri reparti potremo puntare anche sui giovani, ma davanti dobbiamo avere quattro giocatori in grado di mettere ogni domenica in difficoltà le difese avversarie". E scherza su un possibile ritorno di Pavoletti: "Magari. Ho letto una sua intervista recentemente e lui stesso ha detto di avere qualche problema fisico. Io dico sempre che, se sei livornese e vieni a giocare a Livorno, la prima domanda che devi farti è: «Ho ancora il motore per uscire da quel sottopassaggio?» Bisogna arrivare solo nelle migliori condizioni fisiche possibili, perché la gente, per amore del Livorno, vuole vedere giocatori che danno tutto fino all'ultimo minuto. Devi uscire dal campo solo quando qualcuno ti dice che la partita è finita. Le porte sono aperte, ma servono garanzie. Io stesso, quando ho capito di non poter più fare 22, 24 o 25 gol in Serie A, ho preferito farmi da parte e lasciare un ricordo positivo".
Sugli infortuni: "L'anno scorso ce ne sono stati pochissimi, mentre l'anno prima qualcuno in più. Dipende dal preparatore atletico, dal mister e da come si lavora. Non avere nessun infortunio, a volte, può anche voler dire che non si è spinto abbastanza negli allenamenti. Vogliamo giocatori che abbiano gamba. Giovani, certo, ma anche i meno giovani dovranno correre e mettersi al servizio del gruppo e del progetto". Poi spiega: "La cosa singolare è che questa doppia operazione era completamente slegata. Non sono venuto perché c'era lui e lui non è venuto perché c'ero io. Ieri il presidente e Alessandro hanno confermato che parlavano da due o tre anni, ma in tutto quel periodo non si è mai parlato della possibilità che io allenassi il Livorno. A casa mia voglio fare una certa figura. L'ultima esperienza non è andata come avrei voluto e forse oggi sono ancora più esigente. Oggi i migliori giovani delle Primavera e delle Under 23 vanno in Serie B. Quelli davvero forti non vengono più dati in prestito facilmente e, se li vuoi, li devi pagare. Io non guardo tanto all'età. Conta chi dimostra di poter dare di più". E conclude: "Quando si parla di Livorno troviamo sempre grande apertura da parte dei giocatori, perché questa è una piazza che ha un fascino particolare. Allo stesso tempo, però, ci sono anche le richieste economiche da soddisfare e lì sta la difficoltà. Il nostro compito sarà trovare la formula giusta per conciliare le esigenze del club con quelle dei calciatori e portarli a Livorno.Voglio aggiungere una cosa: Livorno è una piazza che forma i giocatori. Chi riesce ad affermarsi qui è pronto per giocare ovunque. Per questo credo che, per un giovane di valore, possa essere più utile venire a Livorno e trovare spazio, piuttosto che andare in Serie B senza giocare. Qui può crescere, maturare e prepararsi al salto nelle categorie superiori. Lo dimostra la storia: tanti giovani passati da Livorno hanno costruito poi carriere importanti. Questa è una piazza che ti forma, dal punto di vista tecnico, caratteriale e umano. Noi, prima di tutto, cercheremo di essere professionali e faremo tutto il possibile per costruire un progetto serio e credibile".
