Due realtà storiche, accomunate da un passato glorioso tra Serie A e B, ma soprattutto da un presente dai grandi obiettivi. Fino a qui una stagione senza neanche una sbavatura quella del Vicenza. Gli ottantuno punti in 33 giornate hanno messo la ciliegina sulla promozione in Serie B, categoria che mancava da 4 anni, e condotto la formazione di Fabio Gallo verso un grande successo. Per l'Union Brescia è stata fin qui una stagione leggermente più complicata: un attuale secondo posto condito da un cambio in panchina, con lo storico ritorno di Eugenio Corini, e un lungo inseguimento al primo posto. A quattro giornate dalla fine del campionato la distanza è tanta: sono ben 22 i punti che attualmente separano le due formazioni. 

Un Menti completamente sold out, sia nei settori di casa che in quello ospiti, ora si prepara ad accogliere una partita che ha ancora tanto da dire. A partire dai tifosi vicentini, in festa da due settimane, o forse già da qualche tempo prima, fino a un popolo, quello bresciano, che sogna invece il ritorno in Serie B. 

La sfida in programma per la 34ª giornata di Serie C  mette in campo ambizioni e realtà del presente, ma inevitabilmente richiama anche al passato. Dalle stagioni in Serie A, ai campioni che hanno vestito le due maglie, fino al tifo storico che da sempre accompagna le due realtà. Vicenza-Union Brescia è una sfida che ricorda stagioni passate, storie di pallone che hanno colorato il calcio italiano. 

La sfida si preannuncia dunque imprevedibile. All'andata, giocata il 23 novembre scorso, in un Rigamonti gremito, era arrivato un pareggio. Sulla panchina biancazzurra sedeva ancora Aimo Diana, e la classifica contava "solo" 10 punti di distanza tra le due squadre. Se facciamo invece nuovamente un salto nel passato i tabellini parlano chiaro: 35 vittorie per i lombardi, 22 pareggi e 27 sfide a favore dei biancorossi. Riuscirà la squadra di Corini a rispettare la tradizione?

Nomi importanti e bomber storici: i giocatori che hanno segnato la sfida

Da Menti e Rigamonti sono passati, in questo secolo di storia, tantissimi tra i campioni più influenti del nostro calcio. Da Baggio a Paolo Rossi, la lista è lunghissima. Il destino vuole però, che già solo nel nome dei due stadi di casa il termine "campione" sia immortale, legato a una delle storie più vittoriose, ma anche tristemente note del calcio. Mario Rigamonti e Romeo Menti oggi danno i nome ai due stadi delle due città, ma prima di diventare miti sono stati campioni, prima con la maglia delle rispettive città, poi con il Grande Torino. 

Ma uno dei primi giocatori che ritorna alla mente pensando alla maglia biancorossa è sicuramente Paolo Rossi che, proprio con la maglia del Vicenza vide esplodere il suo talento, collezionando 94 presenze e 60 gol in 3 stagioni. Tre di queste reti arrivarono proprio contro il Brescia e, nello specifico due, in una partita agguerritissima, terminata 2-3 per i Lanerossi. Chi segnò per il Brescia? Alessandro Altobelli, bomber che, proprio insieme a Pablito, segnerà nella storica finale dei mondiali di Spagna '82. Rossi però non è l'unico pallone d'oro a essere passato da Vicenza: anche Roberto Baggio partì prorio da lì. La Leonessa per il Divin Codino però ha un significato specifico, non solo come avversaria. Proprio con la maglia biancazzurra infatti Baggio terminerà la sua carriera. Le statistiche della sfida, infine, riportano alla ribalta anche una altro storico giocatore del Brescia. Simbolo amarcord del calcio di provincia e bandiera indiscussa dei colori bresciani, il miglior marcatore di sempre della sfida resta tutt'oggi un giocatore iconico: Dario Hubner

Sezione: News / Data: Sab 28 marzo 2026 alle 11:30
Autore: Francesca Caldelara
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