Il Lumezzane, alla quarta stagione consecutiva tra i professionisti, ha presentato alla stampa il nuovo allenatore Paolo Sammarco, reduce dall'esperienza sulla panchina dell'Hellas Verona. Nel corso della conferenza è intervenuto anche il presidente del club Caracciolo, che ha parlato della stagione precedente e degli obiettivi in vista del prossimo campionato. Di seguito le sue dichiarazioni: "Ci ritroviamo qui al quarto anno consecutivo di Lega Pro, che rappresenta sicuramente un bel traguardo. Abbiamo cambiato la guida tecnica e abbiamo il piacere di presentarvi Paolo. È stato un giocatore fortissimo, ho avuto il piacere di giocare insieme a lui. Ci ha convinto perché durante il colloquio si è presentato molto preparato e conosceva già tutto di noi, cosa che non tutti hanno fatto. Questo aspetto ci è piaciuto molto. Nonostante la giovane età ha dimostrato di avere grande esperienza e siamo convinti della scelta fatta".
In vista del lavoro da continuare a fare per manetere i risultati, sottolinea: "Abbiamo un po' ringiovanito la squadra rispetto già alla squadra giovane della passata stagione, perché questa è la nostra filosofia: siamo una società di provincia, dove ha bisogno dei giovani, ha bisogno di valorizzare i propri giovani e di trovare anche giovani che possano avere un potenziale poi da vendere, come abbiamo fatto comunque quest'anno. Siamo stati bravissimi, il direttore è stato bravo e siamo stati fortunati a trovare anche situazioni come quella di Galea che è andato in Serie A, come quella di Caccao che è andato in doppia cifra per la prima volta in Serie C e l'abbiamo dato a una squadra di Serie A. Quindi, insomma, questa deve essere un po' la nostra filosofia: trovare i giovani giusti, valorizzarli. Abbiamo anche l'aiuto di Leonardo Mantovani, che è un valore aggiunto per questa società, e quindi con un grande lavoro di team, il nostro obiettivo insomma è quello di mantenere la categoria e valorizzare più giovani possibile."
Sugli obiettivi della prossima stagione, specifica: "L'obiettivo nostro è quello di strutturarci sempre di più come società, di mantenere sicuramente il professionismo con la squadra maschile, e di crescere nel settore femminile. Sicuramente non è facile, perché ogni anno anche le altre società crescono, la competizione diventa sempre più difficile. Però, il nostro lavoro, il nostro obiettivo, la nostra ambizione è quella di confermarci. Poi speriamo di essere bravi a fare tutto ciò. Anche nel femminile: sicuramente l'obiettivo era quello di vincere, ma ogni anno diventa sempre più difficile, quindi questo poi magari lo rivedremo prossimamente. Per quanto riguarda il maschile, cambieremo l'allenatore della Primavera, dovrà esserci un collegamento importante tra prima squadra e Primavera perché il nostro obiettivo, come dicevo prima, sicuramente è quello di crescere anche i nostri giovani. Abbiamo visto anche il lavoro di Cristiano Salata, comunque diversi giovani anche del 2010, 2011 che abbiamo dato in squadre professionistiche di una categoria maggiore, quindi insomma come società da questo punto di vista stiamo lavorando abbastanza bene."