Altre notizie - News
Altre notizie
- 14:55 LiveCalciomercato Serie C, le trattative di sabato 11 luglio | LIVE
- 14:26 Ultim'oraAlbinoLeffe, in definizione il trasferimento di Abdel Zagre dal Ravenna
- 14:13 UfficialeBarletta, adesso è anche ufficiale l'arrivo di Antonello Vona
- 13:30 Spezia, il ds Angelozzi: "Turati era la mia prima scelta. Mercato? Pronti 7 nuovi arrivi"
- 13:13 Ultim'oraBarletta, fatta per l'arrivo di Antonello Vona dal Latina. Ufficiale la conferma di Bizzotto
- 13:09 Casarano, nelle prossime ore l'ufficialità di Cajazzo al Mantova e Cerbone all'Hellas Verona
- 12:42 Cosenza, interesse per Antonio D’Alena del Casarano
- 12:24 Turati: "Catanzaro? Si è fatto casino. Spezia scelta naturale"
- 11:20 Livorno, Lucarelli: "Pavoletti? Magari. Qui per Igor Protti"
- 11:15 Cavese, dialoghi con l'Avellino per Manzi e Panico
- 10:48 Cavese, Masitto: "Mi sento fortunato a essere in questa piazza"
- 09:30 Scafatese, ufficiale l'arrivo di Francesco Forte tra i pali
- 09:25 Giugliano, il DS Antonazzo: "L'arrivo di Marchisano mi rende orgoglioso"
- 09:24 "Il calcio del popolo": dall'Ostiamare... al Fulham, quando le squadre di quartiere giocano tra la propria gente
- 09:23 Livorno, il DS Lucarelli: "Dionisi non farà parte del progetto"
- 22:25 Il Livorno pensa ad Anthony Partipilo: la situazione
- 21:15 Inter U23, contatti per il rinnovo di Bovio: la situazione
- 20:41 Cosenza, fatta per Coppitelli: sarà il nuovo allenatore dei calabresi
- 19:58 UfficialeBarletta, ufficiale l'arrivo di Easton Ongaro
- 19:50 Catania, Longo: "Vorrei la forza di Sant'Agata e la cura dell'elefante. Dobbiamo prenderci ciò che meritiamo"
- 19:00 Livorno, il ds Alessandro Lucarelli si presenta: "Questi colori sono quelli più importanti della mia vita"
- 18:42 Il Monopoli ha il suo nuovo portiere: in arrivo Tommasi dal Trento
- 18:29 Il Barletta non si ferma: tentativo Candelari dello Spezia
- 17:21 UfficialePotenza, ufficiale l'arrivo di Augusto Bando
- 16:54 Ultim'oraFolgore Caratese, è fatta per Di Dio dal Casarano
- 16:41 UfficialeRavenna, ufficiale l'arrivo di Maggio dalla Reggiana
- 16:28 Ultim'oraCasarano, è fatta per la cessione di Cajazzo al Mantova
- 16:13 Ultim'oraAtalanta, Italeng verso il prestito alla Folgore Caratese
- 16:07 UfficialeScafatese, ufficiale l'arrivo di Novella. Per la porta firma Forte
- 16:03 UfficialeUnion Brescia, ufficiale il ritorno di Kolgecaj dal Piacenza
- 15:56 Ultim'oraDuello per Riccardo Forte: su di lui Vado e Pineto
- 15:26 UfficialeReggiana, ufficiale l'arrivo di Matteo Battistini dal Lecco
- 14:47 UfficialeCarpi, ufficiale l'acquisto dell'attaccante Tommaso Carcani
- 14:30 UfficialeRenate, ufficiale l'arrivo di Rovinelli dall'Ancona
- 13:57 Ultim'oraBarletta, contatti positivi per Partipilo: manca l'intesa con il Parma
- 13:41 UfficialeSpezia, ora è ufficiale: Marco Turati è il nuovo allenatore
- 13:19 Ultim'oraJuventus Next Gen, Di Biase al Crawley Town: si attende l'ufficialità
- 13:03 Ultim'oraPotenza, in chiusura l'arrivo di Augusto Bando dall'Ascoli
- 12:47 UfficialeCrotone, ecco l'allenatore: ufficiale la nomina di Leandro Greco
- 12:43 UfficialeTreviso, ufficiale l'arrivo di Bove dal Monopoli
- 12:00 UfficialeCatania, ufficiale l'arrivo di Luca Mihai
- 11:53 UfficialeCarpi, ufficiale l'arrivo di Vincenzo Vitale dalla Giana Erminio
- 11:34 Pergolettese, vicino l'arrivo di Pavanello dal Pisa
- 11:34 UfficialeJuventus Next Gen, ufficiale il passaggio di Faticanti all'Avellino
- 11:07 UfficialeLumezzane, ufficiale l'arrivo di Nwachukwu dall'Hellas Verona
- 11:01 Galletta può lasciare la Casertana: sondaggi di Picerno e Scafatese
- 10:00 Un portiere brasiliano per la Cavese: alla scoperta di Rafael Juwer
- 09:22 Cavese, il portiere arriva dal Brasile: chiuso Rafael Juwer dal Corinthians
- 09:03 Salernitana, rinforzo per il centrocampo: vicino l'arrivo di Malik Djibril dal Picerno
- 09:03 Barletta, si prova a chiudere per Antonello Vona del Latina