Si è tenuta presso il Tribunale di Asti,  l’udienza preliminare relativa alla denuncia sporta da una studentessa universitaria di vent’anni per uno stupro di gruppo che sarebbe avvenuto la sera del 30 maggio 2025. I fatti contestati risalirebbero ai festeggiamenti per la promozione in Serie C del Bra. I legali dei tre imputati — Fausto Perseu, Alessio Rosa e Christ Jesus Mawete — hanno formalizzato la richiesta di rito abbreviato e i tre giovani, oggi ex calciatori della società piemontese, hanno chiesto di essere interrogati. Le accuse includono violenza sessuale di gruppo e, per uno dei soggetti, anche l'accusa di revenge porn.

In merito alla vicenda, l’A.C. Bra ha rilasciato un comunicato ufficiale 

«L’Associazione Calcio Bra apprende con assoluto stupore il contenuto delle notizie oggi pubblicate su alcuni organi di informazione, che vedono protagonisti tre ex tesserati. Nel rispetto dei principi di presunzione e di innocenza e con piena fiducia nella Magistratura, l’A.C. Bra si astiene da qualsiasi commento e giudizio sui fatti riportati, prendendo le distanze da ogni condotta e da episodi riferiti alla sfera privata delle persone coinvolte che, se accertati, meritano la più ferma condanna. La Società, a tutela della propria immagine, reputazione e onorabilità, si riserva ogni opportuna iniziativa nelle sedi competenti, ribadendo il proprio impegno nel promuovere i valori dello sport, del rispetto e della legalità. Si precisa, infine, che il presente comunicato viene diffuso al solo fine di informare l’opinione pubblica e di tutelare la reputazione dell’A.C. Bra, assolutamente estranea alla vicenda, senza alcuna intenzione di anticipare giudizi o attribuire responsabilità che saranno accertate nelle opportune sedi»

Anche il Livorno, propietario del cartellino di Mawete, ha rilasciato una nota ufficiale:

«Con riferimento alle notizie odierne relative alla denuncia sporta da una giovane ragazza di Bra nei confronti di tre calciatori per stupro di gruppo, tra i quali Jesus Christ Mawete, attualmente in forza alla nostra società, precisiamo quanto segue. La società è venuta a conoscenza della circostanza solamente nella serata di giovedì 9 aprile scorso direttamente dall’avvocato del calciatore e ha potuto apprendere che i fatti contestati risalgono ad un periodo precedente all’acquisto di Mawete da parte del Livorno. La società non intende, in questa fase, entrare nel merito della vicenda giudiziaria riguardante il calciatore, nel rispetto di tutte le parti processuali e ritenendo che questo importante compito debba spettare esclusivamente agli organi competenti. Ferma quindi la totale estraneità del club e altresì ferma la netta condanna di quanto avvenuto qualora fosse giudizialmente accertato, la società seguirà gli sviluppi della vicenda riservandosi di adottare i provvedimenti più opportuni a tutela della immagine del Livorno Calcio, della serenità dell’ambiente e dello spogliatoio, nel rispetto di tutte le parti coinvolte»

Sezione: News / Data: Ven 10 aprile 2026 alle 12:36
Autore: Marco Gramigni
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