C’è orgoglio, ma anche un filo di rimpianto nelle parole del giocatore Di Massimo, intervenuto in sala stampa dopo la sfida contro l’Ascoli. Il fantasista del Gubbio parte da un momento preciso: "Mi spiace perché il mister ci stava chiamando due minuti prima del secondo rigore. Se il gioco si fosse fermato magari avremmo cambiato sistema e potevamo fare qualcosa di meglio". Un dettaglio che per Di Massimo pesa nell’economia della gara: un possibile cambio tattico rimasto sospeso proprio quando la partita stava entrando nella sua fase più delicata.

Al di là dell’episodio, il numero rossoblù guarda anche alla propria prova personale: "Sono contento di come sono entrato. Ho cercato di dare una mano alla squadra e secondo me c’è stato un cambio di atteggiamento e di approccio, soprattutto tattico". Il Gubbio, dopo un primo tempo complicato, ha cambiato pelle nella ripresa: più aggressività, più presenza tra le linee e una gestione diversa dei ritmi. "Sapevamo che era una partita difficile ma nel secondo tempo abbiamo fatto meglio" ha aggiunto.

Il momento copertina resta la punizione che ha riacceso la gara: "Volevo calciare lì. Mi è partito un bel tiro, uno dei miei". Una traiettoria perfetta, istinto e qualità balistica. E poi un dettaglio non banale: "Sono molto felice per gli applausi dei tifosi avversari. Non è scontato ricevere un gesto così".

Di Massimo guarda avanti, tra condizione fisica e collocazione tattica: "Mezzala e trequarti sono i ruoli più adatti alle mie caratteristiche. Avere più fraseggio in quelle zone mette in difficoltà le difese". La brillantezza sta tornando dopo settimane intense: "A Terni era la terza partita in una settimana, oggi mi sono sentito meglio". Resta il rammarico per le occasioni sfumate nel finale: "Peccato per le chance del 2-3, ce lo meritavamo". Ma la direzione è chiara: qualità tra le linee, conduzione in campo aperto e un finale di stagione da protagonista.

Sezione: Girone B / Data: Dom 15 marzo 2026 alle 20:15
Autore: Matteo Mattei
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