La Juventus Next Gen comincia con il piede giusto il proprio campionato di Serie C 2026/27. Al "Giuseppe Moccagatta" di Alessandria i bianconeri superano 1-0 il Novara nella prima giornata del Girone A, conquistando tre punti preziosi in una sfida equilibrata e combattuta. La squadra di Massimo Brambilla, chiamata a confrontarsi con un gruppo profondamente rinnovato e molto giovane, riesce così a trasformare l'esordio in un risultato positivo.

Dall'altra parte c'era un Novara arrivato ad Alessandria con entusiasmo e fiducia dopo il successo per 1-0 ottenuto in Coppa Italia contro l'Alcione Milano. Alessandro Birindelli, alla sua prima stagione sulla panchina azzurra, aveva sottolineato alla vigilia la qualità della Next Gen e la necessità di affrontarla con grande attenzione, evidenziando soprattutto le numerose soluzioni offensive a disposizione dei bianconeri.

Per la Juventus, invece, il successo rappresenta una risposta importante dopo l'eliminazione dalla Coppa Italia ai rigori contro il Forlì. Brambilla si trova a gestire una rosa giovane, nella quale molti giocatori devono ancora completare il proprio percorso di adattamento alla Serie C. Lo stesso allenatore, alla vigilia, era consapevole della necessità di concedere tempo a un gruppo in costruzione e di accelerare il processo di crescita attraverso il lavoro quotidiano.

Il risultato contro il Novara assume quindi un valore che va oltre i tre punti. La Next Gen ha mostrato carattere, capacità di soffrire nei minuti finali e, soprattutto, la disponibilità dei giovani a seguire le indicazioni dell'allenatore. Nel post-partita Brambilla ha insistito proprio su questi aspetti, dalla crescita mentale della squadra alla gestione dei momenti della gara, passando per la possibilità di cambiare modulo e per il ruolo dei giocatori più esperti all'interno dello spogliatoio. Di seguito, le dichiarazioni dei due allenatori.

Le dichiarazioni di Massimo Brambilla

Anali e crescita - "Non siamo abituati a vincere la prima, negli ultimi anni abbiamo fatto più fatica. Oggi ci è andata bene, è stata una vittoria meritata per quello che abbiamo mostrato in campo. Non chiudendo la gara c’era da soffrire. Se si guarda la distinta di oggi, si vede chiaramente che siamo molto più giovani rispetto anche agli altri anni. Lo sappiamo e dobbiamo lavorare soprattutto sulla testa dei ragazzi e sul loro lato caratteriale.Fin dal primo giorno il gruppo si è messo a disposizione e si è abituato a lavorare. I ragazzi iniziano a lavorare in un certo modo già da piccoli, quindi da questo punto di vista siamo tranquilli. Per quanto riguarda l'adattamento alla Serie C, invece, bisogna considerare i tempi di gioco e la maggiore difficoltà delle partite. Al di là della vittoria di oggi, la cosa importante è ritrovare sempre questo atteggiamento. Se continueremo su questa strada, la squadra potrà fare grandi cose".

Qualità e gestione delle partite - "Abbiamo giocatori di qualità e su questo non ci sono dubbi. È normale, però, che abbiamo cambiato molto: abbiamo inserito tanti ragazzi giovani e dobbiamo dare loro il tempo necessario per crescere. Chi ci segue probabilmente conosce il nostro percorso. All'inizio si può fare fatica nelle letture della gara e nella gestione di determinati momenti della partita, ma tutto questo fa parte dell'esperienza. Con il passare del tempo si cresce anche sotto questo aspetto. Il nostro compito è cercare di accelerare il più possibile questo processo di adattamento, perché la Serie C non permette di perdere tempo. Abbiamo fatto la nostra partita. Una volta passati in vantaggio abbiamo continuato a tenere la palla e ad avere il controllo del gioco. Faccio i complimenti ai ragazzi per il modo in cui hanno gestito la gara. Il Novara ha combattuto e ha avuto le proprie idee, ma quello che mi interessa è ciò che ho visto dai miei giocatori. In generale, questa vittoria è importante perché ci dà serenità"..