Sul come poter migliorare la prossima stagione, il presidente Caracciolo, risponde così: "Ripetersi sarà molto difficile. L'obiettivo è quello di continuare il nostro percorso. Poi vedremo a fine anno se saremo stati bravi con le scelte oppure no. Chiaro, mi piacerebbe dirti l'obiettivo è arrivare di nuovo settimi, rivincere i quattro derby, rivincere il derby nel femminile, arrivare a più 25 punti sul Brescia, arrivare secondi in classifica. Sarà molto difficile, tant'è che il destino, vedendo che abbiamo vinto quattro derby su quattro ce ne ha messo un altro. Quindi diventa sempre più difficile. Però, l'obiettivo veramente è mantenere la categoria, migliorarci anche a livello strutturale della società, e crescere. Non vogliamo smettere di crescere, sappiamo che ogni anno diventa sempre più difficile, però è anche un motivo di migliorarsi ognuno di noi"
Lumezzane, Caracciolo: "Dobbiamo guardare noi stessi e cercare di migliorarci"
In vista di come saranno composti i prossimi gironi, aggiunge: "Noi dobbiamo principalmente guardare noi stessi. Come dicevo prima siamo una società di provincia, dove diventa sempre più difficile, quindi che siamo in un girone piuttosto che in un altro, penso che quello sia un discorso che riguarda più le squadre che vogliono vincere, capire se è più difficile o facile. Noi abbiamo visto che di concorrenti ne abbiamo tanti in tutta Italia per quello che è il nostro obiettivo. Quindi ripeto, io rimarrei fisso a guardare il nostro obiettivo, la nostra struttura e guardare noi stessi e cercare di migliorarci"
Sulla domanda se la conoscenza tra presidente e allenatore, potrà aiutare la squadra, il presidente risponde così: "Noi ci siamo conosciuti a Genova, in quei 6 mesi che io ho fatto alla Sampdoria, ma avevamo due ruoli completamente diversi, io giocavo e lui faceva il dirigente. Oggi ricopriamo due ruoli dove io faccio il presidente e lui fa l'allenatore di una squadra. Quindi la cosa che ci ricordiamo, almeno parlo personalmente, è che ho di fianco una bravissima persona. Quindi questa è la base, poi come allenatore abbiamo fatto le nostre valutazioni, riteniamo sia l'allenatore adatto alla nostra filosofia, quindi sicuramente da parte mia avrà tutti i consigli di cui avrà bisogno e avrà tutte le risposte che potrò dargli. So di avere comunque un allenatore che prima di tutto umanamente è una persona fantastica, mi auguro che sia un allenatore anche che possa tornare presto in Serie A, passando da Lumezzane."
Caracciolo: "I derby sono le partite che senti di più"
Sui derby in vista della prossima stagione, il presidente commenta: "Il fatto che Brescia abbia quattro squadre nei professionisti, sicuramente è una cosa che mi fa molto piacere. Ovviamente di queste quattro squadre ce n'è una fuori categoria. Però insomma credo che avere tre squadre di C sia motivo di vanto. Poi logico che essendo tre squadre di C e quindi essendo bresciane, i derby sono le partite forse che senti di più. Ma l'obiettivo, come dicevo, da parte mia e penso anche della mia dirigenza, non è quello di primeggiare diciamo nella provincia, ma come ho detto prima il nostro unico grande obiettivo è quello di mantenere la categoria, possibilmente in modo agevole, il nostro obiettivo sicuramente non è vincere i derby, è fare una buona stagione, mantenere la categoria. Poi è ovvio che, se dovessimo ripeterci saremmo molto felici. Segno che abbiamo lavorato bene, e l'anno scorso comunque tutte e quattro le partite le abbiamo strameritate. Quindi è stata una cosa che ci ha fatto molto piacere. Però ripeto, da bresciano, avere quattro squadre di questa città nei professionisti è sicuramente una cosa di cui vantarsi."
Sul rapporto tra Bologna e Lumezzane, il presidente specifica: "È inquadrata che loro stimano il lavoro che abbiamo fatto fino ad ora. Noi stimiamo loro perché hanno dei professionisti incredibili. Leonardo ce li ha fatti conoscere. Dopodiché credo che ci sia grande stima tra le società. Sanno che se hanno qualche giovane di valore, che possa fare un percorso lo mandano volentieri in un posto dove insomma, c'è un'organizzazione che li porta a migliorare tanto. E loro li mandano volentieri e riconoscono probabilmente al Lumezzane una società che sa farli lavorare bene e sa aiutarli a crescere. Questo è il rapporto che c'è con il Bologna. Quindi grande stima oggi. Siamo contentissimi di questa conoscenza ed è motivo per migliorarsi tanto, insomma, quando tu guardi qualcuno che è più in alto di te puoi solo migliorare, no."
Lumezzane, Pesce: "Partiamo con una base abbastanza importante"
Interviene anche il direttore dell'area tecnica, Simone Pesce, su quelli che possono essere gli sviluppi del calciomercato: "Il mercato è lungo. Ipotizzare arrivi e partenze nel mercato bisogna farlo. A oggi noi partiamo con una base abbastanza importante, sicuramente, come ha detto il presidente, abbiamo ringiovanito la rosa, abbiamo inserito dei giovani che abbiamo condiviso tutti, perché la filosofia è questa. Quindi, come ho detto, la trattativa è stata veloce perché anche il mister ha condiviso questa filosofia e avendo già lavorato coi giovani per noi è stato ancora più semplice scegliere Paolo. Sicuramente ci sono dei giocatori che dovranno uscire, questo è sicuro. E qualcuno dovrà arrivare. Però per adesso partiamo, facciamo le nostre valutazioni anche col mister per poi tirare una linea."
