Ezio Capuano non ha mai nascosto il suo legame profondo con la città di Salerno, un sentimento che va oltre la semplice appartenenza geografica e che affonda le radici nella sua infanzia. Ospite a Seitv, l'allenatore di Pescopagano ha voluto ripercorrere la sua infanzia da tifoso della Salernitana.

Il suo racconto dipinge l'immagine di un ragazzo che viveva per i colori granata, ricordando con emozione le domeniche mattina passate ad attendere il meteo favorevole per poter dare il proprio contributo attivo al tifo organizzato: "Sono nato a Salerno e quando ero un bambino mi svegliavo la domenica mattina e speravo ci fosse il sole per andare allo stadio a mettere gli striscioni al "Vestuti"".

Nonostante questa passione viscerale, il percorso professionale di Capuano non si è mai incrociato con la panchina dell'Arechi, un traguardo che ha sempre rappresentato la sua massima ambizione sin dagli esordi della carriera: "Quando ho iniziato a fare l’allenatore è stato sempre il mio desiderio, su quella panchina si è seduto veramente chiunque e a me non hanno mai dato la possibilità".

C’è un velo di amarezza nelle sue parole quando riflette sulle scelte societarie che, nel corso degli anni, lo hanno sistematicamente escluso dalla guida tecnica della squadra del suo cuore. La conclusione di Eziolino è schietta: "Evidentemente non mi hanno reputato all’altezza di guidare la Salernitana".

Sezione: News / Data: Ven 27 marzo 2026 alle 13:13
Autore: Marco Gramigni
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