Il sistema di gioco e le indicazioni della società - "Non ci sono imposizioni da parte della società. Possiamo parlare, eventualmente, di orientamenti, ma anche quando abbiamo giocato a cinque sviluppavamo il gioco con una struttura a quattro. Oggi abbiamo avuto un centrocampista in più, ma abbiamo tanti giocatori che possono esprimersi nelle loro posizioni. Quest'anno potremo cambiare spesso sistema di gioco. Quello che conta, però, non è tanto il modulo quanto l'atteggiamento e la voglia che tutti hanno di giocare la partita".

La crescita dei singoli e il ruolo dei giocatori più esperti: "Patrick (Mazur)è un ragazzo che deve ancora crescere tanto dal punto di vista del ritmo e dell'intensità. Oggi, però, ha avuto le capacità per trovare il gol. È un ragazzo eccezionale e uno di quelli che metti sempre in campo.Per quanto riguarda il gruppo di quest'anno, abbiamo preferito puntare su ragazzi giovani, senza troppa esperienza. Sono giocatori importanti e il nostro obiettivo è cercare ogni giorno di dare qualcosa in più, parlando anche maggiormente in campo. Ci manca magari un elemento esperto in difesa. Il faro di questi ragazzi, però, è sempre Simone Guerra. Anche quando oggi non ha giocato, per noi rimane un punto di riferimento prezioso durante la settimana e nello spogliatoio, oltre che naturalmente in campo".

Licina e le voci di mercato - "Licina ha grande qualità nelle giocate. Deve ancora trovare la condizione migliore, perché ha giocato poche partite e non ha ancora trovato completamente il ritmo gara. Ha tutte le qualità per emergere e per fare bene con noi".

LE DICHIARAZIONI DI BIRINDELLI

Sulla partita - "Il piano tattico dopo il gol doveva cambiare, ci abbiamo messo del tempo a sistemarci e fare qualche uscita più alta. Non volevamo concedere alla Juve spazi dentro, ma quando dopo poco perdi 1-0 non puoi essere attendista. Anche i due attaccanti nel finire del primo tempo han lavorato meglio e abbiamo creato buone opportunità. Poi siamo entrati più convinti nella ripresa, loro non han creato grandi cose. Devo fare i complimenti ai ragazzi per l’atteggiamento messo in campo. Non è una sconfitta che cambia il nostro percorso, si deve migliorare ma il lavoro non ci spaventa".

Sull'arbitraggio -  "Non mi piace giudicare gli episodi e soprattutto non voglio giudicare le decisioni dell'arbitro. Gli episodi, secondo me, ci sono stati, ma c'è un giudice che decide e noi accettiamo quello che ha deciso. Parlando con i ragazzi, mi è stato riferito che ci sono state alcune situazioni dubbie, ma non voglio andare oltre. Per quanto riguarda la gestione della gara, invece, ho avuto la sensazione che ci sia stata una certa disuguaglianza nel modo in cui sono stati gestiti i falli e, più in generale, alcune decisioni nei confronti delle due squadre. Tutto qui".

Il nervosismo e le proteste - "Il nervosismo fa parte del gioco e bisogna essere bravi anche a saperlo gestire. Non credo, però, che questo abbia deciso il risultato. È chiaro che in quei momenti ognuno cerca di portare acqua al proprio mulino, ma non voglio e non mi piace criticare il lavoro della terna arbitrale e del quarto uomo. Se ci sono stati degli errori, non lo so. Sbagliamo noi, sbagliano i giocatori in campo e possono sbagliare anche loro. Per me finisce lì: accettiamo le decisioni".

Sezione: Girone A / Data: Sab 22 agosto 2026 alle 20:24
Autore: Lorenza Giustizieri
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