Sul ringiovanimento della squadra il direttore commenta così: "La provincia di Brescia è una delle più grandi d'Italia e abbiamo anche visto in passato tanti giocatori che poi sono arrivati in Serie A venire fuori proprio da Brescia, quindi sicuramente è una città che ha del valore. E su questo ci stiamo lavorando, infatti in questi ultimi anni abbiamo fatto contratti a giocatori come Ferretti, Edoardo, 2007, Belvedere, Scanzi, Yassine lo porteremo in prima squadra, e poi ce ne sono anche altri. Quindi segno che abbiamo un occhio di riguardo per quelli che poi sono i nostri giovani. Quindi il lavoro è impostato, è più lungo rispetto a una prima squadra, quello del settore giovanile. Noi abbiamo iniziato qualche anno fa, i piccoli frutti li stiamo ricevendo, cerchiamo di andare avanti così e di diventare sempre più attrattivi anche per quei giovani che oggi non sono ancora nel Lumezzane."
"Sta crescendo sempre di più l'appeal di questo club"
Sul trovare talenti nel territorio di Brescia, il direttore Mantovani, specifica: "La provincia è molto grande e onestamente Brescia ha sempre fornito ragazzi al calcio per poi diventare professionisti. Qua c'è una forte inclinazione al lavoro, all'impegno, quindi non credo che sia un problema. È chiaro che cambiano un po' le cose rispetto all'epoca, anche perché noi eravamo in Serie A, il Lumezzane è in Serie C, ma io credo che stia sempre di più crescendo l'appeal di questo club per il buon lavoro che è stato fatto dal settore giovanile del Lumezzane, e anche dal lavoro che è stato fatto nell'ultima stagione e che ha creato anche molto interesse. Quindi viene visto il Lumezzane come una realtà da scegliere da parte dei giovani. Quindi questa è anche un po' la nostra speranza. Ma ripeto, è un tema che fondamentalmente è affrontato da Andrea con Sala e i ragazzi del settore giovanile."
"Ci sono delle valutazioni da fare, intanto sulla rosa che abbiamo, perché comunque il mister conosce i giocatori ma poi allenarli è diverso, ti accorgi di più delle caratteristiche e di quello che sono. Dopo credo una ventina di giorni tireremo una linea e decideremo un po' se c'è da andare a intervenire. Perché comunque, come diceva prima Paolo, lo zoccolo duro ce l'abbiamo, l'anno scorso ci hanno dato una grandissima mano, noi ce l'abbiamo in tutti i ruoli "il vecchietto", mettiamola così. Ci manca un vecchietto da sostituire che, per una nostra decisione non abbiamo rinnovato, che è Ilari. E quindi insomma adesso abbiamo rinnovato anche il capitano del Lumezzane, Pesce, quindi adesso vediamo, valuteremo. Cercheremo di fare una rosa, prima di tutto l'obiettivo deve essere che la squadra ha fame come quest'anno, voglia di raggiungere l'obiettivo della salvezza per il Lumezzane con questi ragazzi."
Mantovani: "Hanno individuato nel Lumezzane una realtà seria"
Non manca un intervento su Moscati che ha lasciato la squadra: "La scelta è che noi con Marco avevamo trovato un accordo per un rinnovo biennale, e purtroppo non ci siamo trovati, nel senso con vedute un po' differenti. Ma la nostra intenzione era quella di tenere Moscati perché prima di tutto sappiamo il valore del ragazzo, quello che ha dato al capitano e anche il valore del giocatore. Quindi non c'è stata nessuna disamina tecnica o quant'altro, insomma c'è stata una trattativa che non è andata a buon fine."
