Il Potenza risponde presente. Nell'ora più importante, nella partita più attesa di tutta la stagione, la squadra di De Giorgio mette in campo quella che probabilmente è la miglior prestazione nell'intera gestione dal suo arrivo nel capoluogo e fissa sul 3-1 il punteggio di una finale che inizierà nuovamente mercoledì 1° aprile. Ancora 90 minuti, gli ultimi, per centrare l'appuntamento con la storia. Il Potenza per iscriversi da esordiente all'albo dei vincitori, il Latina per provare la rimonta e replicare quanto già ottenuto, proprio in questa coppa, nel 2013.
Ma andiamo con ordine, partendo dal fattore campo che, mai come in quest'occasione, è stato in grado di trascinare la squadra lucana. Il sold-out era già annunciato da qualche giorno, con gli ultimi seggiolini andati praticamente a ruba nelle ore a ridosso del calcio d'inizio. Il freddo e l'allerta neve non hanno preoccupato i potentini: il dato definitivo segna 4860 spettatori, numero che, per essere superato, ci costringe a spostare le lancette dell'orologio a inizio novembre 2019, pre-lockdown, quando contro la Reggina il Viviani raggiunse quota 4970.
La coreografia della curva sembra aver attirato magneticamente il pallone verso la porta, perché dopo soli 6 minuti è il Potenza a sbloccarla. Le fasce si confermano essere una delle armi in più a disposizione di De Giorgio: Rocchetti trova la deviazione di Parodi che serve involontariamente Murano, piattone destro davanti a Mastrantonio e padroni di casa subito avanti nel punteggio.
L'approccio dei lucani è quello di chi vuole mettere subito la partita in cassaforte. Difficilmente, nell'ultimo anno e mezzo, si è vista una partenza così aggressiva da parte della squadra di De Giorgio. Inizio di gara che deve aver sorpreso anche il Latina, senza Volpe in panchina a causa squalifica, ma con l'ex Lecco in comunicazione costante con il suo vice Guida. Col passare del tempo l'indicazione tattica è sempre più chiara: si passa al 4-3-1-2, modulo insolito per i nerazzurri ma che, a lungo andare, permetterà ai laziali di mettere più densità sulle fasce di contenere più facilmente i continui dai e vai del centrocampo avversario.
Samurai di coppa
Arrivato nel mercato di gennaio per fare il "numero 9". Quel ruolo e quel peso in attacco che era mancato nella prima parte di campionato, dopo l'addio di Caturano, e che la breve parentesi di Anatriello non era riuscita a sopperire. Il quarto ritorno di Murano al Potenza porta inevitabilmente i segni della coppa, perché se in campionato il "Samurai" non è ancora riuscito a sbloccarsi, complici alcuni infortuni che non gli hanno permesso di essere al top della condizione, il suo rendimento in Coppa Italia Serie C è ben diverso.
Esordio da titolare al Liberati contro la Ternana: controllo sul lancio lungo del centrocampo, vittoria nel duello fisico contro Capuano e destro dal limite dell'area che regala ai lucani la prima storica vittoria in casa dei rossoverdi. Semifinale d'andata e finale d'andata: Murano mette quelli che finora sono i suoi unici due sigilli stagionali in due gare da peso specifico, gare che richiedevano la presenza di un "numero 9" che tanto mancava al Potenza.
Sylla per continuare a sognare
L'ex Crotone e Avellino torna protagonista nell'azione che porta al 2-0 di Schimmenti. Appoggio spalle alla porta verso Felippe e imbucata sulla destra verso il numero 21, che taglia la difesa del Latina, porta avanti col sinistro e angola alle spalle di Mastrantonio. Nella ripresa i lucani si portano sul +3, fallo di mano in area di Marenco e di nuovo, Felippe, dopo l'assist alla mezz'ora di gioco, spiazza il portiere e fa esultare per la terza volta i 4800 del Viviani. Ma è qui, però, che inizia a trovare coraggio anche la formazione di Volpe. Il Potenza sembra agevolarsi sul risultato, cerca di controllare meglio la gara calibrando anche le energie.
Allo scoccare dell'ora di gioco escono D'Auria e Castorani per Petrungaro ed Erradi. A 20 minuti dalla fine fuori i due marcatori Murano e Schimmenti per Selleri e Delle Monache. Esattamente come nella gara di campionato del Francioni, in scena lo scorso 21 febbraio, sono i cambi nel finale di gara a modificare gli equilibri. Il Latina riesce a trovare coraggio e colpisce prima una traversa dal limite con Cioffi, poi accorcia col Sylla al minuto 86. Punizione da 40 metri e difesa lucana che si fa soprendere dal colpo di testa del numero 9, subentrato al posto di Parigi e subito in grado di rendersi protagonista come il bomber dei nerazzurri.
Appuntamento al Francioni
Tanto nervosismo nel finale, più in generale nel corso dei 90 minuti dove va segnalata positivamente la gestione dei cartellini da parte dell'arbitro Gauzolino. Gara molto tesa ma sempre in controllo del fischietto piemontese, anche dopo le tante scintille in campo - come quella che ha portato all'espuslione di Cioffi dopo il gol di Sylla - e come poi accaduto anche a fine gara, con le discussioni molto accese tra le due panchine nelle quali sono stati necessari altri due cartellini rossi che verranno poi analizzati dal gudice sportivo.
Il primo atto della finale di Coppa Italia Serie C Regionale va al Potenza. Gara che ha dimostrato come il gruppo di De Giorgio si sia ormai avviato verso la maturazione definitiva: da Felippe, sempre più leder tecnico e tattico nel 4-3-3 dei lucani, fino a capitan Riggio, pronto e attento in ogni ruolo e in ogni qual volta viene chiamato in causa. Senza contare, infine, l'esperienza portata a questo gruppo da Niko Kirwan: leadership, aggressività e ordine difensivo per sistemare quella retroguardia che a metà campionato, aveva subito 28 gol. Tutto rimane ancora aperto però, il Latina sa di avere le capacità per poter far male, e il fattore campo potrebbe ora spostarsi in favore del Francioni dove, poche settimane fa, i nerazzurri erano riusciti a mettere parecchio in difficoltà il Potenza.
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