Simone Rabbi sta vivendo un vero e proprio momento d'oro a Ravenna. Arrivato sul finire del mercato estivo, l'ex Cittadella ci ha impiegato ben poco per ambientarsi e mettere la sua prima firma sul tabellino. Il bilancio dopo le sue prime cinque gare in giallorosso, infatti, parla chiaro: 5 gol in 5 partite, di cui due doppiette, una alla prima di campionato e un'altra contro il Perugia.

Destino vuole che la storia tra Rabbi e il Ravenna è iniziata già sul finire della scorsa stagione, quando con il suo Cittadella, l'ex Bologna affrontava al terzo turno eliminatorio dei Playoff, proprio i romagnoli. Il classe 2001 ricorda soprattutto l’atmosfera del "Benelli" e il valore della squadra incontrata: "Ai Playoff, quando siamo andati al Benelli, l’atmosfera era calda. Ricordo proprio l’impressione di una piazza importante e di una squadra tosta da affrontare, sono state due partite combattute".

Da quelle sensazioni è nata anche la convinzione di accettare il trasferimento. A incidere sulla scelta sono stati l’interesse del club e un progetto affine alle sue ambizioni: "La trattativa non è stata facile, però avevo voglia di fare questo step e di provare a vincere il campionato. Il grande interesse dimostrato e  l’impressione che avevo avuto della piazza e della squadra mi hanno convito". Ravenna è una piazza sogna in grande, li stessi sogni sono condivisi anche da Rabbi: "Qui c'è un progetto super ambizioso: anch’io voglio continuare a crescere e quello che mi è stato presentato era in linea con le mie ambizioni".

Il passaggio dal Cittadella al Ravenna ha significato anche un grante cambiamento di ambiente. Dall'aria di montagna veneta alle brezze marine della riviera romagnola: "A Cittadella mi sono trovato benissimo. Da giocatore si vive il calcio in maniera molto tranquilla e questo mi è servito anche per riuscire a esprimermi liberamente in campo e crescere ulteriormente. Penso di aver aggiunto un mattoncino al mio percorso. Adesso, a Ravenna, l’impressione è che ci siano tanti elementi che guardano tutti nella stessa direzione, all’interno di un progetto che punta a crescere anno dopo anno. Lo si vede nella squadra, nella società e nel tifo".

Rabbi: "Lavoro per questo e volevo partire così"

Tra le novità della sua avventura in giallorosso c’è anche la maglia numero nove. Una scelta naturale per un attaccante, senza particolari legami con i numeri indossati in passato: "Non sono legato a nessun numero, neanche a quelli che ho avuto prima. Molto spesso, arrivando a fine mercato, sceglievo tra quelli rimasti. Quando sono arrivato a Ravenna ho visto che il nove era libero e ho voluto provare a sceglierlo. Per un attaccante è il primo numero a cui viene da pensare".

L’avvio positivo ha subito dato valore a quella scelta. Rabbi, però, preferisce concentrarsi sul lavoro quotidiano e sull’intesa con allenatore e compagni, senza fissare traguardi numerici: "Lavoro per questo e volevo partire così. Non mi sono mai dato un obbiettivo numerico, cerco di concentrarmi su tutto quello che posso controllare direttamente: il lavoro quotidiano, capire che cosa chiede il mister, conoscere i miei compagni e mettermi a loro disposizione".

Proprio su Mandorlini: "Ci ricorda spesso il grande obiettivo che abbiamo. Questo mi fa percepire la responsabilità e l’importanza di giocare a Ravenna, di essere arrivato in una società di questo tipo".

Rabbi: "Ronaldinho? Non pensavo potesse essere possibile"

Le ambizioni portano inevitabilmente anche delle pressioni. Una componente che Rabbi accoglie con convinzione, consapevole del peso che può avere la coesione del gruppo durante la stagione: "A livello personale sono arrivato a un punto in cui sono contento che ci sia quella pressione, perché vuol dire che all’interno della squadra ci sono valori importanti. L’accetto volentieri: avevo proprio voglia di percepire un obiettivo importante".

Tra gli argomenti, immancabile non citare Ronaldinho e l’entusiasmo suscitato dal suo legame con Ravenna: "I compagni che erano qui dall’anno scorso o che sono arrivati prima di me hanno avuto modo di incontrarlo e parlarci. Io ancora no, ma sarebbe bellissimo. Non pensavo potesse mai essere possibile anche solo avere l’opportunità di conoscerlo: è qualcosa che supera ogni mia aspettativa". Un idolo dentro e fuori dal campo, anche se per Rabbi il punto di riferimento è solo uno: "Però mi chiedi chi sia il mio idolo, devo rispondere Del Piero".

Un percorso fatto di piccoli passi

Nel suo percorso c’è già stato anche l’esordio in Serie A con il Bologna, contro l’Inter. Un ricordo speciale, che oggi Rabbi rilegge con una consapevolezza diversa: "L’emozione è stata grandissima. Ogni tanto vorrei rivivere quelle sensazioni con la maturità e la consapevolezza che ho oggi. Secondo me, allora, era qualcosa di ancora troppo grande per me. Sono molto grato per la fiducia che mi è stata data e per aver potuto realizzare questo sogno".

Dopo Bologna è stato il turno di Piacenza, la prima esperienza lontana da casa, una tappa fondamentale per farlo diventare il Simone Rabbi che oggi conosciamo: "La mia carriera ha seguito un percorso fatto di piccoli passi, del quale sono molto contento. Non rimpiango nulla: sono certo che ogni tappa e ogni passaggio, a partire dall’anno successivo, quando sono andato a Piacenza in Serie C, siano stati fondamentali per diventare il Simone, persona e calciatore, che sono oggi". Il percorso di Rabbi, prosegue, aggiungendo una nuova tappa: Ravenna. In Romagna sarà il momento di inseguire i sogni che ci rendono grandi, assieme a una squadra che all'unisono guarda e cammina nella stessa direzione.

Sezione: Girone B / Data: Ven 25 settembre 2026 alle 09:00
Autore: Martin Shira
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