Il Lumezzane si gode il proprio momento positivo e viaggia in zona playoff, in attesa della sfida contro il Carpi, in programma sabato 17 ottobre. Alla sua prima esperienza in Serie C, Paolo Sammarco sta raccogliendo risultati incoraggianti, dopo aver guidato l’Hellas Verona nel finale della scorsa stagione, contribuendo al percorso che ha portato la squadra fino alla salvezza in Serie A. Ospite di Sky Calcio Unplugged, l’allenatore rossoblù ha raccontato il valore del talento, sottolineando come la categoria sia ricca di giovani con le qualità necessarie per ambire al grande salto. Perché, anche lontano dai riflettori della massima serie, ci sono ragazzi che coltivano il sogno di arrivare in alto e che, con il lavoro e le giuste opportunità, possono riuscire a trasformarlo in realtà.

Le sue parole: "Su 60 squadre ci sono tanti ragazzi molto interessanti che hanno margini di crescita. C’è solo da avere un po’ di coraggio di lanciarli e un po’ di pazienza, perché i ragazzi giovani fanno errori e non bisogna accanirsi. Sono convinto che anche in queste categorie ci siano molti giocatori che possono scalare le graduatorie e arrivare in Serie A". 

"Quella stagione sono subentrato in Primavera del Verona al posto di Bocchetti che era stato promosso in prima squadra", ha proseguito Sammarco analizzando la prestazione di Cisse. "Parlando con i collaboratori, non l’avevamo fatto giocare perché era sceso in campo la partita precedente. Alla fine del primo allenamento dopo quella gara, ho detto al direttore Margiotta che Cisse avrebbe giocato tutte le partite, nonostante fosse tre anni più piccolo dei compagni. Mi sono piaciute la sua fisicità, la voglia di giocare, la spensieratezza e la tecnica".

L'allenatore ha parlato del carattere di Cisse e dell'approcio difficile con la prima squadra: "Lui è un ragazzo timido e di poche parole. Cerca sempre di minimizzare quello che fa. Viene da una famiglia che lo aiuta e gli sta vicino. Quando è salito in prima squadra e non trovava spazio, si è un po’ intristito. Mi chiedeva se poteva giocare in Primavera, ma gli dicevo di provare a mettere in difficoltà l’allenatore. Per noi sarebbe stato un piacere, ma lo spingevamo verso la prima".

A conclusione un commento sul futuro: "Sono annate con giocatori importanti. Non mi soffermerei sui nomi, ma è un gruppo che può crescere tanto: Romano e Ndour sono degli esempi. Sono una generazione di giocatori che va valorizzata e che può aiutare la Nazionale maggiore".

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Sezione: News / Data: Ven 16 ottobre 2026 alle 19:45
Autore: Redazione
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