Anche il direttore Mantovani, interviene sul rapporto col Bologna: "Io ho lavorato due anni col Bologna, quindi c'è un rapporto di amicizia e di stima professionale. E quindi attraverso questo rapporto è nato, come dire, l'interesse da parte del Bologna nel Lumezzane. Loro erano alla ricerca di situazioni, di squadre che potessero valorizzare i loro ragazzi, e hanno individuato nel Lumezzane una realtà seria, strutturata, concreta, con dei professionisti come Andrea, Simone, e oggi il mister. Una testimonianza importante, per dirla tutta, è stato l'esperimento dello scorso anno, pensiamo a Stivanello. Che è venuto a giocare qui durante la stagione, prima non aveva fatto tantissime presenze nel club dove era, ed è venuto qui, ha fatto un ottimo campionato, e oggi, insomma vediamo che il Bologna è riuscito a trasferirlo in una squadra di Serie B. E quindi, è un esperimento estremamente riuscito, questo, grazie e non lo dico così tanto per l'ambiente che il Lumezzane è riuscito a fornire, a realizzare. E questo è stato apprezzato molto dal Bologna. E quindi, diciamo, c'è questa amicizia, collaborazione che si basa su questi elementi.Quindi speriamo che possa portare dei risultati positivi sia a noi che a loro"
Lumezzane, Sammarco: "Abbiamo un gruppo solido"
Interviene anche il neo-allenatore Paolo Sammarco, raccontando come si è sviluppata la trattativa che lo ha portato in rossoblù: "La trattativa è stata abbastanza rapida. Come ha detto il presidente e il direttore, ci siamo visti un paio di volte e abbiamo un po' discusso della squadra, discusso un po' di quelle che sono le mie idee, di quelli che sono i miei principi e come volevo strutturare un po' gli allenamenti, le settimane. E poi è andato abbastanza liscio tutto, ci siamo messi d'accordo subito, quindi per me c'è stato poco da pensare, fortunatamente anche per loro, e quindi abbiamo deciso insieme di intraprendere questa avventura."
L''allenatore Sammarco aggiunge: "Io credo che i giovani che sono arrivati in questo momento, o che arriveranno, hanno comunque già una piccola esperienza, o di campionati di Serie D o di Primavera in cui comunque c'è un obiettivo da raggiungere che anche lì è la salvezza. Quindi non siamo così scoperti." continua "Abbiamo comunque un gruppo solido di ragazzi, di veterani se mi permettete, che daranno una mano come l'anno scorso. Quindi quelli saranno imprescindibili, saranno importanti sia a livello di gruppo che in campo, perché comunque ci vuole qualcuno che sia di appoggio per i giovani. Sappiamo che dai giovani possiamo aspettarci anche qualche errore, quindi non dobbiamo preoccuparci, e sono convinto che dentro un'organizzazione, poi i giovani, come hai detto bene tu, portino grande entusiasmo e voglia di fare; questo deve essere la base da cui ripartire."
Sammarco: "Ho tanto ancora da studiare e imparare"
All'allenatore Paolo Sammarco, viene chiesto su cosa lo ha spinto a lasciare la Serie A, lui risponde così: "Già c'era una conoscenza pregressa con il presidente, il direttore, già di qualche anno. Quindi è stato abbastanza facile. Io non sono così presuntuoso da dire che dopo 15 partite in quelle condizioni io potessi essere un allenatore di Serie A. È stata un'esperienza incredibile, che io e il mio staff ci porteremo dentro perché comunque la possibilità di allenare il Verona, contro grandissimi allenatori, in stadi importanti, è stato veramente bello." aggiunge "Ma sono conscio e consapevole che ho comunque tanto ancora da studiare, da fare, da imparare, da poter sbagliare, perché comunque mi sento ancora un giovane allenatore. Il fatto di poter lavorare in un ambiente tranquillo, sereno, con delle strutture per la Serie C credo ai massimi livelli, adesso io è un po' di anni che non frequento la Serie C, ma l'ho fatta anche da giocatore e quindi so cosa vuol dire, per me è stato anche quello fonte di voler venire in questo posto qui. Lavorare coi giovani per me è naturale, io sono uno di quelli che dice che i giovani in Italia ci sono e sono bravi, quindi bisogna farli giocare e aspettarli."
Su come cambia allenare una squadra dal ritiro e sull'idea di gioco per la sua squadra Sammarco, risponde così: "Voglio conoscere bene i ragazzi. Perché ho visto tante partite, però secondo me finché non alleni i ragazzi non li conosci poi appieno. Quindi voglio imparare a conoscerli sia personalmente, anche di carattere, e con le caratteristiche tecniche e tattiche che hanno, per capire insomma poi qual è la soluzione migliore. Sono aperto al cambiamento, sono aperto a tante cose dentro al campo. Mi piace lavorare, mi piace sperimentare, e quindi credo di essere nel posto giusto perché ci sono tanti giovani che possono essere ancora aiutati a crescere. E l'importanza di iniziare, perché, come detto puoi conoscere dall'inizio i giocatori, vederli crescere, come ha detto il direttore e anche il presidente, siamo a un buon numero adesso, perché tra i ragazzi giovani e comunque quelli che sono rimasti siamo tanti, e quindi ci sarà modo di conoscerli e di valutarli e di lavorare bene in questo periodo. E poi come abbiamo detto, tireremo un po' le somme tra 15-20 giorni per capire se ci sarà il modo di fare qualche innesto oppure di fare qualche uscita."
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