Trenta minuti possono bastare per cambiare una partita, ma anche per raccontare qualcosa di più. Jan Zuberek li ha sfruttati tutti, fino all’ultimo, trasformando il finale di Giugliano-Inter U23 in una vetrina personale: due gol, due assist e una vittoria per 4-0 nella quale c’è tantissimo del suo. Non è soltanto una questione di numeri, per quanto impressionanti, ma del modo in cui il centravanti polacco si sta facendo largo, senza clamore, aspettando il proprio momento e cercando di sfruttarlo ogni volta che arriva. Contro il Savoia aveva lasciato il segno con un assist, nonostante la sconfitta nerazzurra per 2-1. Con il Giugliano ha alzato ulteriormente il volume, partecipando a tutte e quattro le reti della squadra. Cinque gol consecutivi portano la sua firma e, forse, per un ragazzo che negli ultimi anni ha cercato a lungo la propria strada, è arrivato il momento di farsi notare davvero.

Perché il calcio, soprattutto a ventidue anni, non è sempre una linea retta. Ci sono stagioni in cui tutto sembra procedere nella direzione giusta e altre in cui trovare continuità diventa complicato. Zuberek conosce entrambe le facce di questo percorso: il fascino di vestire una maglia importante, la difficoltà di conquistarsi un posto e la necessità di ripartire dopo esperienze che non hanno restituito quanto sperato. Oggi, però, qualcosa sembra muoversi. L’attaccante sta imparando a essere utile alla squadra anche senza partire dall’inizio, una qualità tutt’altro che secondaria per chi deve guadagnarsi spazio in un reparto offensivo ricco di alternative.

La concorrenza, del resto, non manca. Nell’Inter U23 ci sono giocatori come Lavelli, Idrissou e Mosconi, giovani con caratteristiche differenti e ambizioni altrettanto importanti. In un contesto simile, ogni occasione assume un peso specifico e saper incidere in pochi minuti può diventare un vantaggio. Zuberek lo sta dimostrando con prestazioni che vanno oltre il semplice gol: contro il Giugliano ha trovato la porta, ma ha anche partecipato alla costruzione delle azioni decisive, mettendo i compagni nelle condizioni di segnare. Un attaccante capace di finalizzare e creare opportunità rappresenta una risorsa preziosa, soprattutto quando servono energie nuove. Stefano Vecchi ha già ricevuto segnali importanti. Ora la domanda è un’altra: il polacco può trasformarsi da arma dalla panchina in una soluzione anche dal primo minuto?

La risposta passa anche dalla sua storia, che comincia lontano dall’Italia, a Białystok, nel nord-est della Polonia. Nato nel 2004, Jan è cresciuto respirando calcio fin da piccolo, con un riferimento speciale in famiglia. Suo padre, Dzidosław Zuberek, è stato infatti un attaccante, protagonista nelle categorie inferiori del calcio polacco. Un legame che rende il pallone qualcosa di più di una semplice passione e accompagna il percorso di un ragazzo cresciuto guardando ai grandi nomi del calcio del proprio Paese. Tra i suoi riferimenti ci sono Euzebiusz Smolarek e Robert Lewandowski, due attaccanti che hanno lasciato un segno importante nella storia recente della nazionale polacca. Modelli diversi, accomunati dalla capacità di trovare la porta e lasciare il segno. Adesso tocca a Zuberek costruire la propria identità, con la voglia di dimostrare che il suo nome può trovare spazio anche lontano da casa.

L'arrivo in italia e il grande salto

L’Italia entra nella vita calcistica di Zuberek nel 2020, quando arriva alla Spal. È il primo passo di un percorso che lo porta a confrontarsi con un ambiente nuovo, un calcio diverso e la necessità di adattarsi lontano dalle proprie radici. Un anno più tardi, nell’estate del 2021, arriva il trasferimento all’Inter. Per un giovane attaccante, entrare in un club di questo livello significa misurarsi con aspettative importanti e una concorrenza che rende difficile trovare subito continuità. Il talento deve fare i conti con i tempi della crescita e con la capacità di sfruttare le occasioni a disposizione. Zuberek riesce a dare qualche segnale positivo soprattutto attraverso i gol, ma non trova la continuità necessaria per imporsi stabilmente come centravanti titolare. Il suo percorso nerazzurro diventa così una ricerca costante del proprio spazio.

Per crescere, la strada scelta è quella dei prestiti. Prima la Ternana, in Serie B, poi il Lecco e il Monopoli in Serie C: tre esperienze differenti, accomunate da una difficoltà che per un attaccante pesa più di tutte, quella di trovare la via della rete. In nessuna di queste tappe Zuberek riesce a sbloccarsi in campionato, lasciando aperti alcuni interrogativi sul proprio percorso. Il ritorno all’Inter diventa allora un’occasione per ripartire, senza dimenticare quanto vissuto. Non sempre, infatti, un’esperienza poco fortunata rappresenta un punto d’arrivo. A volte è proprio da lì che nasce la necessità di cambiare qualcosa, trovare nuove soluzioni e imparare a interpretare il proprio ruolo in maniera diversa. Per Zuberek, la possibilità di rilanciarsi arriva con l’Inter U23, dove il minutaggio non è sempre abbondante, ma le opportunità per lasciare il segno non mancano.

La panchina come punto di partenza: ora Zuberek vuole prendersi i nerazzurri

La passata stagione aveva già offerto un primo indizio sulle qualità del centravanti polacco. Senza essere una presenza fissa nell’undici iniziale, Zuberek era riuscito a mettere insieme quattro reti tra campionato e Coppa Italia di categoria in circa 650 minuti. Un bottino interessante, considerando il minutaggio a disposizione e la capacità di incidere entrando a gara in corso. Il suo contributo, però, non si limita alle energie fresche quando gli avversari iniziano ad accusare la stanchezza: conta anche la disponibilità a cercare subito la porta e a inserirsi nei meccanismi offensivi della squadra. In questa stagione, le ultime due apparizioni hanno rafforzato ulteriormente questa impressione.

Essere decisivi entrando dalla panchina è una qualità, ma non deve necessariamente diventare un’etichetta. Zuberek lo sa e le prestazioni recenti gli consegnano argomenti per chiedere qualcosa in più. Quando un giocatore partecipa a cinque reti consecutive della propria squadra, del resto, ignorarne il momento diventa difficile. Vecchi è avvisato: il polacco può essere una carta importante nella ripresa, ma anche un candidato a partire dall’inizio. La prossima partita contro il Monopoli aggiunge un capitolo particolare alla sua storia: proprio con i pugliesi, infatti, Zuberek aveva vissuto una delle tappe meno fortunate della propria carriera, senza riuscire a trovare il gol. Stavolta si presenterà dall’altra parte, con la maglia nerazzurra e la possibilità di trasformare quel ricordo in qualcosa di diverso. Non è ancora il momento di parlare di un punto d’arrivo, ma il percorso sta prendendo una direzione interessante. E per un attaccante che ha imparato ad aspettare il proprio turno, il prossimo passo potrebbe essere proprio quello di smettere di aspettare.

Sezione: Girone C / Data: Gio 15 ottobre 2026 alle 15:30
Autore: Gabriel Macis
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