Twain diceva di mollare gli ormeggi. Di lasciare che il vento ci trascinasse oltre i confini: verso l'orizzonte, verso la vita e contro il tempo. "Esplora, sogna". Ritrovarsi o, meglio ancora, riconoscersi. Massimo Coda può dire di averci costruito sopra un linguaggio, una letteratura: a 16 anni era già per campi. Con gli scarpini slacciati, i calzettoni slabbrati, il pallone sotto il braccio, lo sguardo complice nei riguardi del futuro. Fiero come chi osa, spensierato come chi sa.

Ha quindi accettato la sfida, il braccio di ferro con il destino. Lo ha piegato, riscritto, declinato a sua immagine. Gli somiglia, ha il suo stesso volto e il suo stesso vizio: colpisce nel segno. A Cava' de Tirreni ha spiegato le ali e piegato il timore, direzionando le trame verso nuovi inizi. Continui nuovi inizi. Non aveva nemmeno compiuto la maggiore età quando esordì in C2, proprio con la Cavese. Un anno dopo invece, già a sperimentare la lontananza da casa, in Svizzera con il Bellinzona. 

Primo step, buttarsi. Il ragazzo (che passa anche da Cisco Roma e Crotone) osserva, prende nota, impara. Nei silenzi si fa una voce, nel fango si fa uomo. Gira, rigira, poi si ferma e si afferma: nel 2008 passa alla Cremonese, in Lega Pro. Centra 6 volte il bersaglio alla prima stagione, poi raggiunge la doppia cifra al secondo e al terzo anno si assesta a 8. Bologna chiama, lui affida il domani nelle mani della città emiliana. Ma il giorno per fermarsi non arriva e la valigia è in continuo disfacimento. Il viaggio lo riporta dove tutto sembrava funzionare: torna in C, affila gli artigli, incorpora il sole di Siracusa e segna altri 10 gol a San Marino. Anno 2013: l'ultimo nella terza serie.

Un uomo che si fa grande insieme al pallone, che cambia e sperimenta.  Lascia di nuovo l'Italia e vive nuove esperienze: va in Slovenia, al Gorica. Stupisce tutti e ne esce nuovo. Vince la Coppa nazionale, segna 18 gol, esplora e conquista. Il verso di Twain torna e resta, intrecciando i fili di un percorso che - da quel momento in poi - raggiungerà solo apici. Continui apici, continui nuovi inizi. Coda ha capito chi è Massimo, Massimo ha capito chi è Coda: un campione infinito, per la quale oggi è il momento di ritornare dove tutto ha avuto inizio.

La prossima casa di Coda sarà...il Catania

La C di Catania che inusce alla C di Coda, alla ricerca della Classe perfetta per raggiungere lo splendore in una Serie C da conquistare. Vincere le impervie al fianco di un bomber classe '88 anticipato dai suoi numeri, re indiscusso della Serie B, ora pronto a scendere per un nuova avventura a 38 anni.

Lasciata la Lega Pro e scoperta la Slovenia, l'attaccante ha trovato nella Serie B  un'isola felice. Coda è tuttora il marcatore più prolifico nella storia della categoria, avendo impilato 144 gol tra Salernitana, Benevento, Lecce, Genoa, Cremonese e Sampdoria. Ne ha viste e vinte: ha conquistato quattro promozioni in Serie A, per poi tenersela e giocarsela solo 42 volte, ma poco importa. Di Coda ce n'è solo uno. E adesso indossa il rossazzurro.

Per capire chi può ancora essere Massimo

Perché di anni ne ha 38, eppure è sempre qui. Coda ha dimostrato negli ultimi 20 in peso la sua passione, la sua fame e il suo peso all'interno di una squadra, ma oggi non vuole ancora parlare al passato. Nelle ultime due stagioni, alla Samp, ha messo insieme altri 18 gol. Ha cartucce da sparare, ha tesi da esporre. Ha storie da raccontare e, soprattutto, da scrivere.

Per regalarsi una terza vita calcistica scende...al terzo piano. Là dove non entra da ormai 13 anni. Ultima tappa, come detto, quella di San Marino: terminò in doppia cifra, niente di nuovo. Aveva 25 anni e non sapeva cosa sarebbe diventato. Oggi di sè stesso, sa tutto.

Sezione: Interviste e Storie / Data: Sab 22 agosto 2026 alle 09:15
Autore: Edoardo Gatti
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