Nella carriera di un calciatore c'è spesso un prima e un dopo. Un evento scatenante, che diventa una sliding door. Un singolo momento che può segnare una stagione, o forse anche di più. Nel percorso di Flavio Russo, nuovo acquisto del Catania, un momento così c'è stato ed è arrivato il primo maggio scorso, a fine di un'annata 25/26 non semplice. Un primo squillo però era arrivato subito: il gol all'esordio con la maglia dell'Entella in Coppa Italia sembrava l'inizio di una stagione ricca di soddisfazioni. Eppure, questo è rimasto il suo unico acuto prima del trasferimento al Pescara nel mercato di gennaio. 

Il classe 2004 cerca di cambiare passo, ma le 11 presenze accumulate da febbraio a maggio non riescono a invertire la tendenza di una stagione sottotono, chiusa con una sola rete all'attivo. Ed eccoci arrivati a quel Padova-Pescara: pomeriggio spartiacque per la Serie B, nonché scontro diretto per definire la zona retrocessione. 

I "delfini" hanno bisogno disperato di punti, per presentarsi all'ultimo appuntamento stagionale con uno spiraglio ancora aperto per la salvezza. Il destino si mette a muovere i fili: al 21', Di Nardo va K.O. e dalla panchina si alza proprio Flavio Russo. Sembra un segno per qualcosa di importante, soprattutto perché intorno al 76' il classe 2004 viene atterrato in area, dopo un contro-movimento molto intelligente con taglio sul primo palo. 

L'arbitro indica il dischetto dopo la revisione al Var, ma il pallone non viene recapitato nelle mani di Lorenzo Insigne: il 31 si presenta dagli undici metri, con uno storico da 6 su 9 in carriera prima del penalty di Padova. Rincorsa, compasso aperto sul primo palo, parata: si chiudono le tende del sipario, e Russo passa dall'euforia per il potenziale gol-salvezza allo sconforto in pochi secondi. Ma ora c'è la pronta e romantica occasione di riscatto.

La propria terra per rinascere

Riavvolgiamo il nastro e torniamo al presente: Flavio Russo ha scelto di ripartire da dove tutto è iniziato, dalla sua città natale. Un figlio di Catania che proverà a rinascere proprio vestendo il rossazzurro. I colori, le sensazioni e il modo di vivere il calcio viscerale che ha la piazza: elementi che potrebbero dargli quella scarica di energia, quell'innesco per ripartire dopo una brusca frenata. 

E soprattutto per dare luce a quel talento innato nel fare l'unica cosa che conta nel calcio: i gol. Il ventunenne infatti, prima della stagione 25/26 aveva completato un percorso nelle giovanili del Sassuolo molto convincente. Dominante nel Campionato Primavera, dove nell'annata 23/24 ha impresso a fuoco il suo marchio con 20 reti e 6 assist, ripetendosi ai playoff con 3 centri in altrettante partite. Graffio decisivo nell'1-0 all'Atalanta, gol in semifinale contro l'Inter, infine colpo del k.o. alla Roma in finale. Reminescenze di un passato da rapace d'area da riscoprire e mettere al servizio della sua gente, della sua citta, del suo Catania. Per cancellare quel maledetto rigore sbagliato e per ripartire. Perché è capitato a tutti, anche ai più grandi, in passato.

Sezione: Interviste e Storie / Data: Mer 19 agosto 2026 alle 15:20
Autore: Luca Ottaviano
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