"Ho sempre detto che viviamo per sognare. È stata una serata storica e che nessuno si sarebbe immaginato". Con queste parole, cariche di adrenalina e soddisfazione, Antonio Filograna Sergio ha commentato l'incredibile successo per 5-1 ottenuto dal suo Casarano sul campo del Cosenza, un risultato che ha proiettato i pugliesi alla fase nazionale dei playoff di Serie C. Per il numero uno rossazzurro, la vittoria del "Marulla" non è solo un traguardo sportivo, ma la conferma di un percorso basato sull'unione: "Siamo una famiglia e per raggiungere certi traguardi serve solo essere gruppo. Abbiamo mostrato una condizione meravigliosa". Ora, con la consapevolezza di aver già superato ogni aspettativa, il club si prepara a vivere il momento senza porsi limiti, pronto a giocarsela contro le grandi del calcio nazionale.
Questo exploit nei playoff è solo l'ultimo capitolo di una rinascita iniziata con la trionfale promozione dalla Serie D dell'anno scorso, che ha riportato il Casarano tra i professionisti dopo ben 27 anni di attesa. Quella del 2024-2025 è stata una stagione da record, culminata con la vittoria del girone H con due giornate d'anticipo e una striscia di risultati utili impressionante. La "missione compiuta" da Loiodice e compagni ha riacceso l'entusiasmo in una piazza che per troppo tempo era rimasta relegata nei dilettanti, rischiando l'oblio. Il presidente Antonio Filograna Sergio, sin dal suo insediamento ufficiale nel giugno 2024, non ha mai avuto paura di esporsi, dichiarando: "Il sogno continua... Nella vita bisogna sempre saper sognare e avere in mente un obiettivo".
Ma chi è davvero Antonio Filograna Sergio? Per capire l'uomo dietro la scrivania, bisogna guardare al suo albero genealogico: è infatti il nipote dell'illustre Antonio Filograna, lo storico "Cavaliere" che fondò l'impero calzaturiero Filanto e guidò il Casarano dal 1978 al 1997. Cresciuto all'ombra di un mito che sfiorò la Serie B con Pantaleo Corvino in cabina di regia e talenti come Fabrizio Miccoli in campo, l'attuale patron ha i colori rossazzurri nel sangue. Prima di assumere la presidenza, ha sostenuto il club per anni come main sponsor con la sua azienda, la Leo Shoes, confermandosi un leader nel settore del calzaturiero di lusso salentino. Il suo approccio al calcio riflette la sua carriera imprenditoriale: visione, investimenti mirati e un profondo rispetto per il territorio.
La scalata verso il professionismo e i successi attuali non sono stati casuali, ma frutto di un lavoro incessante e di scelte coraggiose. Antonio Filograna Sergio è riuscito a ricostruire quel senso di comunità tra tifosi, giocatori e dirigenti che sembrava smarrito, trasformando lo stadio "Capozza" in un fortino di passione. Il suo legame con lo zio scomparso è un motore emotivo costante. Non a caso, nel momento della promozione, il suo primo pensiero è andato a lui: "Mio zio dall’alto ci ha guidato. Ci ha insegnato nella sua vita a non mollare e a lottare... Questo era anche un suo sogno". Oggi, quel sogno vive attraverso una gestione moderna che però non dimentica le tradizioni e i valori di lealtà e sportività.
La "scommessa" di dicembre 2024 e il modello Casarano
Il vero punto di svolta della gestione di Antonio Filograna Sergio è stato rappresentato dalla decisione drastica presa nel dicembre 2024. Nonostante una classifica non disprezzabile, il presidente ha avvertito la necessità di un cambio di rotta, esonerando Giuseppe Laterza per affidare la squadra a Vito Di Bari, allora allenatore del Bari U19. Una scommessa vinta su tutta la linea: sotto la guida di Di Bari, il Casarano ha cambiato marcia, inanellando una serie di 16 risultati utili consecutivi e conquistando il primato nel girone H senza più lasciarlo. Il presidente ha saputo vedere oltre i risultati immediati, puntando su un allenatore giovane e motivato che ha saputo infondere una mentalità vincente a un gruppo già tecnicamente superiore.
Oltre alla scelta tecnica, il "modello Filograna" si è distinto per una campagna acquisti sontuosa che ha portato in Puglia veterani e fuoriclasse assoluti della categoria. Nomi come Nicola Loiodice e Giancarlo Malcore non sono stati solo colpi di mercato, ma i pilastri di una squadra costruita per fare bene. Per alzare ulteriormente l'asticella in Serie C, la società ha operato un mercato estivo a dir poco sontuoso, assicurandosi "top player" assoluti che stanno facendo la differenza in questi playoff. L'arrivo di Cosimo Chiricò, capocannoniere del campionato, ha dato estro e imprevedibilità all'attacco, supportato da colpi di categoria superiore come Raffaele Maiello dal Bari e Vincenzo Millico dalla Ternana. Insieme a innesti di spessore difensivo come Daniele Celiento e centrocampisti del calibro di Karlo Lulić, il presidente ha costruito una vera e propria formazione competitiva. La squadra, inoltre, è stata notevolmente rinforzata quest'anno nel mercato di riparazione, con l'arrivo di giocatori come Mercadante, Grandolfo e Leonetti. Contestualmente, la società ha dato un segnale respingendo offerte enormi per Chiricò e Cajazzo. Questa strategia di investimenti mirati su veterani e fuoriclasse ha permesso al Casarano di consolidarsi subito nei piani alti del girone C e di giocarsi ora con autorità il salto verso la B.
Tra passato e futuro: l'eredità del Cavaliere e la nuova frontiera
Oggi Antonio Filograna Sergio guarda al domani con l'ambizione di chi non vuole smettere di crescere. Se negli anni '80 il Casarano del Cavaliere rappresentava una piccola realtà di periferia capace di competere con le grandi corazzate del calcio italiano, il nipote punta a consolidare questa posizione in pianta stabile. La visibilità ottenuta grazie ai risultati sportivi è vista come un'occasione per dare lustro non solo alla squadra, ma all'intera città e al territorio salentino: "Abbiamo il dovere di far risplendere non solo il nostro lavoro ma anche la nostra realtà cittadina", ha dichiarato il presidente all'esordio in Serie C, sottolineando il valore sociale del suo impegno.
Il futuro del club passa anche per un settore giovanile d'avanguardia, che richiama i fasti della scuola calcio che lanciò Miccoli e Calabro. Il presidente punta forte sulla linea verde, tanto da aver attirato l'interesse della Rai per un reportage dedicato proprio ai giovani rossazzurri. Mentre la squadra si gode la cavalcata nei playoff nazionali, Antonio Filograna Sergio rimane con i piedi per terra ma lo sguardo rivolto verso l'alto: l'obiettivo è difendere quanto conquistato con "coraggio e umiltà" e continuare a scrivere pagine di storia che rendano orgogliosa la sua gente. Del resto, come ama ripetere lui stesso dopo l'impresa di Cosenza: "Ora andiamo a giocarcela".
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