Una stagione piene di sorprese che ci ha permesso di raccontare anche il passaggio di Stefano Okaka in Serie C. Ricordate dove ci eravamo lasciati? Forse meglio riavvolgere il nastro... il Ravenna conquista la promozione dalla Serie D alla Serie C e il club dell'ambizioso presidente Cipriani decide di fare tutto in grande: ecco Stefano Okaka. Fermo da più di due anni, decide poi di firmare con il Ravenna, per poi esordire nella gara contro il Perugia.

L'ex attaccante di Roma e Sampdoria si è raccontato a LaCasadiC, tra motivi dell'addio e un possibile mancato approdo in Serie A prima di firmare in Serie C. "Dopo la stagione ho parlato con il presidente Cipriani e con il direttore generale Paolo Scocco, non ho sentito altri. Ho capito che il presidente mi voleva tenere ma gli altri avevano preso altre decisioni. Ho dato sempre priorità a Ravenna fino all’ultimo, senza parlare con nessuno. Non ricevendo però chiamate dall’altra parte ho deciso poi di guardarmi intorno".

Come raccontato dalla nostra redazione (L'ANTICIPAZIONE) negli scorsi giorni, c'è stato un forte interesse da parte di Walter Mazzarri nel riavere Stefano Okaka al suo fianco. Lo conferma lo stesso attaccante classe '89. "Mi sto allenando con l'Iraklis Salonicco. Qui si sta bene, le persone pensano al calcio e sento di poter dare il meglio di me. Aver incontrato nuovamente Mazzarri, dopo il Watford, per me è uno stimolo enorme. Spero alla fine vada tutto per il meglio per firmare qui".

La domanda più frequente, quella che tutti si pongono circa gli ultimi anni del bomber italiano, ha finalmente ottenuto una risposta. Perché stare fermo due anni? "Ho scelto di rimanere fermo e ho anche lasciato un anno di contratto a Istanbul (con il Basaksehir) visto che era un po’ che giocavo, la Sampdoria mi ha contattato. Loro sono nel mio cuore ma in quel momento non me la sentivo, non avrei potuto dare il 100% che meritavano. C’era stata anche una chiacchierata con l’Inter perché Arnautovic era infortunato ma poi non è andata in porto".

Dal sogno Roma alla Premier League

Una carriera partendo da subito in testa, costellata da consigli e allenatori  che a Stefano hanno voluto bene davvero. "Sicuramente ci sono stati tanti allenatori importanti per me, come Spalletti che mi ha fatto esordire in Serie A".  Diceva sempre “Non fare Totti, fai lo Stefano". Anche lo stesso Mazzarri: "Gioca con rispetto e con umiltà. A lui devo parecchio, mi ha aiutato tanto, è un maestro. Ce l’ho avuto al Watford in Premier, si impara sempre da allenatori così".

Pensate adesso di dover scegliere tra giocare il derby della lanterna tra Genoa e Sampdoria, quello della capitale tra Roma e Lazio o quello tra Lecce e Bari. Tranquilli, Okaka li ha giocati tutti e ha fatto anche gol. "Sono tutti derby bellissimi dove le tifoserie danno il massimo. Il derby di Roma è unico per atmosfera, per i giocatori. Specialmente quando ero io a Roma, c'era ancor più rivalità perché i giocatori erano fortissimi. Quello di Genova è fantastico, uno spettacolo. Quello di Bari, invece, molto emozionante, soprattutto allo stadio. Appena arrivato ho fatto gol. Mi acclamano ancora".

Da Bari agli insegnamenti di Chivu, Aquilani e De Rossi

Okaka ha vissuto il Bari in Serie A, da calciatore, in panchina c'era Gian Piero Ventura e e davanti anche un giovane "Ciccio" Caputo. Adesso la situazione in casa biancorossa, dopo la retrocessione in Serie C è un po' diversa. "Sono momenti. Ho visto che ora c’è Marino come direttore che sicuramente piano piano riseminerà buone cose. Ho un grande rapporto con lui dai tempi dell'Udinese". Colpo di tacco? "Puro istinto, in certe situazioni acceleri il colpo e cerchi di anticipare l’avversario. Ne ho fatto un po’. Speriamo di farlo anche nei derby a Salonicco" (ride, n.d.r.).

Durante la prima avventura a Roma c'è stato non solo l'esordio in Serie A ma anche quello in Champions League, accompagnati da grandi calciatori prima e abili allenatori ora come Aquilani, De Rossi e Chivu. "Hanno personalità e modo di vedere le giocate che tante volte ti fa capire che un campione può fare anche una carriera da allenatore. Erano tutti ossessionati dal calcio, erano già allenatori in campo. Stanno facendo una grandissima carriera e gli auguro il meglio".

Sezione: Interviste e Storie / Data: Mar 14 luglio 2026 alle 15:00
Autore: Antonio Esposito
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